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Audi e Ducati: l'annuncio la prossima settimana 

Il prossimo 18 aprile potrebbe essere dato l'annuncio dell'acquisizione da parte della Casa di Ingolstadt. Vicino agli 875 milioni di euro il valore della trattativa

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stabilimento ducati borgo panigale

Potrebbe essere il 18 aprile, il giorno che precede l'Assemblea degli azionisti della Volkswagen, la data dell'annuncio ufficiale del passaggio di proprietà di Ducati dalla Investindustrial Holdings, la finanziaria di Andrea Bonomi, ad Audi. 

 
Questo è quanto riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt, affermando inoltre che la Due diligence (la valutazione dei bilanci) della Ducati si è conclusa positivamente in questi giorni, proprio alla scadenza dell'opzione che Audi aveva su Ducati fino alla metà di Aprile. Fonti vicine alle società parlano di un prezzo di acquisto vicino agli 875 milioni di euro
 
Artefice di questa operazione è Ferdinand Piech, la cui prima moto fu proprio una Ducati e che dalla mancata acquisizione del 2005/2006 ambiva all'azienda di Borgo Panigale. Lo stesso Piech avrebbe dato il nome "Eagle" all'operazione di acquisizione.
 
Ricordiamo che Audi AG (Gruppo Volkswagen), possiede anche il marchio Lamborghini che sicuramente ha tratto grandi benefici dal momento in cui è passata (1998) nelle mani della Casa di Ingolstad, in termini di stabilità, posti di lavoro, mantenimento degli asset e prodotti.



12/04/2012

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sono stati inseriti 17 COMMENTI. Commenta »

  • 1. Vergo

  • 2. Dove e' l'orgoglio Italiano?

  • 3. Contano le capacità...

    ... dei manager e non la loro nmazionalità.

    La notizia non mi lascia nè felice nè triste. Se verrà gesita bene sarò orgoglioso della proprietà Audi, altrimenti rimpangerò i Bonomi.

    Ricordo comunque che la Ducati è stata risollevata negli anni '90 e 2000 dalla TGP (Texas Pacific Group), la quale è americana.

    Rircorco che precedentemente era di proprietà della Cagiva, la quale in realtà nasceva come Aermacchi. Il settore moto di suddetta azienda era fallimentare e si salvò solo grazie all'acquisto da parte di Harley-Davidson negli anni che furono.

    Lavoro in un'azienda nata piccola (eravamo in 12 nel 1995) e diventata grande sotto proprietà americana. Ci sono manager capaci ed incapaci, poco conta da dove vengano.

    E' ora che noi italiani si diventi meno provinciali, anche se ammetto che mi piacerebbe vedere più casi in cui siamo noi a comprare gli altri. Il discorso è molto complesso, ma fare i nazionalisti su queste cose quando il nostro paese se la passa male solo a causa degli ITALIANI... è ridicolo. Rispolveriamo un FALSO orgoglio solo quando gioca la nazionale (neanche tanto) e quando qualche cattivone estero ci compra o chiude le aziende.

    E' tutto il resto dell'anno che dovremmo mostrare il nostro orgoglio... con il LAVORO e l'INTEGRITA' MORALE.

  • 4. Che tristezza

    Ci vendiamo tutto ormai!!!

  • 5. Orgoglio italiano?

    Come per Lamborghini sono ben contento che un'azienda seria e con dei programmi ed investimenti precisi compri la Ducati.
    Meglio nelle mani di qualcuno che la faccia risplendere che nelle mani di qualche italiano che non le renda giustizia.
    Il Gruppo VW è solido ed affidabile e le ricadute di questo le avremo in Italia perchè come per Lamborghini di certo non porteranno la fabbrica in Germania ( non sono affatto stupidi).

  • 6. Q8

    Pienamente d'accordo con Ducatista14 :)

  • 7. quoto Ducatista14

    sono daccordo con te.

  • 8. Orgoglio nazionale fittizio

    Ci si lamenta tanto della "globalizzazione" solo quando conviene...
    Questa la chiamo ipocrisia.
    Con tanti assidui tifosi di calcio che ci sono non ho mai sentito qualcuno lamentarsi che le squadre di calcio italiane hanno più calciatori stranieri (ripeto: squadre ITALIANE!!!!) rispetto agli italiani...
    Cioè: campionato italiano, tenuto in italia, chiamato "calcio italiano", con soldi italiani......e giocano 3/4 stranieri.....mha!

    Dai su, non lamentatevi chi sarà il nuovo proprietario della Ducati, basta che venga gestita sempre al meglio!!! Non importa chi sono i finanziatori!!

  • 9. ...se...

    ...come per le altre aziende del gruppo si punta alla crescita con nuovi modelli di successo, e si mantengono i posti di lavoro se non addirittura aumentano, allora la cosa è più che positiva.
    Con Audi i $$ non dovrebbero mancare....vedremo!

