BYD e Geely pronte a rilevare la fabbrica Nissan di Aguascalientes: ecco la maxi operazione da 230.000 auto l’anno

BYD e Geely pronte a rilevare la fabbrica Nissan di Aguascalientes: ecco la maxi operazione da 230.000 auto l’anno
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La chiusura dell’impianto COMPAS di Aguascalientes apre uno scenario industriale di portata globale. I colossi cinesi BYD e Geely, insieme alla vietnamita VinFast, sono in pole position per acquisire lo stabilimento ex Nissan-Mercedes
16 febbraio 2026

La decisione di chiudere lo stabilimento COMPAS di Aguascalientes, nato dalla joint venture tra Nissan e Mercedes-Benz, ha acceso i riflettori internazionali su uno degli asset industriali più strategici del Messico. L’impianto, operativo dal 2017 e con una capacità produttiva di circa 230.000 veicoli all’anno, terminerà le attività entro maggio 2026. Ma la sua storia potrebbe essere tutt’altro che conclusa: secondo diverse fonti internazionali, almeno nove gruppi automobilistici avrebbero manifestato interesse, con tre nomi in particolare in posizione avanzata nella trattativa.

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Un impianto strategico nel cuore dell’automotive nordamericano

Il complesso industriale COMPAS, situato ad Aguascalientes, rappresenta uno snodo fondamentale per la produzione destinata al mercato nordamericano. Grazie alla sua posizione geografica e agli accordi commerciali vigenti tra Messico, Stati Uniti e Canada, lo stabilimento è stato per anni una piattaforma privilegiata per l’export. La fabbrica produceva modelli premium destinati principalmente agli Stati Uniti, sfruttando i vantaggi competitivi del costo del lavoro e della logistica messicana.

La chiusura rientra in un più ampio piano di ristrutturazione globale avviato da Nissan, volto a razionalizzare la capacità produttiva e migliorare la redditività. Anche Mercedes-Benz ha progressivamente riallocato la produzione verso altri siti più strategici per la propria transizione elettrica. Tuttavia, l’infrastruttura rimane moderna, tecnologicamente avanzata e pronta per essere riconvertita alla produzione di veicoli elettrici o ibridi di nuova generazione.

BYD e Geely: la Cina accelera in Nord America

Tra i candidati più accreditati emergono con forza due colossi dell’automotive cinese: BYD e Geely. Per BYD, oggi tra i leader mondiali nella produzione di auto elettriche e batterie, l’acquisizione dello stabilimento messicano rappresenterebbe un passo decisivo per consolidare la propria presenza nel continente americano. Il gruppo cinese ha già dimostrato una forte capacità di espansione internazionale e vede nel Messico un hub produttivo ideale per aggirare eventuali barriere tariffarie e rafforzare la distribuzione nell’area NAFTA.

Geely, conglomerato che controlla diversi marchi globali tra cui Volvo e Polestar, guarda invece all’impianto come a una leva strategica per espandere la propria impronta manifatturiera fuori dall’Asia. L’eventuale acquisizione consentirebbe al gruppo di accelerare la localizzazione produttiva, riducendo costi logistici e tempi di consegna in un mercato in cui la domanda di veicoli elettrificati è in costante crescita. Accanto ai due gruppi cinesi figura anche la vietnamita VinFast, marchio emergente nel panorama EV globale, che sta investendo massicciamente nella costruzione di una rete industriale internazionale per sostenere la propria espansione.

Geopolitica, dazi e accordi commerciali

L’eventuale passaggio di proprietà a un costruttore cinese non avrebbe soltanto implicazioni industriali, ma anche geopolitiche. Il Messico è parte integrante dell’accordo commerciale nordamericano USMCA, che regola scambi e produzioni tra Stati Uniti, Canada e Messico. La presenza di un player cinese in uno stabilimento così strategico potrebbe attirare l’attenzione di Washington, soprattutto in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e dazi sulle auto importate.

Negli ultimi anni i marchi cinesi hanno aumentato in modo significativo la loro quota di mercato in America Latina e stanno cercando nuovi sbocchi per sostenere la crescita globale. L’Europa sta introducendo misure anti-dumping sulle elettriche cinesi, mentre gli Stati Uniti mantengono un approccio restrittivo. In questo scenario, il Messico si configura come piattaforma produttiva alternativa, capace di garantire accesso competitivo al mercato nordamericano.

Il futuro dell’impianto e dell’industria messicana

Per il Messico, la possibile acquisizione rappresenta un’opportunità di continuità occupazionale e rilancio industriale. La riconversione dell’impianto verso la mobilità elettrica potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo del Paese come hub manifatturiero strategico nel panorama automotive globale. Il governo messicano ha più volte ribadito l’importanza di attrarre investimenti nel settore delle nuove tecnologie e delle batterie, ambito in cui i costruttori asiatici vantano competenze avanzate.

La partita è ancora aperta e la decisione finale potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Ciò che appare certo è che la fabbrica di Aguascalientes non rappresenta soltanto una semplice operazione immobiliare industriale, ma un tassello chiave nella ridefinizione delle catene produttive mondiali dell’auto.

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