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Questo doveva essere il weekend del riscatto per George Russell, la chance per blindare la classifica piloti prima del lungo stop forzato della Formula 1. Eppure, il Gran Premio del Giappone 2026 si è trasformato in uno schiaffo in pieno volto per il britannico, beffato in partenza e poi tradito dalla Safety Car, mentre Kimi Antonelli conquistava la seconda vittoria iridata e la leadership mondiale.
Russell inizia a vedere fantasmi nel box e punta il dito contro la sfortuna: Suzuka è stata un colpo durissimo, non solo per il quarto posto finale, ma soprattutto per gli equilibri politici interni alla Mercedes. Scattato dalla prima fila, il #63 è stato bruciato allo spegnimento dei semafori da Oscar Piastri, che ha dettato il passo nella prima fase di gara. Al giro 22, il muretto ha richiamato George per tentare l'undercut con una strategia diversificata, ma proprio mentre lasciava la corsia box, la Safety Car è entrata in scena per il violento impatto di Oliver Bearman a curva 13.
Un tempismo atroce per Russell, ma perfetto per Kimi Antonelli: il bolognese, non ancora fermatosi, ha sfruttato la neutralizzazione per effettuare il pit-stop "gratuito", recuperando tutto il terreno perso dopo una partenza opaca del duo Mercedes. Grazie a un’ottima lettura della gara e a una gestione magistrale delle mescole Hard, Antonelli è volato verso il secondo successo consecutivo, sfilando la prima posizione nel mondiale al compagno di squadra. Per Russell, invece, la corsa è stata un calvario: nonostante la superiorità tecnica della W17, è stato infilato dai ferraristi. Se con Hamilton è riuscito a limitare i danni, Charles Leclerc lo ha messo definitivamente in fila, evidenziando le difficoltà del britannico che, a fine gara, non ha partecipato ai festeggiamenti per il trionfo del box accanto.
“Sicuramente non mi sento fortunato”, ha commentato Russell ai microfoni di Sky Sport F1, visibilmente amareggiato. “Le gare sono così, a volte gira bene e altre male, ma è fastidioso aver perso il podio perché alla ripartenza non sono riuscito a ricaricare la batteria e sono stato superato da Lewis”. Il problema elettronico si è ripresentato anche nel duello con Leclerc, rendendo George una preda facile a causa delle diverse velocità di percorrenza dettate dalle fasi di recupero e spesa dell’energia. Un tema, quello dell'ibrido, che potrebbe presto finire sul tavolo della FIA per ragioni di sicurezza, specialmente dopo l’incidente tra Bearman e Colapinto.
“Andavo talmente lento che era evidente potesse evitarmi, ma queste macchine sono ancora molto complicate”, ha aggiunto Russell, che a differenza di Colapinto non ha modificato la sua traiettoria prima del contatto del giovane inglese. Il verdetto finale di Suzuka resta amaro: “È ancora presto e bisogna sbagliare per imparare, ma al momento tutti i problemi sembrano arrivare dalla mia parte ed è frustrante. Se non ci fosse stata quella differenza sul giro secco, forse avrei vinto io”. Ora lo attende una lunga pausa per analizzare i dati e prepararsi a Miami, con l'ombra di Antonelli che si fa sempre più ingombrante.