  • 10. Ducatista14

    sono pienamente d'accordo con te, purtroppo in Italia di impreditori o comunque gruppi finanziari veri, non ce ne sono e non ci sono mai stati a mio modo di vedere...... abbiamo un sacco di dirigenti/banchieri e politici d'assalto, e tutto ciò dovuto al qualunquismo e la superficialità che contraddistigue gli Italiani......
    Ben venga un gruppo serio che investe in un marchio storico come la Ducati....... Inoltre il gruppo di cui si parla non mi sembra che con Lamborghini abbia fatto un cattivo lavoro...... ma forse non ci si informa e si spara a zero e solo per sentito dire......

  • 11. MOLTO BENE

    Contrariamente a Voi sono felice di questo accordo per diversi motivi.
    Vi basti il 1° :chiedere alla maestranze se sono felici o no,in questi periodi di vacche magre andare a dormire sapendo che domani hai il tuo lavoro e per di piu' pagato sia credo cosa non da poco.
    Gli altri discorsi dell'orgoglio italiano servono a nulla quando hai la famiglia da sfamare o siamo disposti ad ospitare un operaio in casa a turno noi tutti?

  • 12. Ci resterà solo MV augusta

  • 13. Vergogna...............................

    Sta finendo un'epoca. I marchi italiani più prestigiosi stanno passando nelle mani di Gruppi stranieri. Questo per il grande DIO DENARO e per un Governo ladro, che pensa solo a portare benefici e introiti nelle proprie tasche.
    L'ITALIA STA CADENDO IN PEZZI E NOI CON LEI
    A volte perdo in ME l' orgoglio di essere ITALIANO.
    Ciao a tutti.

  • 14. Mah...

    ... mi chiedo se gli svedesi abbiano detto le stesse cose quando Cagiva gli ha portato via il marchio e le fabbriche Husqvarna oppure quando KTM ha acquisito Husaberg. Non parliamo poi del fatto che KTM è detenuta al 47% dagli indiani di Bajaj.

    Sicuramente nel nostro paese c'è TANTO da migliorare e TANTO da buttare, ma la prima cosa da cambiare è la nostra (perchè ogni tanto ci sono anche io) distorta visione di tutto e la ridicola mentalità lamentosa italiana.

    Sbandieriamo l'orgoglio e sputiamo su tutto quello che abbiamo allo stesso tempo. L'Italia non cade a pezzi. Non è una potenza, ma non siamo nemmeno l'ultima ruota del carro tecnologicamente.

    Tolstoj disse che tutti vogliono cambiare il mondo, ma nessuno pensa mai a cominciare da se stesso. Forse conosceva gli italiani... mi vien da pensare.

  • 15. Mah...................

    Noi italiani siamo tali perchè culturalmente siamo così.
    Geniali, amanti dello stile, fantasiosi, e questo si trasmette su tutto: anche nel produrre le moto, che in alcuni casi sono delle opere d'arte.
    Ma c'è il rovescio della medaglia, non siamo in grado di organizzarci, programmare, e soprattutto di avere senso civico e senso dello stato.
    E questo ci penalizza: non cerchiamo scuse, l'Italia e fatta di italiani, più o meno diversi, ma sempre italiani.
    Il rimedio: la cultura deve modificarsi.................... diciamo che dobbiamo restare un 60 % italiani e un 40 % anglosassoni !!!
    Ducati è un patrimonio storico e culturale, ma piuttosto che venga chiusa, è meglio che passi di mano, e sia valorizzata !!!!!
    Un saluto a tutti.
    Renato Lorenzon

  • 16. Lavoro per un'azienda tedesca

    Lavoro per un'azienda prima italiana e adesso tedesca e non c'e' niente di cui essere contenti. Investono in macchinari ma ti sfruttano come schiavi e non hanno nessuna capacita' di investire nelle persone e nel far crescere gli italiani. E il terrore e' sempre quello: che ti vendano ad un altro. Il problema dell' Italia e' che non c'e' meritocrazia e al potere si arriva solo per amicizie. Ma avere un capo straniero non cambia assolutamente le cose. E lasciamo stare i tedeschi. Di tutti quelli che ho conosciuto sono i peggiori managers.

  • 17. L'Italia agli italiani! E basta.

    Un'altra azienda, vanto e orgoglio dell'Italia, delle maestranze, dell'ingegno e della capacità tecnica degli italiani in mano a gruppi stranieri, i quali acquisiscono quanto di meglio c'è ancora nel nostro paese sfruttandoci come animali da soma, e quando non si rende più ... o si viene di nuovo ceduti a chissà chi, o peggio si chiude senza preoccuparsi troppo dei lavoratori, lasciando sul lastrico centinaia di famiglie. Ora, grazie ad un governo scellerato che in pratica ha annullato i benefici dell'art. 18 per i lavoratori sarà ancora peggio, altro che crescita, fra poco saremo una colonia di chissà quanti paesi. Marchionne docet.
    felix.thecat

 
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