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La Formula 1 sbarca sullo storico tracciato di Silverstone per il Gran Premio di Gran Bretagna 2026. Alla vigilia del weekend, i riflettori sono puntati anche sul box Red Bull e su Isack Hadjar. Il giovane pilota ha affrontato diversi temi caldi: dalle sfide tecniche legate alla gestione dell'energia e della visibilità sul bagnato, fino al feeling con la vettura dopo i recenti aggiornamenti introdotti in Austria.
Il weekend si apre con alcune perplessità condivise all'interno del paddock, in particolare sulla gestione delle nuove componenti tecniche. "Penso che molti piloti abbiano discusso dei potenziali problemi legati alle fonti di luce, soprattutto in termini di ricarica ed energia", ha esordito Hadjar.
Nonostante i dubbi, il pilota francese mostra fiducia verso il circuito britannico, una pista che sta imparando a conoscere sempre meglio. "Ci sto facendo l'abitudine, ci ho girato circa un mese e mezzo fa. È un tracciato iconico, anche se guardo già alle modifiche del prossimo anno per migliorare ulteriormente l'esperienza in gara".
Tornando al recente Gran Premio d'Austria, dove la squadra ha portato un importante pacchetto di sviluppi, Hadjar ha analizzato l'altalena di prestazioni e il lavoro svolto nelle ultime 48 ore per ottimizzare il setup. "In Austria abbiamo fatto un vero passo avanti, il pacchetto mostra un ottimo potenziale ma la vettura resta complessa e difficile da guidare. Nelle ultime sessioni ho preferito non esagerare; abbiamo rallentato il ritmo per via di alcuni dubbi storici, preferendo un approccio più precauzionale. Non sappiamo ancora come reagirà la monoposto in determinate situazioni, ma l'obiettivo per domenica resta chiaro: voglio essere in lizza per il podio".
Il passaggio più duro dell'intervista ha riguardato la guidabilità delle attuali vetture in condizioni di bagnato estremo e la gestione degli pneumatici, con un retroscena che chiama in causa anche il simulatore e i test pre-stagionali. "Onestamente amo correre, ma in determinate condizioni queste vetture diventano pericolose. La visibilità è minima e la griglia si complica. Non rifiutiamo a priori le gare sul bagnato, ma ci stiamo riflettendo molto. Quando non riesci a impostare le curve come vorresti, su tracciati che richiedono una precisione millimetrica, guidare diventa davvero difficile. Se non troviamo la quadra qui, dovremo prendere decisioni importanti in vista della gara".
In chiusura, Hadjar ha risposto a una domanda specifica sui problemi di frenata meccanica e sulla risposta dello sterzo, tracciando un parallelo con le sessioni di allenamento virtuale a casa. "Sì, il feeling in frenata non è ancora costante. A volte, quando mi alleno a casa al simulatore sforzando il piede, riscontro le stesse anomalie riscontrate anche da altri piloti. Credo ci sia stato un problema di scarsa risoluzione nell'integrazione dei sistemi quando mi sono trovato in pista, un fattore che ha influito sulla stabilità generale".