F1, Leclerc ammette a Shanghai: "Un secondo posto non basta, vogliamo il gradino più alto!"

F1, Leclerc ammette a Shanghai: "Un secondo posto non basta, vogliamo il gradino più alto!"
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Charles Leclerc chiude secondo nella Sprint del Gran Premio della Cina 2026, ma non è soddisfatto: “Il secondo posto resta un secondo posto, vogliamo il gradino più alto del podio”. Il monegasco analizza la gestione gomme, la ripartenza difficile e il passo gara competitivo della Ferrari rispetto alle Mercedes
14 marzo 2026

Secondo posto e sensazioni finalmente positive per Charles Leclerc nella Sprint del Gran Premio della Cina 2026. Il pilota della Scuderia Ferrari ha sfruttato un’ottima partenza e una gestione attenta delle gomme per restare agganciato al duello di vertice, chiudendo alle spalle del vincitore George Russell e davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton. Un risultato che non soddisfa pienamente il monegasco, ma che rappresenta comunque un segnale incoraggiante dopo un venerdì complicato.

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“Penso che la cosa che mi è piaciuta di più sia stata semplicemente la sensazione a bordo con la macchina”, ha spiegato Leclerc al termine della gara. “Il risultato non è davvero ciò che guardo e non è quello che mi soddisfa, perché un secondo posto resta un secondo posto e noi vogliamo essere sul gradino più alto del podio. Però il feeling è stato molto positivo già ieri nelle qualifiche Sprint. Purtroppo, con il problema sul retro – o meglio, con l’ottimizzazione non perfetta sul rettilineo posteriore – abbiamo pagato parecchio. Ritrovare oggi la giusta sensazione ed essere tornati dove dovremmo essere è comunque un buon passo in avanti”.

La Sprint è stata tutt’altro che semplice, soprattutto nei momenti immediatamente precedenti alla ripartenza dopo la Safety Car. Leclerc ha infatti rischiato di perdere il controllo della sua Ferrari nel tentativo di avvicinarsi a Russell per attaccare la leadership. “Il momento in uscita dalla curva 14, sì, è stato davvero spaventoso”, ha raccontato. “Ho visto George avere un piccolo snap e ho pensato che fosse un’opportunità per restargli molto vicino alla ripartenza e provare a prendere la testa della gara. Ero piuttosto fiducioso di avere grip al posteriore, ma quando ho dato gas ho perso la macchina dieci volte più di quanto fosse successo a George davanti a me e ho quasi perso il controllo”.

Il monegasco è riuscito a salvarsi con una correzione al limite. “Sono quei momenti in cui non vuoi neanche un grado in più di perdita perché altrimenti non riesci più a recuperarla. Ero completamente in controsterzo e per fortuna sono riuscito a riprenderla. Poi è successa la stessa cosa nell’ultima curva: George ha perso un po’ di grip e ho pensato che fosse un’altra opportunità per avvicinarmi, ma ho avuto esattamente lo stesso momento. Nei primi due settori dopo la Safety Car c’era davvero pochissimo grip con le gomme”.

La Ferrari, però, ha mostrato un passo gara più competitivo rispetto a quanto visto in qualifica, riducendo sensibilmente il divario dalla Mercedes. Un aspetto che lo stesso Leclerc ammette di non riuscire ancora a spiegare completamente. “Per quanto riguarda la gestione delle gomme non penso che abbiamo un vantaggio così grande. Negli ultimi anni abbiamo fatto enormi progressi, questo sì. Sul divario tra qualifica e gara forse c’è qualcosa nell’ottimizzazione dei nostri sistemi, ma c’è anche una parte molto grande che non riusciamo ancora a spiegare”.

“È qualcosa su cui stiamo lavorando per capire da dove arrivi. C’è una differenza enorme tra qualifica e gara e non c’è nulla nella nostra macchina che la giustifichi davvero. È strano anche che in gara torniamo improvvisamente competitivi. Queste regole sono molto complesse, quindi ci sono tante cose da analizzare e collegare tra loro, ma al momento non abbiamo ancora una spiegazione completa”.

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