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Nel mondo dell’automotive, l’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento per la guida autonoma o per l’assistenza stradale: Bosch sta portando l’IA direttamente in pista. Il colosso tedesco sta lavorando su un Track Performance Assist, un assistente di guida ad alte prestazioni che utilizza telemetria, sensori avanzati e algoritmi intelligenti per aiutare i piloti a ottenere il massimo delle prestazioni dai loro veicoli su circuiti chiusi. L’obiettivo è fornire un supporto che massimizzi la velocità in curva, ottimizzi le traiettorie e migliori la gestione della frenata e dell’accelerazione, pur mantenendo il pilota al centro del controllo.
Bosch sta sviluppando una tecnologia che va oltre i classici sistemi di assistenza: qui non si tratta di sicurezza nei limiti stradali, ma di prestazioni pure in contesti ad alta velocità. Il sistema sfrutta i sensori già presenti sul veicolo, come radar, telecamere, GPS e dati di controllo dinamico, per raccogliere costantemente informazioni sulla posizione, velocità e assetto della vettura. Questi dati vengono elaborati da un sofisticato algoritmo di intelligenza artificiale che calcola la “curva ideale” per un determinato circuito e combina queste informazioni con la telemetria reale del pilota.
In sostanza, il software crea una sorta di mappa dinamica del circuito e suggerisce traiettorie e punti di frenata ideali, mostrando in tempo reale le deviazioni rispetto a una linea teorica di perfezione. Le istruzioni possono essere visualizzate sul display dell’auto o comunicate via segnali audio, così da non distogliere l’attenzione del pilota dalla guida.
A differenza dei normali sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance System) che puntano alla sicurezza stradale, come l’adaptive cruise control o il mantenimento di corsia, l’assistente di prestazioni per pista di Bosch si concentra sulla performance pura. L’intelligenza artificiale non solo osserva come guida il pilota, ma suggerisce miglioramenti specifici: dall’ottimizzazione dell’ingresso in curva alla gestione del freno senza superare i limiti di aderenza.
Questa tecnologia è frutto di anni di ricerca e test in varie nazioni, inclusi Stati Uniti, Germania e Giappone, come evidenziato in progetti correlati di Bosch Engineering dedicati al Track Performance Assist. Gli ingegneri combinano dati dei sistemi di controllo dinamico con algoritmi predittivi per consentire a ciascun guidatore di comprendere dove sta perdendo più tempo e come migliorarsi.
Al momento Bosch non ha ancora rilasciato una data ufficiale di lancio o specificato quali case automobilistiche adotteranno per prime questa tecnologia. Tuttavia, il sistema è già stato testato su vetture prestazionali come la Mercedes-AMG GT e l’Aston Martin DB12. L’assistente offre diversi livelli di sensibilità in base all’esperienza del pilota e alle prestazioni dell’auto.
Un elemento interessante è la possibilità di integrare questi sistemi anche in vetture di serie molto performanti oppure in futuri pacchetti opzionali dedicati alla guida in pista. Questo andrebbe a colmare un segmento fino ad oggi esclusivo di soluzioni aftermarket o telemetry box esterni, portando l’esperienza racing direttamente nel cuore dei sistemi di assistenza del veicolo.
Pur essendo progettato per migliorare le prestazioni, questo sistema Bosch non sostituisce il pilota. La filosofia alla base è infatti quella di “allenare” e supportare, non controllare autonomamente l’auto in circuito. Rimane cruciale la capacità di guida umana: il software fornisce indicazioni, ma è il pilota che deve decidere come applicarle.
Bosch sta inoltre esplorando come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in altri contesti automobilistici, non solo in pista, ma anche per migliorare l’esperienza di guida stradale, l’efficienza energetica e la sicurezza attiva dei veicoli. Questo si inserisce in una tendenza più ampia del gruppo, che considera l’IA come la tecnologia con il maggiore impatto futuro non solo nei veicoli ma nella società in generale.