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Auto elettriche: in Svezia va in crisi il sistema

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L'ambizioso piano governativo di puntare sulle vetture a zero emissioni per ridurre l’impatto dei trasporti sull’ambiente si scontra con la difficoltà di garantire la ricarica elettrica nelle principali città

Auto elettriche: in Svezia va in crisi il sistema

Grazie al sostanzioso contributo statale, che si accompagna ad una politica chiaramente orientata alla limitazione delle vetture con motore termico (vedi qui), in Svezia le vendite di vetture elettriche si sono impennate di ben il 253% nei primi cinque mesi dell’anno; ma la festa potrebbe essere già finita, ancor prima che sia davvero cominciata.

Tutta colpa dell’accresciuta richiesta di energia elettrica, a Stoccolma e in altre città, che sta mettendo in crisi la capacità di produzione, costringendo i gestori a inventarsi nuove strategie per fronteggiare la domanda in crescita esponenziale, come quella di potersi agganciare alla rete che fornisce energia alle linee della metropolitana.

La domanda nelle principali città è cresciuta più rapidamente del previsto e ci vorranno almeno dieci anni per costruire una nuova ed efficiente rete di distribuzione sul territorio.

I problemi non sono solo in città: l'obiettivo del governo di diventare carbon neutral entro il 2045 presuppone che in Svezia circolino non meno di 2,5 milioni di veicoli ibridi plug-in ed elettrici puri entro la fine del prossimo decennio; e se molti di essi verranno utilizzati in ambito urbano e quindi per trasferimenti brevi, per viaggi più lunghi come quelli di lavoro dei tassisti e degli autisti dei furgoni, è necessaria una rete capillare di stazioni di ricarica.

Le famose infrastrutture: «Per convincere la gente a fare il grande passo ed acquistare un'auto elettrica, non dovrebbero essere costretti a fare lunghe deviazioni per trovare una stazione di ricarica», ha detto Tobias Henmark, capo dell'unità svedese di Fortum Charge and Drive, che gestisce 740 centraline di ricarica veloce.

Affinché l'aumento dei veicoli elettrici sia gestibile nonostante la mancanza di capacità di potenza, è arrivata la proposta di incentivi in denaro ai proprietari che mettano a disposizione del sistema l’energia elettrica presente della propria vettura; se un numero sufficiente di auto fosse connesso e disposto a condividere le proprie batterie con la rete, si potrebbe se non risolvere quantomeno alleggerire il problema.

Il mercato dell’auto in Svezia sta conoscendo una stagione difficile: dall’inizio dell’anno, le vendite sono diminuite del 14,4% e questo malgrado le buone performance delle vetture elettriche.

La speciale top ten delle “zero emissioni“ nei primi cinque mesi dell’anno vede al primo posto la Tesla Model 3 con 1.649 unità, seguita dalla Renault Zoe (1.072) e dalla Kia Niro (948); a seguire, Nissan Leaf (681), BMW i3 (600), Tesla Model S (355) e Hyundai Kona (284); a chiudere la classifica, Hyundai Ioniq (208), Volkswagen Golf (208) ed Audi e-tron (195).

  • Franzmaximilian

    Quello che deve cambiare è il modo di gestire le batterie. Queste dovrebbero essere in "pacchi" di formato universale e facilmente rimuovibile. Invece che dal benzinaio vai dal "batterista". Lasci giù i pacchi esausti e ne metti altri carichi. Potresti avere sia pacchi batterie di proprietà, che pacchi "a nolo" che scambi dal batterista. Se hai un garage o un box non ti interssa più tanto che la ricarica sia velocissima: se con un "pieno" vai e vieni dal lavoro 3 volte, hai tre giorni per la ricarica (conduttori di sezione inferiore, meno picchi di carico sulla rete).
    Ma non tutti i veicoli hanno gli stessi requisiti! E allora? Una utilitaria potrebbe avere, per dire, 4 pacchi. Una grossa berlina ne avrebbe 8 o 10.
    Volendo si può, ma bisogna volere... e metà del problema è risolto.
    A chi dice che comunque si inquina per produrre l'energia elettrica rispondo che è vero, ma che non c'è confronto in termini di emissioni fra una centrale termica ben gestita e controllata ed un numero di motori da automobile che sommati diano la stessa potenza utilizzabile. Anche tenendo conto delle perdite di carico della rete elettrica di distribuzione!
  • Giorgio Pulici

    Non prendiamoci in giro; l'energia elettrica ricavata da eolico e solare non saranno mai sufficienti ad alimentare il parco di vetture elettriche. Senza il nucleare si dovrà per forza ricorrere a centrali convenzionali a combustibile fossile e, pertanto, le auto elettriche saranno completamente inutili.
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