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Aston Martin DBS Superleggera 2018: GT da sogno

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725 CV di sportività tutta british per la GT dei sogni che, in quanto a stile e numero cilindri, non teme nessuno, Ferrari e Lamborghini incluse

Nome altisonante, ispirazioni che risalgono agli anni Sessanta con dotazioni e prestazioni da paura, DNA britannico in chiave moderna. Parlare dell’ultima creazione GT di casa Aston è ovviamente parlare di automobile da sogno, per pochissimi “titolati” a possederla o magari condurla a manetta, dove concesso, ma certamente di buongusto. Già perché questa DBS Superleggera si posiziona per target vicina a modelli, anche tricolori, che vincono per purezza di DNA corsaiolo con alle spalle squadre vincenti in pista, ma lei, la Aston, è semplicemente da applauso a scena aperta.

Ammirata a prescindere, senza sapere se davvero dietro ci sono comunanze con auto da gara che corrono e vincono in giro per il mondo, nell’Endurance magari, come è di certo quando si veda una Porsche, una Ferrari o una Lamborghini.

Estrema ma sempre elegante questa nuova DBS, con differenze proprie rispetto alle sorelle non solo nella leggerezza (da telaio e carrozzeria, con uso di alluminio e carbonio) ma anche visive: nel nolder posteriore e nell’ampia maschera frontale, trapezoidale. Sotto il cofano, davanti, con la sua massa che è percepita nella guida rispetto a competitor di altro frazionamento o base tecnica, quel V12 5.2 che è pure sovralimentato, per fare lo 0-100 in 3,4 secondi.

Le cambiate dello ZF 8 rapporti, che gestiscono fino a 900 Nm di coppia, sono intorno ai 7000 giri ed è tanta, sempre al lavoro, l’elettronica per aiutare l’equilibrio non certo facile, se fossimo qualche decennio addietro con una tale configurazione. Il prezzo? Quando arriverà, a brevissimo anche da noi, è previsto di oltre 250K, visto che si parla di 274.995 euro confermati per il listino in Germania.

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