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Se pensavate che il 2025 fosse stato l'anno dell'arrivo della "marea cinese" in Italia, preparatevi: quello che ci aspetta per questo 2026 sarà un vero e proprio tsunami. L'anno scorso anno è stato solo un antipasto rispetto alla quantità di modelli che i costruttori della Repubblica Popolare stanno lanciando sul nostro mercato.
Dalle elettriche "pure", passando per le ibride, senza dimenticare le termiche: l'offerta delle auto cinesi si allarga a dismisura. E non soltanto in termini di vetture, ma anche di brand mai visti qui da noi e pronti al loro debutto nel Vecchio Continente.
Il marchio un tempo britannico, oggi saldamente nelle mani cinesi, è stato il primo in Italia nel 2025 tra i costruttori della Repubblica Popolare. La prima novità si chiama MG4 Urban, una versione rinnovata dell'attuale bes-tseller elettrica che dovrebbe affiancare (o forse sostituire) la MG4 in listino da 31.000 euro. Con i suoi 4,4 metri di lunghezza, riprende lo stile della MG3 e della ZS ma aggiunge un pacchetto tecnologico decisamente più ricco.
La versione cinese monta un motore posteriore da 163 CV abbinato a batterie LFP da 42,8 o 53,9 kWh, sufficienti per circa 430 km di autonomia. La chicca? Nella Repubblica Popolare si può avere anche con batterie a stato semi-solido, il tutto a un prezzo inferiore ai 13.000 euro.
Non è finita qui: MG prepara anche un paio di SUV più grandi. La S6 è un'elettrica pura da 4,8 metri con batterie da 77 kWh, disponibile in configurazione single o dual motor con autonomie dichiarate rispettivamente di 529 e 484 km. Nel Regno Unito e nei Paesi Bassi è già in vendita attorno ai 45.000 euro. La S9, invece, punta sulla tecnologia plug-in hybrid: sfiora i 5 metri, offre sette posti e dovrebbe condividere la meccanica della HS PHEV, quindi 1.5 turbo a ciclo Miller abbinato a due motori elettrici per oltre 300 CV complessivi. L'obiettivo dichiarato è rimanere sotto i 40.000 euro di listino.
La seconda classificata, BYD, per l’anno in corso ha in canna un mix di refresh di modelli già presenti e vetture al debutto in Europa. Iniziamo gli aggiornamenti di gamma. Per la Atto 2, il B-SUV di 4 metri e 30, dopo la versione elettrica è il turno della variante plug-in DM-i: potenze da 166 o 212 CV, batterie da 7,8 e 18 kWh, fino a 90 km di autonomia elettrica e oltre mille per quella complessiva. Il tutto a un prezzo competitivo di 27.300 €.
Restyling in vista pure per la Atto 3: solo estetico o di sostanza? La Evo è dotata di una batteria più capiente, maggiore autonomia e prestazioni notevolmente superiori, inclusa un'opzione dual motor a trazione integrale e un listino issato a 43.800 euro, cifra che in questa prima fase di lancio può scendere a 37.600 euro. Tra l’altro, si vocifera anche dell’arrivo di piccoli update per la best-seller Seal U, con un model year che affinerà estetica, interni ed efficienza dei powertrain dell’ibrida plug-in più venduta in Italia.
Invece per quanto riguarda modelli inediti per l’Europa si parla di un’ipotetica Dolphin G, compatta di circa 4,3 metri con meccanica derivata dalla Atto 2 DM-i, e delle Sealion 5 DM-i, SUV di 4,7 metri, 212 CV, batterie da 12 e 18,2 kWh, fino a 85 km in elettrico e oltre 1.000 km di autonomia complessiva, e dell’elettrica Seal 06 GT, hatckback da 4,6 metri con potenze da 204 a 421 CV, single e dual motor, batterie da 60 o 72 kWh e più di 600 km con una ricarica.
BYD, tra l’altro, già da quest’anno potrebbe non dover più pagare i dazi europei sulle sue auto elettriche, producendo le proprie vetture nelle fabbriche che aprirà nel 2026 in Ungheria e in Turchia.
