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Nell'ottobre del 2019 Elon Musk salì sul palco davanti agli investitori e lanciò una di quelle profezie che hanno fatto la storia e la fortuna di Tesla: entro un anno la casa avrebbe avuto più di un milione di robotaxi circolanti sulle strade americane. Era il 2020 l'orizzonte. Oggi, primavera 2026, quel milione si è materializzato in un numero che fa quasi tenerezza: venti automobili.
Non un milione. Non centomila. Venti.
Il dato diventa ancora più significativo se si considera la direzione del fenomeno. La flotta robotaxi senza supervisione di Tesla negli Stati Uniti non solo è lontanissima dagli obiettivi annunciati, ma sta letteralmente rimpicciolendosi. Secondo i numeri raccolti dal servizio Robotaxi Tracker, nell'arco degli ultimi sette giorni le vetture realmente autonome attive erano appena venti: quattordici operative ad Austin, tre a Dallas e altre tre a Houston.
Il servizio tanto promesso era finalmente decollato in Texas lo scorso anno, partendo da un angolo recintato di Austin con tanto di safety driver a bordo pronto a intervenire. Da lì si era allargato a Dallas, Houston e all'area della Bay Area californiana. Ma il confronto con Waymo, l'azienda che ha costruito in silenzio il vantaggio competitivo di cui Musk continua a parlare, è impietoso: i numeri Tesla sono un errore di arrotondamento.
C'è poi un nodo geografico che Tesla non riesce a sciogliere. Le normative californiane continuano a impedire alla Casa di far circolare anche solo una vettura senza conducente nello Stato. E non è che pullulino robotaxi Tesla guidati da esseri umani: la flotta complessiva ha toccato il suo picco tra dicembre 2025 e gennaio 2026, per poi imboccare un declino costante.
Electrek riporta che nell'ultima settimana il totale delle auto operative, sommando vetture supervisionate e non, si fermava a trentaquattro unità. Ad aprile la Bay Area contava centosette veicoli attivi. Oggi ne restano nove. E quei mezzi californiani non sono mai stati veri robotaxi: viaggiavano con un autista in carne e ossa sotto il permesso Transportation Charter Party, esattamente come un normale servizio di ride hailing.
Allargando lo sguardo all'ultimo mese, il quadro non migliora. In tutti gli Stati Uniti il servizio ha impiegato novantadue veicoli, dei quali soltanto trentatré realmente senza supervisione. La maggior parte, cinquantadue per la precisione, circola nella Bay Area. Ma vale la pena ripeterlo: in California quelle auto le guida una persona.
Tesla non ha mai spiegato ufficialmente perché la sua flotta stia perdendo pezzi. La spiegazione più plausibile riguarda i problemi di sicurezza. Un'analisi diffusa lo scorso gennaio aveva rivelato un dato interessante: i veicoli della flotta robotaxi risultavano coinvolti in un incidente ogni 55.000 miglia, una frequenza circa quattro volte superiore alla media registrata dai conducenti umani.
Una distanza siderale, insomma, tra le diapositive mostrate agli investitori e l'asfalto reale. Il milione di robotaxi resta per ora quello che era nel 2019: una promessa.
Tesla
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