4A Tappa

Un giro per la vita 2012: da Pescara a Brindisi

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Il viaggio da Pescara a Brindisi ci porta a conoscere i luoghi più affascinanti della riviera Adriatica, da Termoli al Gargano, fino alle saline di Margherita di Savoia. Per il 51% del percorso la Panamera S Hybrid ha veleggiato ad Emissioni Zero, mentre la Duke ha percorso in media 19,01 Km/l

Un giro per la vita 2012: da Pescara a Brindisi

Brindisi - Lasciamo Pescara senza troppi rimpianti, ma inizialmente non troviamo consolazione nemmeno nella tappa di oggi. Almeno guardando alla mappa. Lo Sly 42 sicuramente avrà meno problemi di noi, veleggiando sempre verso sud, incurante di semafori e di limiti di velocità. E soprattutto l’equipaggio non dovrà “spararsi” qualcosa come 645 chilometri lungo costa in un solo giorno di viaggio.

 

Il percorso che ci ha portato da Pescara a Brindisi


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Porsche Panamera S Hybrid e KTM 690 Duke: due mezzi con caratteri decisamente diversi

Poi dobbiamo considerare che i nostri mezzi hanno due caratteri decisamente diversi: la Porsche, pur essendo una sportiva per eccellenza, resta comunque una berlina 4 posti, quindi con un comfort davvero di primissimo livello, capace di macinare strada senza nemmeno accorgersene. La Ktm, diciamoci la verità, non è sicuramente il mezzo adatto per il granturismo, ma essendo la Duke una moto agile, intuitiva e divertentissima, ovvio che non può essere un salotto a due ruote, per cui vorrà dire che il buon Nino oggi dovrà spalancare un po’ di più la manetta per compensare la monotonia di un lungo viaggio.

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Il Castello di Svevo fa della semplicità architettonica il suo punto di forza

Termoli si affaccia su uno dei tratti costieri più belli di tutta la riviera Adriatica

Tiriamo avanti tutto d’un fiato fino a giungere a Termoli, una piacevolissima cittadina che si affaccia in uno dei tratti costieri più belli di tutta la riviera Adriatica. Sebbene la città abbia un passato molto antico, che addirittura risale all’età preistorica, come testimoniano alcuni ritrovamenti nelle necropoli, oggi il simbolo più vero resta il castello di Svevo che fa della semplicità architettonica il suo punto di forza. Ed è altrettanto semplice entrare all’interno del Borgo Antico, persino con la Panamera che non passa certamente inosservata per fascino e dimensioni, ma che riesce comunque a destreggiarsi piuttosto bene anche nei vicoli più stretti.


Nell’economia di questo antico borgo marinaro resta sicuramente la pesca ed oltre a quella a striscico, a partire dalla metà dell’800, di fondamentale importanza sono stati trabucchi che, durante l’ultima grande guerra, hanno praticamente sfamato l’intera comunità. Queste pittoresche piattaforme che si affacciano su un mare color cobalto, sono oggi una delle grandi attrattive turistiche di Termoli.

Il Gargano, il golfo di Manfredonia e le saline naturali di Margherita di Savoia 

Ma la tabella di marcia prosegue a ritmo battente ed il Molise, che già di per se è piuttosto piccolo, viene divorato rapidamente dalle due protagoniste del nostro tour. “Un viaggio per la vita” entra così nelle Puglie, una regione fin troppo interessante che meriterebbe una fama maggiore per le sue squisite bellezze. E non a caso le “Belle di Cerignola”, le succulente olive da tavola nascono proprio qui, in questa regione lambita da due mari che gode di un clima particolarmente favorevole per i prodotti della terra. Ma prima di arrivare a Cerignola dobbiamo gustarci il Gargano con Rodi e Vieste che sono le due punte di diamante di questo piccolo promontorio.