L’anno in corso sarà quello del debutto di Denza, brand di lusso della galassia BYD, che si concretizzerà con la Z9 GT, shooting brake di 5,2 metri, super-tecnologica – è capace addirittura di uscire di lato dai parcheggi come un "granchio" grazie ai tre motori elettrici – disponibile sia 100% a batteria – da quasi 1.000 CV - che plug-in, con l’aggiunta di un 2.0 turbo da 200 CV, per un totale di 860. Quanto costa? Tra i 90 e i 100 mila euro.
Il Gruppo Chery è pronto a capitalizzare quanto di buono fatto nel 2025, lanciando modelli a marchio Omoda, Jaecoo e – attenzione – pure un paio di nuovi brand premium mai visti qui da noi.
In casa Omoda si attendono la Omoda 4 (che doveva chiamarsi Omoda 3), C-SUV di circa 4,4 metri, benzina, full hybrid, e - più avanti - anche plug-in ed elettrica, in vendita da circa 20.000 euro (la versione ibrida) – e la Omoda 7, sport utility di 4,6 metri, plug-in, 279 CV, batterie da 18,3 kWh, autonomia di 128 km elettrici e di oltre 1.200 ibridi a meno di 39.000 euro.
Sponda Jaecoo, invece, si aggiornano la SUV compatta Jaecoo 5 con la motorizzazione full hybrid in aggiunta alla termica e all’elettrica già a listino, con prezzi che dovrebbero partire circa da poco meno di 30.000 euro. Senza dimenticare poi la Jaecoo 9, la nuova ammiraglia che condividerà la meccanica della Omoda 9: quindi powertrain plug-in da 537 CV, trazione integrale, batterie da 34,4 kWh, percorrenze di 145 km in elettrico, oltre 1.110 complessivi e prezzi intorno ai 50.000 €.
E per quanto riguarda i nuovi marchi premium del Gruppo Chery, il primo è Lepas che debutterà con il SUV L8: 4,7 metri di lunghezza, lo stesso powertrain plug-in dell’Omoda 7 per un centinaio di km elettrici – oltre 1.300 tra pieno di benzina e corrente – e un listino intorno ai 40.000 euro.
Più avanti sarà il turno della B-SUV Lepas L4 - 4,3 metri di lunghezza – e della sport utility media Lepas L6, che dovrebbero essere entrambe equipaggiate sia con propulsori elettrificati e sia 100% a batteria. Prezzi? Attorno ai 25.000 euro per la L4 e circa 37.000 euro per la L6.
Oltre a Lepas sbarcherà in Italia nel 2026 anche Icaur. E sarà un marchio particolare perché si rivolge a una nicchia interessante, quella degli appassionati di fuoristrada. Lei à la V27: oltre 5 metri, design che “omaggia” il Defender, altezza da terra e angoli caratteristici da vera 4x4, trazione integrale e range extender. In pratica, il 1.5 termico da 143 CV serve solo a ricaricare le batterie da 34,3 kWh (che alimentano i due motori elettrici, uno per asse, per 455 CV di potenza massima) e a sfruttare il serbatoio della benzina per ottenere un’autonomia di oltre 1.000 km combinati.
Rimaniamo sempre in tema Chery, perché DR Automobiles porta tre modelli derivati da vetture Chery vendute in Cina: la compatta DR 5 - finora solo termica e benzina-GPL, riceverà il full hybrid, stessa alimentazione che adotterà per la prima volta anche la più grande DR 6. Niente full-hybrid, invece, per la DR 7, solamente benzina e bifuel.
Nell’infinita galassia dei marchi DR, ai quali di recente si è aggiunto pure il brands Stilnovo, le novità più interessanti sono la EVO 7 Kairos, crossover di 4,6 metri con motore benzina/GPL da 174 CV, e la Tiger Nine, monovolume da 5 e passa metri, 7 posti e full hybrid da 170 CV.
Passiamo a Leapmotor. Il marchio in joint venture con il gruppo Stellantis al recente Salone di Bruxelles ha svelato un tris di novità che arriveranno nei prossimi mesi nelle concessionarie. Si tratta della B03X, B-SUV elettrico da 4,2 metri, 170 CV e batterie da 52,9 e 69,9 kWh e autonomie comprese tra i 350 e i 400 km, della berlina B05, 218 CV e batteria da 67,1 kWh e fino a 460 km in elettrico. Prezzi intorno ai 25.000 euro per la B03X e ai 30.000 euro per la B05.
