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C'è un'Europa che corre verso l'elettrico a ritmi vertiginosi e un'altra che resta saldamente aggrappata al motore a combustione interna. I dati sulle immatricolazioni auto elettriche 2025, elaborati da Tradingpedia sulla base delle cifre ufficiali dell'ACEA (European Automobile Manufacturers' Association), restituiscono la fotografia di un continente spaccato in due: da una parte la Norvegia, dove il 97,41% delle nuove auto è ormai a batteria, dall'altra la Bulgaria, dove quasi il 90% delle vetture vendute brucia ancora combustibili fossili.
Nel complesso, il mercato europeo delle auto elettriche ha messo a segno un'espansione significativa: 3,86 milioni di unità vendute, in crescita del 30,91% rispetto al 2024. Ma dietro questo dato aggregato si nascondono dinamiche profondamente diverse, che raccontano di politiche disomogenee, infrastrutture a macchia di leopardo e consumatori con disponibilità economiche agli antipodi.
I Paesi nordici continuano a rappresentare l'avanguardia assoluta della mobilità elettrica in Europa. In Norvegia la transizione è sostanzialmente completata, le immatricolazioni di auto a benzina sono crollate di oltre il 50%, quelle diesel del 39%. È un mercato dove scegliere un motore termico è ormai un atto quasi controcorrente.
La Danimarca segue a ruota con il 71,08% di EV sulle nuove vendite, poi la Svezia al 63,19% e l'Islanda al 61,32%. Quest'ultima ha registrato un impressionante +107,06% nelle vendite di veicoli elettrici rispetto all'anno precedente. In Finlandia e Svezia la crescita è più contenuta, rispettivamente +12,33% e +9,57%, ma il dato interessante è il calo delle ibride tradizionali, segno che i consumatori scandinavi si spostano direttamente verso il full electric.
Un dato su tutti cristallizza la portata del fenomeno: Tesla ha stabilito un record assoluto in Norvegia, vendendo 28.606 veicoli tra gennaio e novembre 2025, più di qualsiasi altro costruttore elettrico o termico abbia mai venduto in un solo anno nel Paese.
Il primato per numero assoluto di vendite EV in Europa spetta alla Germania: 856.540 veicoli elettrificati nel 2025, con un balzo del 49,61% sul 2024. Nel dettaglio, le BEV (auto 100% elettriche) sono salite a 545.142 unità (+43,23%), mentre le plug-in hybrid (PHEV) hanno fatto segnare un'impennata del 62,27%, arrivando a 311.398 unità.
Eppure, la quota complessiva delle EV sul totale delle nuove immatricolazioni tedesche si è fermata al 29,97%, praticamente stabile. Come si spiega il paradosso? La fine di alcuni incentivi statali e l'aggressività sui prezzi dei costruttori cinesi hanno ridisegnato la domanda; molti consumatori tedeschi hanno scelto le ibride plug-in come compromesso tra costi accessibili e autonomia garantita, più che abbracciare in pieno l'elettrico puro.
Non tutti i grandi mercati sono in fase di espansione. La Francia ha registrato un calo delle immatricolazioni EV complessive, trascinato dal crollo delle vendite PHEV (-25,8%), conseguenza diretta delle nuove regole del "bonus écologique" che hanno escluso molte elettriche importate, vedi le cinesi. Le BEV hanno tenuto, ma il saldo netto è negativo.
Anche il Belgio, nonostante una penetrazione elettrica ancora elevata, oltre il 43%, ha subito una flessione del 5,60%. È il classico "effetto raffreddamento post-sussidi": quando gli incentivi si riducono o cambiano forma, la domanda si contrae, almeno temporaneamente.
Se i mercati maturi rallentano, quelli emergenti accelerano con percentuali da capogiro. La Polonia è il caso più eclatante: le immatricolazioni BEV sono quasi triplicate +161,48%, le PHEV sono cresciute del 119,36%, e la quota EV è balzata dal 5,82% al 12,96%, più che raddoppiata in dodici mesi.
La Lituania ha registrato un +119,34%, la Lettonia un +114,62%. Numeri che partono da basi ridotte, certo, ma che segnalano un cambio di passo strutturale: le flotte aziendali e gli incentivi europei stanno finalmente penetrando nei mercati a reddito medio dell'Europa centro-orientale.
