Ginevra 2014

FCA, Marchionne: «Riguardando a Ginevra 2004, siamo molto contenti dei risultati raggiunti fino ad oggi»

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Primo Salone per FCA, il 6 maggio sara' annunciato il piano industriale a Detroit. In 10 anni grandi risultati e progetti di sviluppo per ridare orgoglio a tutti i Brand

 FCA, Marchionne: «Riguardando a Ginevra 2004, siamo molto contenti dei risultati raggiunti fino ad oggi»

Ginevra - In occasione della giornata di apertura del Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra, Sergio Marchionne, Amministratore delegato del neonato Gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha parlato del futuro dei marchi appartenenti a questa nuova realtà industrale, ma anche dei traguardi finora raggiunti.

 

Al Salone di Ginevra debutta per la prima volta il Gruppo FCA. Siete soffisfatti di cosa siete riusciti a mettere in campo?

«Se guardiamo le vetture che abbiamo presentato oggi qui a Ginevra sono più che soddisfatto del debutto di FCA a Ginevra. La Fiat che ho preso in mano nel 2004 e quella di oggi sono due mondi completamente diversi. Se vediamo i nostri stand a Ginevra vediamo la capacità di un Gruppo di occupare quasi tutti gli spazi del mercato che servono ad essere rispettati come un costruttore globale di vetture. Oggi vediamo una Maserati che ha “in pancia” le potenzialità per fare moltissimo e poi vogliamo restituire al mondo un’Alfa degna della sua storia. Siamo orgogliosi di vedere quanto abbiamo fatto fino ad ora».

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La nuova Jeep Renegade è la prima auto dell'era FCA

 

C'era molto scetticismo alcuni anni fa sulla buona riuscita della fusione con Chrysler. Oggi come commentate quei timori?
«E' vero, erano in tanti ad essere scettici sulla fusione di Fiat e Chrysler, due aziende che avrebbero dovuto funzionare bene insieme condividendo obiettivi e tecnologie. Oggi la nuova Jeep Renegade è il primo esempio tangibile di cosa si può fare quando si sa gestire una realtà globale. Nel 2009, con le prospettive che c’erano all’epoca, sarebbe stato completamente impossibile lanciare un’auto come la Renegade. Per la prima volta produciamo una Jeep fuori dal sistema di aziende Chrysler e lo stiamo facendo in uno stabilimento italiano condividendo piattaforme e architetture. È un passo in avanti enorme. Del resto la condivisione di tecnologie sarà l’aspetto chiave del piano industriale che presenteremo a maggio».

Con le due SUV di Melfi vogliamo fare subito utili, ci aspettiamo grandi volumi. Sono auto che andranno in tutto il mondo e inaugurano una nuova fase per il nostro Gruppo

 

Jeep Renegade e la futura Fiat 500X sapranno saturare la capacità produttiva dello stabilimento italiano di Melfi? Quando inizierà la produzione?
«Jeep Renegade e Fiat 500X sono più che sufficienti per raggiungere la massima capacità produttiva dello stabilimento di Melfi. Sono modelli molto più complessi da un punto di vista ingegneristico della Fiat Punto prodotta storicamente su quelle linee di assemblaggio. La produzione della Renegade è già iniziata a Melfi perché stiamo facendo le scorte, mentre l’avvio ufficiale della linea è fissato per il 14 luglio».

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La Maserati Alfieri concept è il perfetto esempio di come la Casa del Tridente stia vivendo un momento di grande rilancio 

 

Puntate molto sulle nuove SUV di Melfi. Cosa vi aspettate?

«Con le due SUV di Melfi vogliamo fare subito utili, ci aspettiamo grandi volumi. Sono auto che andranno in tutto il mondo e inaugurano una nuova fase per il nostro Gruppo. Anche la 500X andrà in America. Ci aspettiamo molto da questi modelli».

 

Jeep sembra un brand con ottime prospettive future. Cosa dobbiamo aspettarci?

«Il marchio Jeep vivrà una fase di crescita, che peraltro è già iniziata. Questo marchio avrà accesso al nostro nuovo stabilimento in Brasile, dove dal 2015 verrà prodotta la Renegade ma anche alle capacità produttive della Fiat in Cina. Anche qui spero di vedere prodotta la Renegade già dal 2016».

