F1. Spavento Hamilton e Bearman a Madrid, ma che Kimi Antonelli! Le FP3 si chiudono tra i muretti baciati e la magia Mercedes

F1. Spavento Hamilton e Bearman a Madrid, ma che Kimi Antonelli! Le FP3 si chiudono tra i muretti baciati e la magia Mercedes
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I muretti del Madring non perdonano: Hamilton e Bearman sbattono nelle FP3 regalando il primo vero caos del weekend, mentre Kimi Antonelli fa magie con la sua Mercedes e si prende la miglior prestazione prima delle qualifiche
12 settembre 2026

Il secondo giorno in pista al Gran Premio di Madrid è ufficialmente iniziato con la terza ed ultima sessione di prove libere. E Pierre Gasly vince ancora una volta la sua scommessa. Alla vigilia del weekend, infatti, ci aveva rivelato che avrebbe puntato i suoi soldi sull’esposizione della bandiera rossa. Dopo la neutralizzazione di ieri pomeriggio, provocata da Arvid Lindblad in FP2, è toccato a Lewis Hamilton e Oliver Bearman mettere fine anzitempo alla sessione di FP3 in vista delle qualifiche.

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Il Madring è una pista tortuosa, unica nel suo genere, caratterizzata da curve lente e veloci, numerosi cambi di direzione e muretti estremamente ravvicinati al termine di lunghi tratti rettilinei. Motivo per cui, più si gira su questo inedito tracciato, più si trova la confidenza per spingere al limite con la monoposto. Per i piloti, infatti, più chilometri si mettono in cascina, maggiore è la sicurezza necessaria per esprimere appieno il potenziale del mezzo e interpretare al meglio il tracciato. Pensava di avere la confidenza sufficiente per spingere e osare con una traiettoria e una strategia diverse, Lewis Hamilton, ma l’esito per lui è stato disastroso.

Con la specifica di motore ADUO 2 montata sulla sua monoposto, il sette volte campione del mondo ha spinto sull’ultimo rettilineo che precede la curva 22. Un eccesso di foga sull’acceleratore — come confermato dalla differenza di velocità rispetto a Charles Leclerc, che tuttavia gira ancora con la power unit ADUO 1 — gli ha fatto pagare il prezzo di un bloccaggio che non gli ha consentito di frenare a dovere. Per Hamilton è iniziata così una dolorosa passerella verso le barriere che hanno stoppato la corsa della sua SF-26. La vettura si è piantata lì con il musetto, riportando danni irreparabili all'ala anteriore. Il pilota della Ferrari ha provato a rientrare ai box per non perdere tempo preziosissimo in pista, ma il muretto di Maranello gli ha imposto di fermarsi in sicurezza per evitare penalità, data la situazione di pericolo e lo stato della monoposto, che procedeva con l’ala anteriore incastrata sotto il fondo.

Sfortunatamente per lui, il punto in cui è avvenuto l’incidente richiedeva un giro completo prima di raggiungere i box; in caso contrario l'inconveniente non avrebbe comportato un deficit così pesante, dovendosi limitare alla sola sostituzione di muso e ala. Su un tracciato cittadino come quello di Madrid, tuttavia, perdere minuti preziosi si rivela alla lunga deleterio nella costruzione del ritmo in vista delle qualifiche. Ora la Ferrari dovrà attendere prima di poter mettere mano alla SF-26, che verrà consegnata dai marshall con il carro attrezzi, per ripararla e prepararla alla sessione cronometrata. Hamilton ha perso sostanzialmente circa 15 minuti di lavoro rispetto ai colleghi, pur avendo la direzione gara — contrariamente al solito — deciso di stoppare il cronometro poiché il ripristino delle barriere ha richiesto più tempo del previsto.

L’esito peggiore è toccato però a Oliver Bearman, protagonista di un violento incidente negli ultimi minuti della FP3, subito dopo la ripresa della sessione. Il pilota britannico della Haas — l’unico in pista a montare il motore Ferrari ADUO 2 oltre a Hamilton — stava spingendo per migliorare la propria prestazione, ma ha superato il limite fisico della monoposto e della pista in uscita da curva 10. Mentre s'impostava all'ingresso della 11, la vettura era troppo puntata all’anteriore, innescando un effetto pendolo che gli ha fatto perdere il controllo del posteriore in un 180° finito contro le barriere. L'impatto ha danneggiato il retrotreno e le sospensioni, sia anteriori che posteriori. Per il team americano sarà una vera corsa contro il tempo nel tentativo di riparare la vettura e consentire a Bearman di prendere parte alle qualifiche.

Nessun errore per Andrea Kimi Antonelli, ancora una volta chirurgico con la sua W17 tra le tortuosità del tracciato madrileno. Dopo un inizio di sessione dedicato allo studio della pista, una volta montate le gomme soft — che riesce a gestire alla perfezione — il bolognese ha siglato il miglior tempo della FP3 in 1:32.797. La Mercedes si piazza davanti con Antonelli, ma resta nella terra di nessuno con George Russell, sesto e staccato di ben sette decimi dal compagno di squadra. Per il britannico il problema risiede ancora nella gestione della mescola, che non riesce a portare adeguatamente nella corretta finestra di utilizzo. Una problematica emersa anche in casa Ferrari nella giornata di ieri, su cui Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno cercato di lavorare in vista della qualifica di questo pomeriggio. Il monegasco, che questo weekend non dispone dell’ultimo aggiornamento di motore ed è sceso in pista con la specifica ADUO 1, insegue Antonelli con soli 166 millesimi di distacco.

Sorride finalmente anche Oscar Piastri, autore del terzo tempo a quasi due decimi da Antonelli. Per l'australiano questa FP3 ha rappresentato una boccata d’aria fresca, dopo le difficoltà di ieri nel trovare il ritmo con la MCL40. Ad aiutarlo è stato l’elevato livello di grip — superiore alle aspettative — garantito dall'asfalto di Madrid, appositamente trattato per rimuovere la polvere dei lavori e i residui oleosi tipici di un fondo posato di recente. Sia lui che gli altri piloti dovranno comunque adattarsi a un ritmo in continua evoluzione, di pari passo con la progressiva gommatura del tracciato nel corso delle varie sessioni, comprese quelle delle categorie propedeutiche. Il layout madrileno sembra premiare le caratteristiche della McLaren, come conferma il quarto tempo di Lando Norris in 1:33.033, pur avendo il campione del mondo in carica saltato completamente la FP2 per la sostituzione del cambio. Quinto Max Verstappen, nonostante una RB22 che non riesce ad assorbire in modo ottimale i cordoli della pista. Concludono la top 10 Russell, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Lewis Hamilton — impossibilitato a migliorarsi nel finale a causa dell'incidente — e Nico Hülkenberg. Undicesimo Colapinto, che precede Ocon, Bearman, Lindblad, Tsunoda, Gasly, Alonso, Sainz, Stroll, Perez, Bottas e Albon.

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