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F1, Audi rivela i motori dalla Red Bull?

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Secondo alcune indiscrezioni Audi potrebbe tornare in Formula 1 fornendo i motori alla Red Bull dal 2024. Il commento del nostro Paolo Ciccarone su questa trattativa

F1, Audi rivela i motori dalla Red Bull?

La notizia era passata quasi inosservata e per verificarla sul campo abbiamo preferito aspettare qualche ora e avere qualche informazione in più. Che Adam Baker avesse lasciato il suo ruolo di FIA Safety Director era noto, così come il suo arrivo come responsabile VW Group Motorsport. Quello che invece sta creando malumori è che il ventilato progetto Audi F.1 passa attraverso Red Bull e indirettamente Honda.

Nel corso delle riunioni dello staff tecnico per la discussione dei motori del futuro, da parte tedesca (leggi VW Group che comprende anche Porsche e Audi) si era insistito per motori 4 cilindri, trazione integrale e 50 per cento di potenza dai motori ibridi, con l'aggiunta di biocarburanti. A parte il numero di cilindri e la trazione integrale, l'accordo di base sta proseguendo senza problemi.

Questi nascono invece da un altro episodio che coinvolge Honda e Red Bull. Infatti, il motorista giapponese lascerà ufficialmente la F.1 a fine stagione, ma i motori (anzi le power unit) resteranno alla Red Bull che ha creato un reparto motori appositamente. In questa prima fase di sicuro per il periodo 2022-2025 il nome Honda sparisce, ma non si sa se resterà come Mugen (la società fondata da Hirotoshi Honda), Red Bull Engineering o dal nome di uno sponsor del progetto.

Di sicuro la tecnologia sulla quale potrà lavorare Red Bull sarà Honda per i prossimi tre anni. E a questo punto si inserisce l'altro aspetto della vicenda e il nome Audi: ovvero, in tre anni fare un motore di F.1 non è garanzia di successo o di riuscita, ma se esiste un reparto corse avviato, con una base tecnologica già esistente, conviene comprare il tutto: si spende meno, si ha una base di partenza solida e, abbinandosi a Red Bull (che potrebbe restare solo come sponsor parziale del team) si ha una serie di benefit non indifferenti.

A precisa domanda a Stefano Domenicali sull'arrivo di Audi, sul prosieguo del suo progetto originale, il CEO di Liberty Media ha sorriso e ha detto: "Sarà una F.1 interessante per le nuove regole sui motori che consentiranno alle Case di sviluppare tecnologie utili per la circolazione stradale di tutti i giorni. In futuro mi aspetto che arrivino altri costruttori e altri motoristi".

Quindi avere 4 squadre motorizzate Mercedes è qualcosa di attuale perché in futuro Aston Martin avrebbe il suo motore, lo stesso per Williams etc etc. Il problema, a questo punto, sono i giapponesi della Honda. Sapere che una Casa come Audi interessata alla F.1 e all'acquisizione del reparto motori di Red Bull, anche se fra tre anni, vorrebbe dire che un rivale potrebbe avere accesso alla tecnologia nipponica e questo alla Honda non lo vogliono proprio, per cui si metteranno di mezzo limitando lo sviluppo e l'accesso alle informazioni da parte di terzi.

Ma è anche vero che se Red Bull paga di tasca propria, a un certo punto può decidere a chi cedere il reparto oppure sfruttare, come accaduto in passato, la collaborazione con Mario Illien che come Ilmor aveva sviluppato separatamente parti del motore Renault usato a suo tempo da Red Bull. Di sicuro Adam Baker, prima di passare alla FIA, ha lavorato alla BMW e conosce molto bene le problematiche relative ai motori e alla F.1. Vedremo come si svilupperà il progetto.

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