 

E' ancora in atto l'accordo con Mazda? E' vero che la piattaforma della nuova MX-5 non darà vita ad un modello con marchio Alfa Romeo?
«L’accordo con Mazda prevede l’utilizzo della piattaforma giapponese per realizzare un veicolo simile (alla nuova Mazda MX-5, ndr) e industrialmente il progetto sta andando avanti. Confermo quindi che la nostra vettura basata su questa architettura arriverà alla fine del 2015. Il marchio che useremo per produrre questo modello però lo decideremo. Non vedo perché ci dovrebbe essere l’obbligo di usare il marchio Alfa per l’utilizzo di questa architetture. Può darsi che lo useremo come può darsi che utilizzeremo un altro marchio».

alfa romeo 4c spider 3
Alfa Romeo dovrà seguire un percorso di rilancio e crescita completamente diverso da quello dei brand generalisti del Gruppo FCA

 

Quando verrà presentato il vostro piano industriale?
«Il piano industriale verrà presentato il 6 maggio a Detroit ma ci stiamo ancora lavorando».

 

In Europa sta milgiorando la situazione del mercato?

«La situazione si è leggermente stabilizzata in Europa, ma non c’è stato un cambiamento fondamentale della domanda e dell’offerta e quindi dei prezzi. Fino a quando non vediamo che sono i clienti privati che tornano a comprare in maniera importante non potremo cantare vittoria. La crisi è ancora qui. Certo, non sta peggiorando».

 

E in Italia? Ci potrebbe essere una ripresa già nel 2016?

«Nel mercato italiano vediamo ancora oggi l’incapacità dei clienti privati di consumare. Noi possiamo contribuire facendo ripartire la macchina industriale di questo Paese ma per farlo abbiamo bisogno che lo sfogo dei nostri prodotti sia il mondo intero e non l’Italia soltanto. Se non iniziamo a ragionare così non potremo mai contribuire alla ripresa di questo Paese. Non ho la minima idea se il mercato italiano si possa riprendere nel 2016».

L’elettrico di per sé è un concetto geniale, ma dal punto di vista finanziario e commerciale è stato un disastro

 

Investirete su elettrico e plug-in hybrid?
«L’elettrico di per sé è un concetto geniale, ma dal punto di vista finanziario e commerciale è stato un disastro. A metà del 2016 vedremo però l’arrivo della tecnologia ibrida plug-in negli Stati Uniti».

 

C'è un futuro per i modelli Chrysler in Europa?

«Chrysler in Europa sì, arriverà, ma aspettiamo maggio per parlarne».

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Il prossimo 6 maggio il Gruppo FCA annuncerà il suo piano industriale

 

Alcuni vostri competitor, a partire dal Gruppo VW, hanno annunciato di voler offrire sempre più modelli, anche di nicchia, cuciti sulle singole esigenze dei clienti. Una possibilità offerta dalle nuove piattaforme modulari. Sarà veramente possibile? Anche voi seguirete questa strada?
«Sarebbe un’idea brillante se si trovasse il modo di contenere i costi di sviluppo delle vetture. Il mass market è ancora dominato dal concetto di produzione in grande scala. Abbiamo bisogno di volumi e di condividere piattaforme e tecnologie. Non sono convinto che si possa fare una strategia di questo tipo, perlomeno nel prossimo futuro. Naturalmente se parliamo di modelli premium il discorso è completamente diverso».

 

Come commenta l'arrivo di Renzi al governo, a soli 39 anni?
«Non voglio commentare il cambio del governo italiano. Se possiamo, cercheremo di appoggiare chiunque sia al governo in questa fase. Il Paese ha bisogno di riacquisire credibilità a livello internazionale e noi faremo quello che possiamo per aiutarlo. Ci auguriamo di trovare la stabilità politica necessaria. È vero Matteo Renzi è arrivato al governo molto giovane ma non voglio commentare la sua carriera, non è il mio mestiere, io faccio vetture. E comunque John Elkann ne compie 38 tra poco».

 

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