Fine del dominio elettrico? Il motore di Horse Powertrain a benzina cambia tutte le regole

Fine del dominio elettrico? Il motore di Horse Powertrain a benzina cambia tutte le regole
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Horse Powertrain e Repsol hanno sviluppato il motore ibrido HORSE H12 Concept, un propulsore a benzina rinnovabile 100% capace di raggiungere il 44,2% di efficienza termica e scendere sotto i 3,3 litri per 100 km nel ciclo WLTP. Un progetto nato in Spagna che dimostra come la neutralità tecnologica non sia uno slogan politico, ma una strada percorribile già oggi per ridurre le emissioni di CO₂ del trasporto su strada senza aspettare la transizione elettrica completa.
18 febbraio 2026

C'è una domanda che da anni aleggia sui corridoi dell'industria automobilistica europea: è davvero possibile ridurre drasticamente le emissioni dei motori a combustione interna senza aspettare che il mondo si elettrifichi completamente? Horse Powertrain e Repsol hanno appena risposto con un prototipo funzionante, e la risposta è sì, con numeri che farebbero impallidire molti ibridi plug-in.

Motore H12
Motore H12 HORSE Powertrain
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Il cuore del progetto: HORSE H12 Concept

Il nuovo powertrain si chiama HORSE H12 Concept ed è il risultato di una collaborazione tecnica tra Horse Technologies, divisione di Horse Powertrain con sede a Valladolid, e il Repsol Technology Lab di Madrid. L'obiettivo era ambizioso, costruire un sistema ibrido capace di abbinare un'efficienza termica da primato all'utilizzo di carburante rinnovabile al 100%.

Il risultato è un motore che raggiunge il 44,2% di picco di efficienza termica al freno (BTE), un valore che fino a pochi anni fa era appannaggio esclusivo dei propulsori da competizione o dei grandi motori diesel marini. Per contestualizzare, i migliori motori a benzina di produzione si attestano generalmente intorno al 40-41%, mentre la media del parco circolante europeo si aggira molto più in basso.

Architettura tecnica: cosa c'è dentro

L'H12 Concept nasce come evoluzione del motore HR12 e incorpora una serie di interventi ingegneristici coordinati e sinergici. Il sistema di combustione è stato completamente ridisegnato attorno a un rapporto di compressione di 17:1, un valore molto elevato per un motore a benzina, reso possibile dall'ottimizzazione del sistema di recircolo dei gas di scarico (EGR) di nuova generazione, che abbassa la temperatura della carica e previene la detonazione.

A questo si aggiunge un turbocompressore ottimizzato, un sistema di accensione ad alta energia per garantire la combustione completa anche in condizioni limite, e un cambio ibrido di nuova generazione con gestione energetica ottimizzata. Non meno importante il contributo dei nuovi lubrificanti Repsol, formulati specificamente per ridurre le perdite per attrito interno, un aspetto spesso sottovalutato ma determinante quando si insegue ogni decimo di punto percentuale di efficienza.

Motore HR12
Motore HR12 HORSE Powertrain

I numeri che contano davvero

Il consumo omologato WLTP del veicolo dimostratore si attesta sotto i 3,3 litri per 100 chilometri, con una riduzione del 40% rispetto alla media delle nuove immatricolazioni europee del 2023. Ma il dato più interessante riguarda le emissioni reali quando il serbatoio viene alimentato con la benzina rinnovabile al 100% di Repsol: un'automobile di segmento medio percorrendo 12.500 km all'anno emetterebbe 1,77 tonnellate di CO₂ in meno rispetto allo stesso veicolo con powertrain tradizionale e carburante fossile.

Non si tratta di proiezioni teoriche basate su modelli, i primi due prototipi sono già stati costruiti e validati. Il primo veicolo dimostratore completo è atteso per la prima metà del 2026.

La benzina rinnovabile: già disponibile in Spagna

La tecnologia del carburante è tutt'altro che fantascienza. Lo scorso ottobre Repsol ha raggiunto un traguardo produttivo significativo, avviando la produzione industriale di benzina 100% rinnovabile nel suo impianto di Tarragona. Il prodotto, commercializzato come Nexa 95, è già disponibile in 30 stazioni di servizio spagnole ed è completamente compatibile con i motori a benzina esistenti, senza richiedere alcuna modifica ai veicoli.

La catena produttiva di Repsol si estende ulteriormente: un secondo impianto dedicato ai carburanti rinnovabili aprirà a Puertollano nel 2026, mentre a Bilbao verrà avviato un impianto dimostrativo per la produzione di e-fuel. L'azienda gestisce già la più grande rete di distribuzione di carburanti rinnovabili in Europa, con il diesel rinnovabile disponibile in circa 1.500 punti vendita tra Spagna e Portogallo.

Il contesto industriale: perché questa tecnologia è urgente

Il progetto non nasce nel vuoto. Oltre il 97% del parco circolante europeo utilizza ancora motori a combustione interna, secondo i dati ACEA. Anche nello scenario più ottimistico di adozione dei veicoli elettrici, centinaia di milioni di automobili con motore termico rimarranno in circolazione per i prossimi due decenni. Ignorare questo dato equivale a ignorare la quota più consistente delle emissioni del trasporto su strada nel breve e medio termine.

Horse Powertrain e Repsol propongono esplicitamente un approccio di neutralità tecnologica: non una corsa all'electrico a scapito di tutto il resto, ma uno spettro di soluzioni, elettrico puro, ibrido ad alta efficienza, range extender, carburanti a basse emissioni di carbonio, che agiscano in parallelo per accelerare la decarbonizzazione reale, non solo quella sulla carta.

La posizione è anche politica: entrambe le aziende chiedono che la revisione degli standard CO₂ per i veicoli leggeri riconosca formalmente il ruolo dei motori ad alta efficienza alimentati a carburanti rinnovabili, garantendo un quadro regolatorio chiaro e neutro tecnologicamente oltre il 2035.

Il HORSE H12 Concept non è un esercizio accademico né un prototipo da salone. È un sistema validato su prototipi fisici, progettato in Europa, che dimostra come l'innovazione nel powertrain tradizionale, combinata con carburanti rinnovabili, possa offrire riduzioni di CO₂ concrete e immediate. Nel dibattito spesso polarizzato tra termico ed elettrico, questo progetto porta sul tavolo una terza via tecnica, solida e già parzialmente produttiva. Vale la pena seguirne l'evoluzione con attenzione.

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