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C'è una notizia che, in Europa, fa più rumore di mille annunci roboanti: il primo a portare un vero robotaxi dentro il trasporto pubblico del Vecchio Continente non è americano. È cinese. Baidu, attraverso la sua divisione Apollo Go, ha ottenuto in Svizzera un permesso speciale per operazioni di guida autonoma di livello 4, mettendo nero su bianco un primato che né Waymo né Tesla possono oggi rivendicare sul suolo europeo.
Il servizio si chiama AmiGo, nasce dalla collaborazione con PostBus, la società di autobus di Posta Svizzera, e ha ricevuto il benestare dell'Ufficio federale delle strade, il FEDRO. Sulla carta è un dettaglio tecnico. Nei fatti è il segnale che la corsa al robotaxi, in Europa, ha già un favorito a sorpresa.
Partiamo da una doverosa precisazione, perché il diavolo si nasconde nelle pieghe burocratiche. Il permesso speciale annunciato il 12 giugno non significa veicoli senza conducente in circolazione da domani. Conferma che le vetture di AmiGo e il loro sistema di guida rispettano i requisiti svizzeri di sicurezza e qualità, ma a bordo resta ancora un operatore di sicurezza, pronto a intervenire.
La sperimentazione su strada aperta è partita il 1 giugno 2026 e copre un'area di circa 80 chilometri quadrati distribuita su tre cantoni della Svizzera orientale: San Gallo, Appenzello Esterno e Appenzello Interno. Non un circuito chiuso, non una pista protetta, ma traffico reale, incroci veri, pendolari in carne e ossa.
Lo stesso direttore del FEDRO, Jürg Röthlisberger, ha inquadrato la cosa senza trionfalismi, parlando di un quadro normativo con responsabilità definite e l'obiettivo di imparare dall'esperienza per i passi successivi. Tradotto: si procede per gradi. La prossima fase prevede una sperimentazione con un gruppo ristretto di utenti, poi le prime corse senza operatore a bordo quando tutte le prove di sicurezza saranno complete. Il servizio prenotabile dall'app AmiGo dovrebbe diventare realtà nel 2027.
A muovere AmiGo è la RT6, il veicolo che Apollo Go ha presentato per la prima volta nel 2022 con un dettaglio che all'epoca sembrava fantascienza: un volante removibile. Completamente elettrica, capace di ospitare fino a tre passeggeri, la RT6 monta oltre trenta sensori per leggere l'ambiente circostante ed elaborare i dati direttamente a bordo.
Il volante è progettato per essere smontato nel momento in cui il servizio passerà alla guida totalmente autonoma. È la stessa promessa che Baidu ripete da anni, con una differenza non da poco: adesso è puntata su un mercato europeo, e non più solo sulle metropoli cinesi.
E i numeri della Cina sono la vera arma di Apollo Go. Nel primo trimestre del 2026 l'azienda dichiara milioni di corse completamente senza conducente, con un picco settimanale superiore alle 350.000 corse a marzo, in crescita del 120% su base annua. Ad aprile il totale cumulativo aveva superato i 22 milioni di viaggi pubblici in 27 città, con flotte che hanno percorso oltre 330 milioni di chilometri in modalità autonoma, di cui più di 220 milioni completamente senza pilota. Un'esperienza sul campo che nessun concorrente occidentale può vantare con la stessa scala.
Ed è qui che la notizia diventa interessante davvero. Baidu non si muove nel vuoto. Waymo, la controllata di Alphabet, ha messo nel mirino Londra e Tokyo come primi mercati internazionali e ha appena raccolto 16 miliardi di dollari in un round che la valuta 126 miliardi, con l'obiettivo di espandersi in oltre venti città.
La differenza sta tutta nella strategia di ingresso. Waymo punta al classico servizio commerciale di ride hailing, una corsa a pagamento in stile taxi. Baidu ha scelto invece una scorciatoia tanto astuta quanto solida: incastonarsi direttamente dentro un operatore di trasporto pubblico nazionale, presentando AmiGo come complemento al servizio di PostBus, soprattutto dove i mezzi tradizionali faticano ad arrivare.
Non è un cavillo di marketing. Significa entrare in Europa con la legittimità di un'istituzione pubblica federale alle spalle, trasformando il robotaxi da prodotto commerciale a vera e propria infrastruttura di mobilità. Come ha sintetizzato Stefan Regli, amministratore delegato di PostBus, con AmiGo la mobilità automatizzata nel trasporto pubblico diventa tangibile. E Nan Yang, vicepresidente di Baidu e responsabile della divisione di guida intelligente all'estero, ha definito il permesso una solida conferma della maturità della loro tecnologia.
l convitato di pietra di tutta questa storia è Tesla. L'azienda di Elon Musk promette robotaxi in mezzo mondo da anni, ma in Europa non possiede alcuna autorizzazione equivalente per il livello 4. Sul Vecchio Continente sta distribuendo l'FSD Supervised, ossia il suo sistema di assistenza alla guida di livello 2, quello in cui il conducente deve restare attento e con le mani vicine al volante.
La distanza, almeno sul piano regolatorio europeo, è netta. E mentre americani e cinesi si contendono titoli e valutazioni miliardarie, la Svizzera orientale si ritrova a essere, suo malgrado, il primo laboratorio a cielo aperto del robotaxi pubblico in Europa. Con un nome che è già tutto un programma: AmiGo.
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