Allarme generale, dopo la Sardegna il Mondiale WRC potrebbe essere in pericolo.

Allarme generale, dopo la Sardegna il Mondiale WRC potrebbe essere in pericolo.
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Nubi sull’Arabia Saudita, potrebbe essere la Sardegna il giudice inappellabile della stagione 2026? Toyota e Hyundai non possono andare in Arabia Saudita. Che si fa? Si cancella? Si Sostituisce? Si trasferisce?
13 settembre 2026

Gran finale di un grande Rally in Cile, nubi dense sul Medio Oriente e sul domani. Dopo il Rally Sardegna Italia il calendario dice Rally Arabia Saudita, prova di chiusura della stagione mondiale 2026 a fine Novembre. Ma c’è un problema. Più di uno, anzi. Il Rally è a rischio. Quando si pensa a quell’enorme calderone geografico, ancora più vasto dal punto di vista politico, si è inquieti, lo si vede avvicinarsi al nostro vecchio occidente come un inarrestabile avvicinamento di faglie, come un disastroso accostamento di placche continentali. Perché non ci si dovrebbe preoccupare per l’immediato domani dello sport? C’è chi se ne occupa e si preoccupa, certo, federazioni, promoter, organizzatori, i rispettivi governi pronti al consiglio risolutore, di solito uno stop o un rinvio, ma come si evolve il contesto organizzativo quello no, non lo sapremo che nella più immediata, irreversibile vigilia.

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La situazione attorno all’Arabia Saudita non è serena, e già volano ipotesi e congetture. Si parla di un Rally Arabia Saudita cancellato. Si dice anche che potrebbe essere sostituito da altro Rally, che potrebbe essere disputato in un’altra, più tranquilla nazione. Si arriva a dire che potrebbe semplicemente essere “trasferito”, ovvero mantenere la denominazione e l’immagine ma andare in scena in altro teatro. Il sasso in mezzo allo stagno l’hanno lanciato Toyota e Hyundai, quando hanno informato FIA e il promotore del WRC che, se l'orizzonte non si rasserena, non sono in grado di andare in Arabia Saudita a causa di proprie e restrittive regole aziendali in materia di sicurezza e di viaggi. Nelle medesime o simili condizioni potrebbero venire a trovarsi l’Abu Dhabi Desert Challenge di Novembre, Mondiale Rally-Raid, e addirittura la Dakar del prossimo Gennaio.

L’attesa replica e decisione della FIA e del Consiglio Mondiale dello Sport Automobilistico è stata rimandata, segno che si continua a discutere un po’ al buio. L’esperienza, proprio della Dakar, ci insegna che ci sono in ballo altre e varie questioni. La bandiera è sempre la sicurezza, ma ci sono gli accordi con sponsor e fornitori, per esempio, la difficoltà di metterci una pezza se non è stato possibile immaginare un piano B, soprattutto un problema di coperture assicurative. In questo senso l’organizzatore locale non può molto e il “governo centrale” del WRC ancora meno. Se la sua compagnia assicuratrice dice picche, ma basta anche che dicano picche le compagnie di uno o più Team, o che il Ministero degli Esteri di uno stato coinvolto anche indirettamente dica picche legando le mani al promoter, a quel punto il meccanismo può incepparsi irrimediabilmente, se non affrontato per tempo (se c’è il tempo, per la Dakar 2008 non ci fu, e per lo spostamento di certe logistiche non è che avanzi).

Cipro, Portogallo, Spagna e ancor più specificamente la Catalogna, si sarebbero offerte di ospitare la sostituzione. L’era funesta del Covid-19 ci ha insegnato che in condizioni di emergenza e per la sopravvivenza di eventi maggiori, e dello Sport in particolare, si possono proporre, organizzare e di buon grado accettare anche repliche e doppioni, sovrapposizioni. Una soluzione, insomma, si può trovare. A partire dal fatto che se la finissimo di  fare gli scemi con tutte questa guerre il problema non esisterebba. Dunque, giusto per sdrammatizzare (ma la situazione sportiva è seria e lo è ancora più quella generale), io direi che uno sviluppo della già collaudata “soluzione italiana”, consistente in due settimane in Sardegna per un doppio Rally d’Italia in Paradiso, ci sarebbe enormemente gradita.

© Immagini. Pure WRC Agency, Red Bull Content Pool, Toyota TGR, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

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