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Portare il marchio AMG nell'era della mobilità a zero emissioni senza tradire un bacino di clienti storicamente legato al culto del motore V8. È questa la complessa sfida ingegneristica e commerciale che Mercedes-Benz affronta con la nuova sportiva elettrica ad alte prestazioni. Un progetto che Jörg Burzer, Chief Technology Officer (CTO) del Gruppo, definisce un vero e proprio manifesto tecnologico, nato per dimostrare che l'elettrico ha ormai pieno diritto di cittadinanza nel segmento più estremo del mercato.
Sotto la pelle della vettura, prodotta nello storico impianto di Sindelfingen, si nasconde un pacchetto tecnico che segna un netto punto di rottura con il passato. Il cuore del sistema si basa su pacchi batteria a celle cilindriche raffreddati a liquido (olio) e sull'adozione di un'unità motrice radicalmente nuova: i motori a flusso assiale.
Questa tecnologia ha imposto a Mercedes di ripensare l'intera filiera e, nella sua fabbrica storica a Berlino, nell'ultimo anno e mezzo è stato allestito un impianto dedicato esclusivamente a questi propulsori, basato su un metodo di assemblaggio inedito che prevede 100 passaggi produttivi. Le innovazioni sono tali che 50 di questi processi rappresentano una novità assoluta per l'industria automobilistica globale, e ben 30 sono stati brevettati direttamente da Stoccarda (inclusa una complessa tecnica di incollaggio dei magneti). Inoltre, per mantenere vivo il DNA di AMG, l'azienda sta studiando soluzioni dedicate per replicare anche sui motori elettrici la storica firma artigianale dei tecnici, il celebre motto "One Man, One Engine".
Burzer non nasconde che gli acquirenti storici di AMG si siano mostrati inizialmente diffidenti all'idea di rinunciare all'endotermico. Tuttavia, il CTO sottolinea come il banco di prova abbia ribaltato le prospettive: "Quando abbiamo mostrato l'auto ad alcuni clienti chiave, sono rimasti sbalorditi. Molti hanno ammesso che non avrebbero mai pensato di considerare un'auto elettrica prima d'ora".
A convincere i puristi non è stata solo l'accelerazione fulminea garantita dai tre motori, ma la capacità della vettura di replicare le massime prestazioni ripetutamente nel tempo, senza subire i classici cali di potenza dovuti al surriscaldamento. Burzer respinge categoricamente l'idea che l'elettrico sia un passo indietro emotivo o tecnico: "Quello che abbiamo fatto qui non è un 'downgrade' di un motore a combustione. È un enorme 'upgrade' tecnologico rispetto a una comune auto elettrica a batteria".
Il dirigente evidenzia i vantaggi strutturali incolmabili: "L'architettura pura di una BEV è intrinsecamente superiore per la dinamica del veicolo: nessun peso ingombrante sbilanciato all'anteriore o al posteriore come nelle auto termiche,baricentro bassissimo e batterie posizionate centralmente a filo con l'asfalto".
Il rumore, da sempre croce e delizia delle sportive a batteria, è stato affrontato con pragmatismo. Mercedes ha scelto di non percorrere la strada della semplice amplificazione artificiale delle frequenze elettriche, un espediente che rischia di generare rumori acuti, finti e snaturati. Per i modelli elettrici standard, l'azienda lavora per eliminare i sibili offrendo una silenziosità totale, ma per le AMG la visione è diversa: secondo Burzer,il vero "appassionato", superata la nostalgia per il suono meccanico del V8, è attratto dalla ricerca della prestazione assoluta, che oggi coincide con questo livello di sofisticazione tecnologica.
Sul fronte costruttivo della batteria, Mercedes ha confermato la fiducia nell'architettura a piattaforma dedicata (ottimizzando e sagomando il pacco batterie piatto), scartando soluzioni alternative come il layout a "T-Bone" adottato da competitor come Maserati, giudicato dai tecnici tedeschi adatto principalmente a vetture con volumi di produzione molto ridotti.
La nuova AMG, secondo i vertici tecnici, rappresenta solo l'alba di una nuova era. Sebbene i motori endotermici ibridizzati avranno ancora spazio sul mercato, il CTO ricorda una proporzione fondamentale: lo sviluppo dei propulsori a combustione va avanti da 140 anni, mentre l'elettrico muove i primi passi.
I prossimi due decenni promettono evoluzioni clamorose (come le batterie allo stato solido) e per chi si chiede se gli attuali accumulatori potranno essere sostituiti in futuro con chimiche più moderne (retrofit), Burzer conferma che Stoccarda sta valutando questa possibilità a livello concettuale per gli anni a venire, pur precisando che non è una soluzione prevista nell'immediato per questa generazione di lancio.
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