F1. GP Emilia-Romagna 2024, le pagelle di Imola

F1. GP Emilia-Romagna 2024, le pagelle di Imola
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Giovanni Bregant
  • di Giovanni Bregant
Ecco i promossi e i bocciati del Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna 2024 di Formula 1 nelle pagelle di Imola
  • Giovanni Bregant
  • di Giovanni Bregant
20 maggio 2024

Chi sono i promossi e i bocciati di Imola? Scopriamolo scorrendo le pagelle del Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia-Romagna 2024 di Formula 1.

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Max Verstappen, voto 10 e lode

Per meno di un secondo di distacco - un’esperienza decisamente insolita per lui – Verstappen vince anche a Imola, dopo essere partito ancora una volta dalla pole position. Ma mai come stavolta è stata una vittoria più di Max che della Red Bull, perché la monoposto migliore in pista probabilmente non era la sua, ma l’olandese ha saputo estrarre il 110% del suo potenziale, come solo i campionissimi sanno fare. Lui in questo è un fenomeno, e se qualcuno ogni tanto si dimentica di cosa è capace per “colpa” di Newey e degli altri cervelloni al reparto progettazione, ben vengano per Verstappen gare come queste in cui ha modo di riaffermare il suo status di fenomeno assoluto della F1 contemporanea. Voto 10 e lode, oltre i limiti dell’auto.

Lando Norris, voto 10 e lode

Voto 10 e lode però anche a Norris, che con una McLaren competitiva forse anche oltre le attese ha davvero sfiorato il bis dopo la vittoria di Miami: un paio di giri ancora e avremmo gustato un duello strepitoso, invece l’inglese deve accontentarsi del 2° posto, ma può ugualmente gioire pensando di avere tra le mani una monoposto potenzialmente vincente. E lui la sfrutta da maestro, soprattutto in gara. Il nuovo che avanza.

Charles Leclerc, voto 7

Terzo un Leclerc che raccoglie meno di quello che un po’ tutti avrebbero sperato e anche creduto: la Ferrari è cresciuta ma altri (McLaren) lo hanno fatto anche di più, così al monegasco è toccato ancora una volta cercare di metterci una pezza, finendo per commettere un errore di troppo sia al sabato che la domenica. Niente di drammatico sia chiaro, e del resto non è che possa sempre fare miracoli, però stavolta non è riuscito a fare la differenza come chi lo ha preceduto. Voto 7, aspettando il miracolo di Maranello.

Oscar Piastri, voto 8

Quarto un Piastri che senza la penalizzazione per avere ostacolato Magnussen in Q1 quasi sicuramente sarebbe finito sul podio, forse anche qualcosa di più. Velocissimo, ha pagato caro un errore veniale, in compenso si è mangiato Sainz sul ritmo nel gioco dei pit stop. Voto 8, avrà altre occasioni.

Carlos Sainz, voto 6,5

Chi non avrà altre occasioni - di correre a Imola di rosso vestito - è proprio Sainz, ma quello dello spagnolo è stato un fine settimana tutt’altro che memorabile: sempre un passo indietro a Leclerc, non ha nascosto di non sentirsi del tutto a suo agio con la monoposto, dando però l’impressione di accontentarsi un po’. Voto 6,5, moderate l’entusiasmo.

Lewis Hamilton, voto 6,5

Non (si) entusiasma nemmeno Hamilton, 6° ma almeno può vantarsi di essere finito davanti a Russell, che pure gli aveva rifilato quasi 3 decimi in qualifica. Il campionissimo inglese però in gara si è rimboccato le maniche, e con questa Mercedes più di così non era proprio possibile fare. Voto 6,5, bene ma non benissimo.

George Russell, voto 6

Discorso speculare per Russell, più veloce il sabato ma più in difficoltà la domenica: alla fine arriva subito alle spalle del compagno di squadra, portando punti che però servono poco sia per il campionato sia per il morale. Voto 6, un altro mondiale trascorso aspettando la monoposto “buona” del prossimo anno.

Sergio Perez, voto 4

Voto 4 invece a Perez, che paga caro l’errore nelle libere non riuscendo a trovare una quadra in qualifica, poi in gara cerca una difficile rimonta, che si infrange ben presto sulle Mercedes. E anche la domenica ha modo di fare un po’ di “fuoristrada”. Ok che la Red Bull non era la solita monoposto schiacciasassi, ma ogni volta che il mezzo a disposizione è un po’ meno che perfetto il messicano si scioglie come un ghiacciolo nel deserto. Quanti errori e quanta fatica!

