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Alla vigilia del Gran Premio d’Austria, Franco Colapinto traccia un bilancio lucido e profondo di una prima parte di stagione estremamente intensa. Tra l'analisi della crescita del team e i dettagli tecnici necessari per riscattare il difficile weekend di Barcellona, il pilota argentino ha commentato le recenti dichiarazioni rilasciate da Flavio Briatore al podcast Beyond the Grid. Dalle sue parole emerge la figura di un atleta dalle idee chiarissime, diviso tra il pragmatismo del presente e la grandezza dei sogni futuri, compreso quello di riportare il Circus a Buenos Aires.
Briatore ha recentemente elogiato pubblicamente la crescita e la ritrovata fiducia di Colapinto. Il legame tra il manager italiano e il giovane pilota si fonda su un mix di forte sostegno e pretese elevatissime, una combinazione che si sta rivelando fondamentale per forgiare il carattere del pilota in pista e fuori. “Flavio è sempre stato molto di supporto con me, ma è stato anche molto duro nei momenti in cui c'era bisogno di esserlo. E penso che abbia l'esperienza per farlo. Ovviamente dipende anche da me il modo in cui affronto questi momenti. Fortunatamente l'ho presa molto bene, sono migliorato e ho imparato da questo. Quindi è stato di grande aiuto”.
L'impatto del manager ha scosso le dinamiche interne alla squadra, portando un approccio radicalmente diverso rispetto al passato. Un elettroshock che Colapinto ha sfruttato a proprio vantaggio nei momenti più complessi della stagione. “Da quando sono arrivato nel team, lui è stato, ovviamente, molto diverso da ciò a cui ero abituato. L'ho detto molte volte, ma mi ha aiutato a imparare molto e a migliorare ancora di più partendo dai momenti molto difficili. È come se quei momenti così duri mi abbiano reso molto più forte, e il modo in cui gestiva quelle situazioni con me ha accentuato ancora di più la cosa”.
Nonostante la prima parte dell'anno possa considerarsi di successo, la parola d'ordine nel box è non abbassare la guardia. La mentalità vincente e anticonformista introdotta da Briatore vieta qualsiasi forma di appagamento, anche di fronte a piazzamenti un tempo considerati eccellenti. “Naturalmente stiamo ottenendo risultati migliori e stiamo raggiungendo traguardi più alti come squadra. Certo, non siamo ancora dove vorremmo essere, ma penso che in generale sia stata una prima parte dell'anno di successo. Stiamo lavorando sodo per migliorare ancora di più. Al momento non siamo dove vorremmo, ma il suo supporto, sapete, fuori dalla pista, in pista, con il team, non solo con me come pilota, ma con gli ingegneri, con tutti, spinge molto la squadra in avanti e lo apprezzo davvero”.
Il fine settimana del Gran Premio di Spagna ha messo a nudo alcuni limiti strutturali della vettura, costringendo gli ingegneri a un'analisi approfondita in vista delle prossime tappe. Il layout di Montmelò, combinato con temperature elevate e asfalto abrasivo, ha mandato in crisi la monoposto specialmente sul giro secco. “Con la squadra abbiamo lavorato sodo per capire perché Barcellona non sia andata come ci aspettavamo e come volevamo. Credo che quel tracciato in generale, con quel asfalto così ruvido e il caldo, non si adattasse alla nostra vettura; specialmente in qualifica non eravamo competitivi e la macchina non si trovava nella nostra finestra di utilizzo. È vero che ultimamente in gara siamo sembrati molto più forti, quindi dobbiamo capire perché ci manca qualcosa in qualifica”.
L'obiettivo a breve termine è stabilizzare le prestazioni in un centro classifica mai così compresso e soggetto a continui ribbaltamenti di fronte dovuti agli sviluppi degli avversari. “C'è stato un po' di alti e bassi rispetto ai primi quattro team. In alcune gare sembriamo più vicini, in altre un po' più lontani. Quest'anno con le nuove vetture tutto è un po' più inaspettato. Noi, ovviamente, stiamo lavorando sodo per cercare di portare aggiornamenti e rendere le vetture più veloci, ma lo stanno facendo tutti. I quattro top team sembrano sempre in grado di portare qualcosa in più, sembra che portino novità a ogni gara. A volte scivoliamo un po' più indietro e poi accorciamo di nuovo un pochino il distacco. Naturalmente l'anno scorso eravamo in fondo e ora siamo a metà classifica, il che è molto positivo, ma come ho detto vogliamo di più. Stiamo lavorando sodo per colmare quel divario”.
L'incredibile ondata di entusiasmo che accompagna la crescita di Colapinto ha inevitabilmente riacceso i riflessori sulla possibilità di un clamoroso ritorno della Formula 1 in Argentina. Il pilota ha confermato l'esistenza di un piano concreto e di aver visionato personalmente i primi passi del progetto a Buenos Aires. “L'unica cosa che so è che quando sono andato in Argentina per il roadshow, ho visitato la pista e ho visto il progetto di come intendono realizzarla. Stanno ricostruendo tutto, stanno rifacendo l'intero tracciato. Al momento è quasi tutto a livello di terreno, ma è un tracciato molto storico in Argentina. Ho girato molto per Buenos Aires e i tifosi sono fantastici, estremamente appassionati. Penso che per la F1 sarebbe una gara molto storica in cui tornare prima o poi. Probabilmente farebbe registrare dei record in termini di affluenza di pubblico; il modo in cui i tifosi supportano i piloti o le squadre sarebbe qualcosa di mai visto prima”.