Anche la Repubblica Ceca ha visto il proprio mercato EV crescere complessivamente del 47,99%, con le plug-in hybrid in testa (+87,89%). Sono segnali inequivocabili che l'elettrificazione dell'auto non è più un affare esclusivo dei Paesi ricchi del Nord.
Il Sud Europa sta iniziando a colmare il divario. La Spagna ha quasi raddoppiato le vendite di BEV (101.627 unità) e più che raddoppiato le PHEV (123.989), con una crescita complessiva del 94,60%. L'Italia ha messo a segno un +44,22% nelle BEV (94.624 unità) e un notevole +86,60% nelle PHEV (98.340 unità), spinta dal miglioramento delle infrastrutture di ricarica e da un crescente interesse dei consumatori.
Restano però mercati dove le ibride plug-in prevalgono sulle elettriche pure, un indicatore che secondo gli analisti, di infrastrutture di ricarica ancora insufficienti e di una transizione guidata più dalla cautela economica che dalla convinzione ambientale.
Il rapporto tra auto 100% elettriche e ibride plug-in è un indicatore eloquente del grado di maturità di un mercato. Dove dominano le BEV: Norvegia, Lussemburgo, Islanda, Danimarca; troviamo redditi elevati, reti di ricarica capillari e politiche fiscali coerenti. Dove prevalgono le PHEV: Irlanda, Spagna, Italia; emergono infrastrutture ancora a macchia di leopardo e una maggiore sensibilità al prezzo d'acquisto.
La Svezia rappresenta un'eccezione interessante tra i Paesi ad alto reddito: l'adozione delle PHEV (680 ogni 100.000 abitanti) è molto vicina a quella delle BEV (932 ogni 100.000), un equilibrio modellato dagli incentivi sulle auto aziendali e dai vantaggi pratici che le ibride offrono nei climi freddi.
Il dato forse più significativo del 2025 riguarda le auto ibride (HEV): con 4,57 milioni di unità vendute, hanno conquistato il 34,4% del mercato europeo delle nuove immatricolazioni, superando per la prima volta la somma di benzina e diesel (33,8%). Le auto elettriche seguono al 29,10% con 3,86 milioni di unità, mentre il diesel prosegue il suo declino strutturale, fermo al 7,7%.
È un sorpasso storico che ridisegna la gerarchia delle motorizzazioni in Europa: le opzioni elettrificate, nel loro complesso, dominano ormai il mercato.
Nonostante un anno difficile, tra concorrenza feroce di costruttori europei e cinesi, problemi di qualità costruttiva segnalati da più fonti e le posizioni politiche del CEO Elon Musk, la Tesla Model Y si è confermata l'auto elettrica più venduta in Europa nel 2025, con 128.246 nuove immatricolazioni tra gennaio e novembre.
Il Gruppo Volkswagen ha capitalizzato al massimo la strategia multibrand, piazzando quattro modelli nella top 10 delle BEV più vendute: Škoda Elroq, VW ID.4, VW ID.3 e Škoda Enyaq. Un portafoglio che copre dalle compatte urbane ai SUV di segmento medio, facendo leva su una rete di concessionarie capillare.
Il segmento si sta spostando verso auto elettriche compatte e accessibili: modelli come la Renault 5, la Kia EV3, la Cupra Born e la VW ID.3 intercettano una domanda crescente di EV urbane dal buon rapporto prezzo-autonomia-efficienza. In parallelo, il segmento premium tiene con Audi Q4 e-Tron, Audi Q6 e-Tron, BMW iX1 e BMW i4.
Tra le PHEV, il primato va alla BYD Seal U con 63.233 unità vendute, a dimostrazione della pressione crescente che i costruttori cinesi esercitano nel mercato europeo. Ottime performance anche per Volvo XC60 PHEV, VW Tiguan PHEV, Ford Kuga PHEV e Toyota C-HR PHEV.
Il 2025 ha confermato una tendenza irreversibile: l'Europa si sta elettrificando. Ma la velocità della transizione dipende da un mix di fattori: reddito, infrastrutture, incentivi, cultura automobilistica che varia enormemente da paese a paese. I mercati più grandi stanno passando dalla fase di crescita esplosiva a una maturazione dei volumi, mentre le economie più piccole dell'Est e del Sud registrano le accelerazioni percentuali più vistose.
Lo stop europeo alla vendita di auto a benzina e diesel nuove è fissato al 2035. A guardare i numeri del 2025, alcuni Paesi ci arriveranno con largo anticipo. Altri avranno bisogno di ogni singolo giorno rimasto.
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