F1, "L'ibrido è un'incognita, a volte guidiamo come passeggeri". Piastri avverte la McLaren

F1, "L'ibrido è un'incognita, a volte guidiamo come passeggeri". Piastri avverte la McLaren
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Alla vigilia del GP d'Ungheria, Oscar Piastri fa il punto in casa McLaren tra aspettative per i nuovi aggiornamenti e un bilancio agrodolce della prima metà di stagione. L'australiano analizza le difficoltà di guida della monoposto e punta il dito sulle complessità della gestione dell'energia e dei software ibridi, ammettendo che a volte i piloti si sentono quasi "passeggeri" degli algoritmi. Un'analisi lucida prima di staccare per la pausa estiva.
23 luglio 2026

Alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria, ultimo appuntamento prima della pausa estiva, Oscar Piastri ha analizzato lucidamente la situazione in casa McLaren durante la conferenza stampa dei piloti. Sul tracciato dell’Hungaroring, dove il team di Woking vanta una tradizione vincente recente con i successi delle ultime due edizioni, il pilota australiano ha fatto il punto sul pacchetto di aggiornamenti portato dalla squadra, sulle difficoltà di guida e sul bilancio di questa prima metà di stagione.

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Dopo la tappa di Spa-Francorchamps, dove la McLaren si è mostrata competitiva oltre le aspettative in gara, il team si presenta a Budapest con diverse novità tecniche. “L’anno scorso e due anni fa abbiamo vinto qui, ma cosa succederà stavolta lo scopriremo solo domani. Penso che dovremmo essere un po’ più competitivi,” ha dichiarato Piastri. “Abbiamo portato alcuni aggiornamenti questo fine settimana, quindi spero ci avvicinino alla possibilità di lottare davanti. A Spa, soprattutto in gara, eravamo più veloci di quanto ci aspettassimo, ed è stato un ottimo segnale. Se li ho provati al simulatore? Ad essere sincero non ricordo, ma l’unica cosa che mi interessa è che la macchina sia più veloce. In generale abbiamo un ottimo storico nell'efficacia dei nostri pacchetti tra simulatore e pista, quindi incrociamo le dita”.

Invitato a tracciare un bilancio personale e di squadra dopo le prime gare dell'anno, l'australiano non ha nascosto le criticità emerse e la complessità di gestione della vettura. “La macchina è stata difficile da guidare per tutto l’anno. All’inizio della stagione avevamo più variabili da gestire direttamente sulla power unit e con lo stile di guida. Ora ci sono aspetti a cui stare attenti che non sono del tutto sotto il nostro controllo, quindi la prestazione dipende puramente dal comportamento del telaio e del pacchetto aerodinamico. Negli ultimi due weekend guidare è stato decisamente più complicato, che sia per il layout della pista, per il vento o per altri fattori”.

Guardando alla classifica e al rendimento complessivo, Piastri si è espresso con estrema franchezza. “Finora ci sono stati alti e bassi, purtroppo più bassi che alti. Come squadra non è stata la prima metà di stagione che speravamo, specialmente se confrontata con lo scorso anno. Personalmente voglio migliorare e ritrovare continuità al vertice: spero di fare un passo avanti già da questo weekend e poi nella seconda parte di campionato”.

Il passaggio più approfondito e interessante dell'intervento di Piastri riguarda l'impatto e la complessità del sistema ibrido nelle attuali monoposto, dove l'erogazione di potenza elettrica e i software di gestione giocano un ruolo determinante sui tempi sul giro. “Rispetto alle precedenti motorizzazioni ibride, che erano incredibilmente mature quando sono arrivato e in cui l'elettrico pesava meno sulla potenza totale, quest'anno la componente elettrica rappresenta circa la metà della potenza complessiva. Qualsiasi piccola discrepanza nel software ha un impatto enorme, specialmente su tracciati come Spa”.

Rispondendo a una domanda sulla sensazione di essere quasi dei “passeggeri” rispetto agli algoritmi di erogazione della power unit, Piastri ha confermato: “A volte sì, la sensazione è quella. A Spa o Silverstone il problema si amplifica: trovarsi ad affrontare il settore centrale quasi esclusivamente con il motore a combustione, senza l'ausilio della batteria, è una sensazione strana. Sentire la macchina che perde metà della potenza prima della fine del rettilineo è difficile da accettare. A Spa piccole differenze nel codice del motore hanno creato scarti enormi nel tempo sul giro: con quattro posizioni racchiuse in appena nove centesimi, c'erano decimi lasciati per strada da diversi piloti senza che potessero farci nulla”.

All'Hungaroring, tuttavia, il layout potrebbe mitigare questa problematica. “Qui le curve e i rettilinei sono molto più corti, quindi mi aspetto che questi problemi siano molto meno evidenti rispetto a Spa. Il mio obiettivo per il weekend è mettermi nelle condizioni di estrarre il massimo dalla vettura quando arrivano le prestazioni”.

In chiusura, Piastri ha sottolineato l'importanza del riposo imminente dopo un periodo di gara così intenso prima del tour de force conclusivo. “Ci aspetta una seconda parte di stagione molto impegnativa e non sappiamo ancora con certezza dove saremo competitivi ogni volta. La pausa estiva è sempre una buona opportunità per resettare. Durante la chiusura i contatti con i team sono limitatissimi, anche se a casa si può fare qualche giro al simulatore. Ma non nella prima settimana: me ne andrò in vacanza da qualche parte dove ci siano solo l'oceano e la sabbia”.

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