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Un tempo, per guadagnare qualche chilometro orario in più sul motorino, i quattordicenni si sporcavano le mani di grasso montando carburatori maggiorati, rulli alleggeriti e marmitte rumorosissime. Oggi, nell'era della transizione ecologica e dei nativi digitali, il "tuning" si fa a colpi di software e centraline. Ma il risultato, per chi viene beccato, è sempre lo stesso: un disastro normativo e finanziario.
L'ultimo episodio, diventato rapidamente virale grazie alla segnalazione della pagina Facebook CamRoute France, ha dell'incredibile e ha come protagonista la Citroen Ami, la popolarissima microcar elettrica francese che ha conquistato le città europee. I gendarmi francesi, appostati per un normale controllo della velocità in una zona con il limite dei 30 km/h, vedono sfrecciare un veicolo a ben 72 km/h. L'eccesso di velocità è già grave di per sé, ma a lasciare a bocca aperta le forze dell'ordine è il mezzo in questione: una piccola Citroen Ami.
Per legge, essendo omologata come quadriciclo leggero (guidabile a partire dai 14 anni con patente AM), la Ami ha un blocco di fabbrica insuperabile che ne fissa la velocità massima a 45 km/h. Al volante della "scheggia" elettrica c'era una ragazzina di appena 15 anni.
Fermato il veicolo, gli agenti ci hanno messo pochissimo a sommare due più due. I controlli effettuati sul posto hanno confermato i sospetti: la vettura era stata manomessa tramite uno sblocco elettronico del motore. Un hack illegale studiato per bypassare il limitatore imposto dal costruttore, permettendo al piccolo propulsore elettrico di erogare molta più potenza del consentito, spingendo il quadriciclo quasi al doppio della sua velocità omologata.
Modificare la meccanica o l'elettronica di un veicolo per aumentarne le prestazioni su strade aperte al traffico non è un gioco, ma una violazione gravissima del Codice della Strada. Nel momento in cui il blocco dei 45 km/h viene rimosso, l'omologazione del veicolo decade automaticamente. Tradotto: quell'auto non ha più il diritto di circolare e, soprattutto, una quindicenne non ha la patente per poterla guidare.
La sanzione per aver superato il limite di velocità di oltre 40 km/h in una "zona 30" è stata solo l'antipasto. I gendarmi hanno immediatamente aperto una procedura per circolazione con veicolo modificato, facendo scattare il fermo amministrativo immediato della microcar, che è stata prelevata e tolta dalla circolazione.
Ora, per i genitori della ragazza (legalmente responsabili), si prospetta un calvario burocratico ed economico. Oltre a dover pagare le pesanti sanzioni accumulate durante l'accertamento, per poter rimettere il mezzo su strada saranno obbligati a portare la vettura in un'officina autorizzata per la totale rimessa in conformità, ripristinando il software di fabbrica a proprie spese, per poi sottoporla a un nuovo collaudo.