interviste GIMS 2019

Salone di Ginevra 2019, Seat: De Meo lancia la sfida ispanica alla micro(e non)mobilità elettrica

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Il presidente di Seat al Salone dell’auto svizzero, dove non presenta solo la prima concept MEB, el-Born, ma anche la prima vera Cupra e una serie di soluzioni mobilità che parte dalle due ruote

Seat arriva al Salone di Ginevra 2019 forte di una crescita delle vendite a doppia cifra, Gli incrementi globali del marchio sono a +12,8% con volume record di 88.900 unità. Il precedente record era del 2000 e oggi, a dare una mano sono anche le vendite Cupra: nei primi due mesi del 2019, il nuovo marchio ha consegnato 3.600 auto. Il focus del futuro è però elettrico e urbano, esteso alla micromobilità. Una nuova “piega” per Seat, in assoluto e anche in seno al Gruppo VW.

Abbiamo visto per la prima volta dal vivo i due concept pronti a divenire modelli di serie: el-Born Seat e Formentor Cupra.

Non tutte le Case hanno portato due concept, che poi in Seat sono tre, contando anche il piccolo Minimò visto solo a MWC Barcellona pochi giorni prima. Quanto conta oggi Ginevra, come Salone? “Mi piace arrivare dall’MWC, che è un bell’evento pieno di contenuti, ma se parliamo davvero di automobili, è Ginevra che conta ancora di più, il posto adatto per i nostri concept”.

Proprio a Barcellona Seat ci ha un po’ stupiti, affermando di dedicarsi alla micromobilità. “E’ una necessità affrontarla, nelle gradi città. Assistiamo a cambiamenti che porteranno ad avere diverse piattaforme, un mercato con struttura diversa che bisogna affrontare. Non vedremo più tanti SUV o wagon nei centri delle capitali, piuttosto pochi modelli premium, insieme ai mezzi di pubblica utilità e servizi. Il resto è micromobilità per tantissimi utenti”.

Un fenomeno lontano per molti, dipende da dove si vive. “A Barcellona negli ultimi anni sono diminuite le grosse auto e aumentati gli scooter, in numero quasi equo, intorno alle 30.000 unità”.

Tra le due opzioni passa quella del quadriciclo Minimò, anche se un concept, per ora. “Quello che vogliamo proporre è una soluzione a chi stia in città, semplice, conveniente. Anche da evolvere rispetto al primo concept, ma che alla fine potrà portare la gente a pensare se attendere e poi stare su dei mezzi pubblici, oppure prendersi direttamente un modello di questi, da guidare in comodità”.

Una missione voluta, dentro al grande gruppo? “E’ una sfida, siamo noi i primi nel gruppo a pensare e testare certe soluzioni, per la città. Parliamo di qualcosa che sia molto compatto per trovare spazio nei parcheggi minori, che si faccia preferire ai mezzi pubblici”.

Parliamo di MEB, del primo concept, che poi sarà modello, elettrico su pianale condiviso del gruppo VW. “Mi piace molto, è un’auto che comprerei a vederla. Misura il giusto per stare nel segmento più popolare e, soprattutto, ci sdogana definitivamente come marchio. Siamo allineati o anche davanti agli altri nel gruppo, per tempi di utilizzo della piattaforma MEB, con tutta la nostra personalizzazione” (non come in principio, dove Seat usava sistemi spesso ex-VW, ndr).

Se il pianale MEB è un must del gruppo VW che dovrà necessariamente trovare sempre maggiore spazio, nelle gamme di tutti i brand comuni (orizzonte ultre-decennale) certe tecnologie dedicate alla mobilità elettrica e soprattutto connettibità, utile alla guida autonoma, sono al debutto con Seat. Basilare la collaborazione con IBM, annunciata all’ultimo MWC di Barcellona. L’intelligenza artificiale di IBM Watson, basata sulla rete 5G e integrata nel nuovo Mobility Advisor Seat, aiuta a prendere decisioni per una migliore opzione di trasporto: tra auto, moto, bikesharing o trasporto pubblico.

La gamma Seat avrà sempre più elettrificazione, anche per rientrare nella dovuta compliance e non pagare sanzioni sulle emissioni. Un solo EV ci compensa circa 118 auto termiche classiche”.

Però si sente dire che queste auto dovranno essere democratizzate. “E’ un compito di Seat, fare auto belle elettriche che almeno metà della gente possa permettersi. Serve anche più chiarezza nelle regole, ora si lascia spazio alla confusione”.

Ma guardando ai mercati, la Seat di oggi come si pone? Il peso tende ad aumentare in alcuni Paesi importanti, come sono non solo la madre patria Spagna, ma anche Germania, Regno Unito e la Francia. Anche in Italia Seat cresce, pur se il Bel Paese non è il mercato principe. I prodotti più appetibili da noi sono quelli della gamma SUV, supportati dai modelli motorizzati bifuel a metano.

“In Italia purtroppo Seat è uno dei marchi meno valorizzati, nonostante la nostra gamma ora completa e il cambiamento".

Poi c’è la Cina E’ un obbligo, specialmente il sapere di esserci tra 15 anni. Appronteremo centri ricerca e soprattutto venderemo modelli elettrici assemblati con le partnership, dotati di 5G”

A Martorell si lavora anche tanto per Cupra, con soddisfazione. “Ho voluto molto rendere autonomo il marchio Cupra, con fatica e ora i primi risultati danno ragione, soprattutto in alcuni mercati difficili, come la Germania. Riusciamo a vendere con numeri buoni pur nella patria della concorrenza e Cupra non è che all’inizio, come gamma propria al 100% “.

Eppure da noi, in Italia, non ci sono certi risultati. “E’ colpa anche delle regola, delle tasse che penalizzano le auto Cupra più potenti. In Germania il 30% delle Ateca venute sono di Cupra”.

Che poi le auto Cupra, non sono certo le più economiche del mondo Seat, anzi. “E’ la prima volta che otteniamo certe cifre dal listino. È un fatto positivo perché ci porta a un livello superiore con anche maggiori risorse da investire, o tecnologie da includere (es. Plugin Hybrid)”.

La ventata positiva di Cupra per Seat, anche in termini economici, aiuta a superare certi pre-concetti sul marchio e secondo De Meo “Anche in azienda le sensazioni sono migliorate grazie a Cupra”.

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