 

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Le Saline di Margerita di Savoia sono le più grandi d'Europa e le seconde al mondo

Scendendo verso sud ci lasciamo scorrere un altro tratto meraviglio del nostro mare, il golfo di Manfredonia, fino a giungere a Margherita di Savoia, un piccolo comune non troppo distante da Barletta. E’ qui, che già in antichità le popolazioni indigene che vivevano nei pressi del lago Salpi, usavano raccogliere il sale da conche per barattarlo con altri generi di sussistenza. Riconosciute come Riserva naturale dello Stato, le saline naturali di Margherita di Savoia restano le più grandi d’Europa e le seconde al mondo. Essendo una zona particolarmente umida vi sono dei tratti in cui l’acqua forma veri e propri laghi dove dimorano intere colonie di fenicotteri rosa, un altro grande veleggiatore dei cieli che ci ricorda da vicino lo Sly ma anche, e soprattutto, la nostra Panamera Hybrid.

Dopo 645 Km e 13 ore di viaggio siamo a Brindisi, per una meritata sosta all'Araba Fenice

Sicuramente troppo industrializzata e con un porto movimentatissimo, Bari non fa al caso nostro e per questo decidiamo di fare un altro sforzo e di fermarci per la notte a Brindisi. Dopo circa 13 ore di viaggio arriviamo alle 23.15 nel cuore della città, il cui borgo antico sorge su una piccola penisola che si protende fra due insenature dell’Adriatico. 


La maxi-tappa di oggi meritava di esser festeggiata e non potevamo che chiudere nel migliore dei modi la nostra giornata con una sosta all’Araba Fenice. Gusto ed atmosfera, ma anche raffinatezza e servizio si sposano in un perfetto blend di profumi e sapori. Dario Schina, il proprietario, ama così tanto il proprio lavoro che fa del gran gourmet quasi uno stile di vita. «Nel nostro ristorante – puntualizza Schina – abbiamo la possibilità di poter degustare sia del pesce freschissimo di giornata che dell’ottima carne, ma cerchiamo soprattutto di valorizzare quei sapori straordinari, nel vero senso della parola, ormai andati persi nel corso degli anni.»

Essendo una zona particolarmente umida vi sono dei tratti in cui l’acqua forma veri e propri laghi dove dimorano intere colonie di fenicotteri rosa, un altro grande veleggiatore dei cieli che ci ricorda da vicino lo Sly ma anche, e soprattutto, la nostra Panamera Hybrid

Dario Schina ci parla di gusto e sapori, di vini locali e leggende...

«Grande espressione è anche quella dei formaggi e delle verdure, naturalmente condite con un olio di oliva che a detta di alcuni esperti ha la sua diffusione in Italia partendo dalla Puglia e in particolar modo da Brindisi, dove abbiamo produzioni speciali con spremiture a freddo e coltivazioni biologiche.» Possiamo garantirvi che anche i palati più sopraffini qui potranno trovare il trionfo del gusto ma Schina, non soddisfatto di quanto ci ha raccontato finora, alle 1.00 della notte trova la forza per mostrarci con orgoglio la sua cantina e a raccontarci una bellissima storia, quasi una leggenda…


«La massima espressione della Puglia – prosegue Schina – la ritroviamo nel vino in due ceppi: il Negramaro più presente nella zona del brindisino ed il Primitivo, più diffuso nell’area del tarantino e sono vini che da sempre vengono utilizzati in ovaggio perché neutri appunto, fra l’altro menzionati da Redi, il medico alla corte dei Medici, nel poema delle nozze fra Bacco ed Arianna. Nella traversata dal Pireo verso la nostra penisola, si narra che Bacco frustasse i vogatori incentivandoli a far prima per caricare la nave del pregevol nettare brindisino, il Negramaro appunto, che venne trasportato fino nella antica Etruria per poter così celebrare le nozze di Bacco.»

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La Panamera S Hybrid ha veleggiato (Emissioni Zero) per il 51% della quarta tappa

Emissioni zero per il 51% del percorso 

Come ci eravamo prefissati al mattino i 645 km di questa quarta tappa sono stati compiuti: la Panamera ha consumato un poco di più, scendendo per la prima volta sotto gli 11 chilometri con un litro, mentre per il 51% del viaggio siamo riusciti a sfruttare esclusivamente la modalità ad Emissioni Zero. La Duke, non volendo essere da meno, ha fatto i 19,01 km/l considerando però, che per esigenze di riprese video e fotografiche, entrambi i mezzi vengono sottoposti a continue partenze e frenate ed il consumo viene fortemente penalizzato mandando in frantumi la media.

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