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“L’affidabilità è stata impressionante”: a definire così la tenuta della Mercedes W17 nei test prestagionali 2026 di Barcellona è stato il responsabile delle operazioni in pista del team, Andrew Shovlin, ma è un’opinione condivisa anche nel paddock. George Russell e Andrea Kimi Antonelli hanno colto un totale di 502 giri in tre giorni in pista, senza che si verificasse alcun intoppo. “Ci sono così tanti nuovi sistemi sulla monoposto, ma hanno funzionato alla perfezione”.
“Abbiamo finito con un giorno di anticipo – ha spiegato Shovlin - ma questo è dovuto in parte anche al fatto che la monoposto ci ha consentito di condurre il programma giorno per giorno, esattamente come lo avevamo pianificato”. Ma su cosa si è concentrata la Mercedes? “Ci siamo focalizzati sulla comprensione dei nuovi sistemi. La nuova power unit e l’elettronica rivista rappresentano una grande sfida. E le normative segnano un nuovo corso anche per il telaio”.
“Abbiamo fatto buoni progressi nelle aree in cui abbiamo accusato mancanze inizialmente, diventando più veloci giorno per giorno – riflette Shovlin -. È incoraggiante. L’incredibile affidabilità è la dimostrazione del duro lavoro svolto a Brixworth e a Brackley su questo progetto”. E la Mercedes ha centrato ogni traguardo prefissato per i collaudi. “Per ogni fase, dallo shakedown a Silverstone al Bahrain, passando per questi primi test, abbiamo un’idea degli obiettivi che intendiamo raggiungere. E finora abbiamo spuntato tutte le caselle”.
È solo l’inizio della preparazione per la prima gara stagionale a Melbourne. “In Bahrain cominceremo a esplorare gli assetti, per cercare di capire come portare la monoposto nella corretta finestra di utilizzo. Qui a Barcellona è troppo freddo per essere rilevante per qualsiasi altra pista. Il Bahrain è decisamente più congeniale alle verifiche sul telaio e sull’efficienza dei sistemi. Nell’ultima sessione ci occuperemo della preparazione per la gara, a cominciare dalla qualifica”.
“Non avremmo potuto sperare in tre giornate di test migliori”, ha confessato Shovlin. E la perfezione della Mercedes nei test non è certamente passata inosservata alla concorrenza. Non è una questione di tempi – che in questo momento non contano minimamente – quanto della maturità di un progetto che non sembra avere storture e che progredisce così a una velocità maggiore rispetto a larga parte della concorrenza. Mercedes – lo ammette lo stesso Shovlin – viene da anni complicati. Che sia la volta buona per tornare al successo? Solo il tempo ci darà una risposta.