La proposta più interessante, però, è la B10 che diventa disponibile in versione range-extender da 900 km di autonomia combinata tra elettricità e carburante. Prezzo? Con l’offerta speciale per il lancio si porta a casa con soli 25.900 euro.
Geely, il colosso che – per capirci – ha al suo interno marchi come Lynk & Co, Lotus, Polestar, Smart e Volvo. Abbiamo già visto EX5, SUV 100% elettrico da 4,6 metri, 218 CV, batterie da 60 kWh e 430 km di autonomia e Starray EM-i, ibrida plug-in da 4,7 metri, 218 CV combinati, batterie da 18,4 kWh, fino a 83 km in elettrico e oltre 900 in ibrido. Prezzi? Da 38.900 euro per EX5 e da 34.900 euro per la Starray EM-i.
Quest’anno sarà il turno della più piccola EX2, B-SUV da circa 4 metri e 10, che in Cina è venduta con motori da 79 o 116 CV, abbinati a batterie da 30 o 41 kWh e un’autonoma fino a circa 320 km. Il listino potrebbe partire da meno di 20.000 euro.
Dongfeng — oltre a portare il plug-in sui SUV Mage e Huge già in gamma – si prepara a lanciare quattro modelli inediti per l’Italia in questo 2026: Vigo, 007, 008 e Shine SW. La Vigo è una B-SUV di 4,3 metri, motore da 163 CV, batterie da 52 kWh e autonomia di circa 380 km. Ci saranno poi la berlinona 007 e il maxi-SUV 008 da 6 posti, entrambi elettriche con range extender e batterie capienti per tanta autonomia EV, e infine la variante “familiare” della Shine, una berlina media a benzina già in vendita a poco più di 23.000 euro.
E con Dongfeng ha a che fare il brand DFSK, visto sono parte dello stesso grande gruppo. Riviste per il 2026 le attuali Glory 500, C-SUV aggiornato con un nuovo e più potente motore 1.5 turbo da 150 CV, ed E5 PHEV, l’ammiraglia a ruote alte da 7 posti che riceve la tecnologia plug-in, con batterie da 18,4 kWh, 120 km di autonomia elettrica e un migliaio totali.
Impossibile non citare Xpeng, che aggiorna il SUV-coupé G6 e il maxi-SUV G9 elettrici con dettagli estetici, finiture migliori e nuove batterie LFP fino a 81 kWh (per la G6) e fino a 96 kWh (per la G9), abbinate a un’architettura a 800V. Prezzi? Rispettivamente da 43.670 euro e 63.000 euro. Ma c’è spazio pure per la P7+, un berlinone 100% a batteria che integra tutti gli sviluppi sull’intelligenza artificiale fatti dal colosso cinese. La piattaforma è sempre a 800 V, per un massimo di 503 CV e 530 km di autonomia. Poco meno di 45.000 euro il prezzo di listino.
Changhan, brand da noi sconosciuto, ma in patria tra i 5 maggiori produttori di automobili. In Italia si presenterà con il marchio Deepal e due SUV, inzialmente solo elettrici, ma in seguito anche ibridi. Si tratta della S05, C-SUV, single o dual motor con potenze fino a 435 CV, batteria da 68,8 kWh e autonomia di 485 km, da 37.000 euro, e della sorella maggiore S07, con unità posteriore da 215 CV, batterie da 79,97 kWh e percorrenze WLTP di 475 km, a partire da 44.900 euro.
Forse non lo sapete, ma i modelli Changhan vengono disegnati in Italia, vicino a Torino, dove l’azienda ha aperto da qualche anno un centro stile con oltre 300 dipendenti per creare modelli vicini ai gusti europei.
E per finire, Cirelli, marchio “italiano” che importa in Europa modelli cinesi rimarchiati, si presenta con due SUV - Cirelli 3zero3 e Cirelli 5zero5 - e una berlina - Cirelli 7zero7 - con motorizzazioni benzina, mild hybrid, benzina/GPL, mild hybrid/GPL e – solo per 5zero5 e 7zero7 - anche la tecnologia range extender.