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“È difficile descrivere le mie sensazioni nel dettaglio, perché le condizioni sono strane, direi miste tra asciutto e pioggia. Tutto, però, è andato liscio, senza problemi o imprevisti. È una buona cosa, perché con un cambio regolamentare così grande non potevamo volere di meglio in una giornata in cui si possono cogliere solo cinque giri. Adesso non conta la performance. È il momento in cui bisogna verificare che tutti i sistemi funzionino correttamente, ed è stato così”. Charles Leclerc non ha voluto sbilanciarsi dopo i primi giri al volante della sua compagna di avventura per la stagione 2026 di Formula 1, la Ferrari SF-26.
Due tornate, d’altronde, sono troppo poche per farsi un’idea concreta della bontà di una monoposto, anche se alcuni piloti si dicono convinti di capire subito se una vettura è davvero nata male. In ogni caso, il battesimo delle nuove nate della scuderia di Maranello resta un’esperienza emozionante anche per chi, come Leclerc, è in Ferrari da molti anni. “Girare a Fiorano è sempre speciale. La prima volta mi stupii della presenza di tanti tifosi. Non me lo aspettavo. Ma non ci si abitua mai. Oggi ci sono tantissimi fan intorno alla pista, e questo rende questa giornata e guidare per la Ferrari così speciale”.
“Non ho spinto in macchina, non era lo scopo di oggi – ha raccontato Leclerc a caldo dopo essere sceso dalla sua Ferrari SF-26 -. Ma dalla prossima settimana cercherò di capire quali sono i limiti di queste nuove monoposto. Non vedo l’ora. La preparazione per la nuova stagione cambia, perché ci sono talmente tante cose nuove. È importante capire come funziona ogni singolo sistema, in modo tale da essere pronti quando si andrà in pista. Trovo che sia un’opportunità e una sfida entusiasmante. Ci motiva”. E il frutto di questo lavoro comincerà a vedersi nella shakedown week di Barcellona. La Ferrari, ha confermato il team principal Fred Vasseur, scenderà in pista martedì 27 gennaio, nel secondo giorno a disposizione delle scuderie per i collaudi.
Sarà la prima vera occasione di prendere le misure di una vera e propria rivoluzione tecnica. “Sono in Ferrari da molti anni e abbiamo attraversato diversi cambi regolamentari insieme – osserva Leclerc -. Questo ci rende preparati ad affrontare un cambiamento che, tuttavia, è molto più grande di quelli che abbiamo vissuto finora. E siamo consapevoli di quanto la sfida sia difficile. C’è molto lavoro dietro le quinte, e sarà la pista a parlare una volta che metteremo la macchina sull’asfalto. Ma la preparazione, il duro sforzo e la motivazione ci sono”.
Ma qual è l’aspetto più complesso da gestire del regolamento tecnico 2026? “Con queste nuove monoposto di F1 è tutto nuovo. Credo che le modifiche alla power unit siano il cambio più significativo. Non vedo l’ora di capire le sensazioni che restituisce il motore, il modo in cui va gestito nelle battaglie in pista. C’è una linea molto sottile tra l’adattarsi alla nuova tecnologia e usare il proprio istinto nel fare quello che faccio da quando avevo tre anni e mezzo, guidare una macchina”.
“Le due cose, in fondo, vanno a braccetto. Direi che appena mi metterò al volante della macchina capirò in modo istintivo e naturale il modo in cui dovrò guidarla. E questo sarà sostenuto da molto lavoro dietro le quinte per capire i trucchi che si potranno utilizzare. Ma l’istinto è estremamente importante. O dati raccolti ci aiuteranno poi a individuare dei piccoli dettagli che sono più difficili da percepire. Questo succederà in un secondo momento”. Bisogna dare tempo al tempo. Anche se comincerà ad accelerare come le vetture in pista, con i test a Barcellona e in Bahrain a fare da ghiotto antipasto prima di Melbourne.