Lance Stroll, voto 8

Voto 8 a sorpresa invece a Stroll, che a Imola ha vestito i panni del caposquadra andando a cogliere un 9° posto che era davvero il massimo risultato possibile con questa Aston Martin. 13° in qualifica (ma ben davanti ad Alonso), in gara inizia subito bene con un bel sorpasso alla Tosa, quindi lotta per tutta la gara a centro gruppo, uscendone vincitore. Come ci chiediamo ogni volta che disputa un week end così positivo (e non capita spesso), perché non corre sempre così?

Yuki Tsunoda, voto 8

L’ultimo punto in palio va a Tsunoda, che continua così la sua striscia di risultati positivi dopo essersi distinto anche il sabato (eccellente 7°). Il giapponese sembra finalmente maturato: veloce lo è sempre stato, ma ora è anche costante e ha perfino smesso di litigare con la squadra. Voto 8, in ascesa.

Nico Hulkenberg, voto 8

Fuori dai punti, voto 8 a Hulkenberg capace di entrare in Q3 con la Haas: certo la scia di Verstappen lo ha aiutato, ma il tedesco ancora una volta ha dimostrato di essere un piede pesante.

Daniel Ricciardo, voto 6

Voto 6 invece a Ricciardo, che il sabato aveva illuso entrando in Q3, ma in gara ancora una volta il suo ritmo è stato ben altro rispetto al compagno di squadra, non riuscendo mai a essere in lotta per la zona punti. Ogni tanto si rivede un po’ di luce, ma troppo effimera per sognare un rilancio di una carriera ormai nella parabola discendente. Declino inspiegabile.

Kevin Magnussen, voto 7

Voto 7 a Magnussen, in difficoltà in qualifica (18°) ma bravo a risalire in gara fino ad arrivare alle spalle del compagno di squadra. Avrà anche un caratteraccio e una propensione all’incidente inspiegabile a questo punto della sua carriera, ma guai a dire che il danese è uno che si arrende.

Esteban Ocon, voto 7

A proposito di non arrendersi, voto 7 a Ocon, buon 12° in qualifica dove rifila mezzo secondo a Gasly, poi in gara il francese deve affrontare la realtà (ovvero che guida una Alpine) ma almeno dà l’impressione di provarci. 

Fernando Alonso, voto 4

A sorpresa voto 4 ad Alonso, fuori pista nelle libere, mai a suo agio il sabato e in difficoltà anche la domenica nonostante il cambio di set up dell’ultimo minuto: chi si aspettava la sua ennesima rimonta è rimasto deluso. Assente ingiustificato.

Imola, voto 5

Voto 5 infine a Imola, intesa come pista, a costo di rischiare il linciaggio dei tifosi: Imola ha il grande pregio di punire con il “sabbione” chi sbaglia, però le monoposto attuali - enormi - hanno reso ancora più evidenti i limiti del layout del tracciato post ’94. Con le F1 a Imola si passa solo in un punto, solo con il DRS e solo se tra le due monoposto c’è una differenza importante di velocità, dunque in accelerazione più che in frenata, dato che la sede stradale ristretta rende difficile inventarsi qualcosa alla staccata della prima variante. La verità è che quello di Imola è un gran premio ad alto rischio di pennichella, e anche la gara di ieri è stata sì tiratissima, ma nelle posizioni di vertice l’unico sorpasso è avvenuto nel gioco dei pit stop (Piastri su Sainz) ed era abbastanza scontato che nessuno avrebbe tentato un attacco “vero” perché non c’era lo spazio fisico per farlo. Imola è tornata prepotentemente sulla scena internazionale, ma sarebbe ora di iniziare a ragionare su come rimediare allo scempio compiuto 30 anni fa. Ripristinare la vecchia curva del Tamburello è un’idea tabù, ma perché non eliminare la seconda variante, così che la Tosa possa tornare un punto in cui tentare un sorpasso? L’incidente di Ratzenberger, che tra l’altro aveva avuto una dinamica molto particolare, non può essere una scusa: in 30 anni la sicurezza delle monoposto ha fatto passi da gigante. Imola merita di poter tornare a offrire uno spettacolo degno della sua tradizione e della passione del suo pubblico.

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