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Fin dal suo debutto, la nuova BMW M5 ha diviso il mondo degli appassionati come poche altre berline sportive degli ultimi anni. La ragione è nota, per la prima volta nella storia della gamma M più amata di Monaco, il cuore pulsante non è più esclusivamente termico. Il V8 4.4 TwinPower Turbo lavora adesso in sinergia con un'unità elettrica in configurazione plug-in hybrid, una scelta che ha portato con sé un inevitabile aumento di peso e, con esso, una serie di perplessità sulle reali prestazioni dinamiche. I 727 CV e i 1.000 Nm di coppia della versione di serie si traducono in uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi, un numero che sulla carta impressiona ma che non ha fatto dimenticare i chili in più sul groppone.
Ed è proprio qui che entra in scena Mansory, il preparatore tedesco che ha deciso di prendere la M5 ibrida e spingere ogni parametro verso l'estremo.
L'esemplare svelato in queste ore racconta una storia fatta di numeri importanti: la potenza complessiva sale a 850 CV, mentre la coppia raggiunge quota 1.150 Nm. Un incremento di oltre 120 CV rispetto alla configurazione standard che, pur in assenza di dati ufficiali sulle prestazioni cronometriche, lascia immaginare tempi sensibilmente più bassi in accelerazione e una risposta del powertrain decisamente più aggressiva. Il messaggio di Mansory è chiaro: se il problema della M5 plug-in hybrid era la percezione di una sportività diluita dal peso e dalla complessità del sistema ibrido, la risposta sta nella potenza bruta.
L'intervento del preparatore va però ben oltre la meccanica. La carrozzeria della M5 viene stravolta da un body kit completo che ridisegna i volumi della berlina con un approccio decisamente più radicale. Paraurti, minigonne e sezione posteriore ricevono elementi aggiuntivi che amplificano la presenza scenica dell'auto, mentre spoiler multipli e un diffusore maggiorato lavorano sulla gestione dei flussi aerodinamici. La fibra di carbonio a vista è protagonista assoluta di molti dettagli, creando un contrasto deciso con la finitura satin black della carrozzeria che conferisce all'insieme un carattere quasi da concept car.
Un elemento che colpisce immediatamente è la configurazione dei terminali di scarico, tre uscite centrali, una soluzione insolita che spezza con la tradizione e regala alla coda della M5 un'identità visiva immediatamente riconoscibile. Cerchi dedicati, loghi specifici e vetri oscurati completano una trasformazione estetica che non lascia nulla al caso.
Secondo le informazioni disponibili, questa M5 Mansory sarebbe stata assemblata da Herceg Automotive utilizzando componenti del preparatore tedesco, molto probabilmente su commissione di un cliente privato determinato a possedere una versione unica della berlina bavarese. Un approccio artigianale che aggiunge un ulteriore livello di esclusività a un'auto che, nella sua configurazione di serie, già non passa certo inosservata.
Il risultato finale è una M5 che sembra voler rispondere con i fatti a tutte le critiche ricevute dalla generazione plug-in hybrid. Che si tratti di una risposta convincente o dell'ennesimo capitolo di un dibattito destinato a non esaurirsi, una cosa è certa: con 850 CV sotto il cofano e un vestito in carbonio cucito su misura, ignorarla è semplicemente impossibile.
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