"C'è un mio amico pilota di F1, vuole una tipa": lo scandalo escort a Milano che fa tremare il paddock e la Serie A

"C'è un mio amico pilota di F1, vuole una tipa": lo scandalo escort a Milano che fa tremare il paddock e la Serie A
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Un giro d'affari da 1,2 milioni, hotel di lusso e "gas esilarante" per sfuggire all'antidoping: la Procura di Milano svela i retroscena della movida che coinvolge anche il mondo del motorsport
21 aprile 2026

Nella giornata di ieri, una bufera giudiziaria si è abbattuta su Milano. La Procura ha infatti diffuso un comunicato che illustra l'esito delle indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano. Gli accertamenti hanno permesso di "acquisire un numero considerevole di elementi di prova nei confronti degli indagati, che avrebbero agito in concorso con altri partecipi dell’associazione, tra cui escort e addetti alle pubbliche relazioni". Al centro dell’inchiesta, una società di promozione di eventi nei locali della movida milanese che avrebbe organizzato serate con escort di lusso. I clienti? Tutti profili facoltosi: imprenditori, VIP, calciatori di Serie A (residenti a Milano e non solo) e persino un pilota di Formula 1.

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Si trattava di una macchina ben oliata, attiva da tempo, con una società capace di accumulare fortune vendendo "pacchetti completi": serate nei club più esclusivi seguite da veri e propri after-party in camere d'hotel di lusso. L’indagine ha scoperchiato un vero vaso di Pandora, rivelando un giro d’affari superiore a 1,2 milioni di euro. Come si legge nel provvedimento del GIP, figurano almeno cinquanta clienti — le cui identità restano per ora secretate — tra cui spiccano nomi noti dello sport. Calciatori, che secondo le prime indiscrezioni non dovrebbero appartenere a Inter o Milan, ma anche un protagonista del Circus della Formula 1. “C’è un mio amico, pilota di F.1... che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa”, recita uno dei messaggi intercettati dagli inquirenti. Sull'identità che si cela dietro questa frase, al momento, vige il massimo riserbo.

Ciò che è emerso è uno scandalo di proporzioni enormi. Durante le serate, infatti, è stato accertato l’uso abituale di gas esilarante, la cosiddetta “droga del palloncino”, una sostanza chimica che induce euforia senza lasciare tracce biologiche. Un dettaglio non trascurabile per gli sportivi di alto livello, poiché, non essendo rilevabile, consente di eludere i controlli antidoping. L’inchiesta ha portato all’arresto di quattro persone, ritenute ai vertici dell’organizzazione. Le accuse a loro carico sono pesanti: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, a cui si aggiunge l’autoriciclaggio dei proventi derivanti dall’attività illecita.

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