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CITE 2014, Imola. Dalla rabbia alla gioia, nel segno del destino

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Termina a Imola la nostra avventura nel Cite con la Peugeot RCZ. Un weekend di forti emozioni, che ci ha portato dalla rabbia per l'ennesimo ritiro subito, alla gioia del podio, passando per un duello dal sapore unico

CITE 2014, Imola. Dalla rabbia alla gioia, nel segno del destino

Imola - Tutto é finito come é iniziato, ovvero con un incredibile duello con la Renault Clio Super2000 di Istvan Minach. In realtà, rispetto a quel primo sorpasso di Misano, sono cambiate molte cose perché il pilota valdostano é scomparso poco prima della gara del Mugello e della sua Clio si era ovviamente persa traccia fino all'appuntamento di Imola. Itan, così lo chiamavano gli amici, era davvero una cara persona: coriaceo in pista, amichevole nel paddock, era uno dei piloti del Circus del Campionato Italiano Turismo Endurance con cui avevo più socializzato. Ricordo benissimo di avergli chiesto di essere gentile in eventuali lotte con me, semplicemente per mere questioni di budget, e lui per tutta risposta sfoggiò un gran sorriso e dicendomi di stare tranquillo perché i danni costavano cari anche a lui...

notarnicola minach
La lotta con la Renault Clio di Minach, guidata da Notarnicola, è stata un segno del destino

Ciao Itan: un segno del destino

Una gran personalità, un pilota eccezionale, che ricordo sempre con grande piacere ed a cui ho dedicato parte della grafica della mia RCZ Cup con un Ciao Itan che riprendeva il logo dell'azienda di cui era al vertice e di cui la sua Clio portava in pista i colori tricolore. Era bellissimo vederlo guidare. Coraggio da vendere. Ecco perché, oltre all'aspetto umano che avevo ritrovato anche in varie chat su Facebook, mi piaceva da matti come pilota. Insomma tra me e lui c'era una sorta di legame e devo ammettere che venerdì pomeriggio, quando ho visto la sua Clio guidata da Notarnicola, ho pensato che fosse un segno del destino. Qualcuno, evidentemente, voleva che la mia prima stagione da pilota si chiudesse come era iniziata, ovvero con un duello all'ultima curva proprio con quella Clio.

 

Pronti via il venerdì sera salgo in macchina dopo alcune settimane di stop ma ritrovo molto velocemente gli automatismi. Le libere scorrono veloci ma giro maledettamente alto rispetto al target che mi ero prefissato. Un po' le gomme, un po' la pista, ma da quel 2'05" che mi ero messo in testa sono rimasto distante di almeno un secondo. Qualcosa non mi torna e la cosa mi stupisce non poco visto che Imola é certamente una delle piste dove da sempre mi sento più a mio agio. Devo fare qualcosa. Prima di tutto tornare indietro sull'assetto della vettura che a Vallelunga avevamo modificato per essere più veloci nello stretto: da 5,5 gradi di camber, contro la volontà del mio compagno di squadra, impongo di tornare a 4,5.

Prendo il video della gopro, taglio il giro migliore e lo mando neanche fossi la Ferrari, al mio personalissimo laboratorio di analisi: #Masterchampion, alias Milos Pavlovic

Chiamo il mio laboratorio di analisi: Milos Pavlovic 

La cosa non mi aveva convinto nemmeno sul circuito di Campagnano, perché le Avon non  hanno il grip delle Pirelli o delle Michelin e levare troppa impronta a terra rende inutilmente aggressiva la vettura, ma in certi tratti della pista laziale ci dava effettivamente un vantaggio e se non altro faceva sentire più a proprio agio il mio compagno. Anche qui apparentemente la soluzione sembra buona, perché l'inserimento in curva è leggermente più veloce. A cambiare, però, è il bilanciamento a metà curva perché in appoggi come quelli del centro Villeneuve o delle Acque Minerali con quel setup si rischia di essere scambiati per un marinaio di Luna Rossa in un cambio di rotta piuttosto che per un pilota di macchine: insomma si perde più di quello che si guadagna è così non va bene. Prendo poi il video della gopro, taglio il giro migliore e lo mando neanche fossi la Ferrari, al mio personalissimo laboratorio di analisi: #Masterchampion, alias Milos Pavlovic, lo apre e nel giro di un paio d'ore mi risponde con una serie di consigli che si riveleranno fondamentali per il mio miglioramento.

 

milos consigli

 

 

Sono poco aggressivo in alcune curve e sbaglio traiettorie in altre, ma ho coraggio da vendere in Piratella - dove sono l'eroe dei commissari oltre che di Milos - e questo è certamente uno dei miei punti di forza, anche mentali: quella è una delle curve più difficili al mondo e sentirmi a posto lì mi fa pensare che è solo questione di lavorare di fino su altri aspetti per far venire fuori il tempo. Cosa che in effetti avviene il giorno successivo. Con gomme nuove, in qualifica, stampo in un baleno un 2'04.9 che mi regala grande energia ma poi sono costretto a rinunciare all'obiettivo di arrivare a mezzo secondo dal 2'03 alto per via di un problema al cambio: la paletta di sinistra, infatti, non ne vuole sapere di chiamare correttamente le marce in scalata rendendo inguidabile la mia coupettina francese.

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La Peugeot RCZ è molto robusta e non ha grossi problemi a danzare sui cordoli

 

Provo un reset a bordo pista, ma niente. Evidentemente c'è qualcosa di meccanico/elettrico che non fa lavorare correttamente il sistema. Peccato. "Raffredda tutto e rientra. La sessione per noi è finita" mi urla Mattia Capelli (il mio capo macchina) in cuffia ed io mestamente obbedisco e porto lentamente la RCZ griffata Città della Speranza al parco chiuso. Sono undicesimo assoluto in una corsa in cui prendo il via con l'auto meno potente: avrei forse potuto guadagnare un'altra posizione in griglia, ma questa volta non è realmente dipeso da me ed il fatto di avere nel piede il passo dei migliori trofeisti dello scorso anno mi fa sentire molto bene per i miei stint di gara 1 e gara 2.

La rabbia in Gara 1

Meno bene, invece, l'avventura imolese del mio 17enne compagno di squadra. Il circuito del Santerno non è Vallelunga e qui l'inesperienza o l'indecisione si paga a caro prezzo. Così come un approccio a mio modo di vedere non corretto al weekend di gara. Qui a Imola deve essere tutto perfetto a livello mentale così come deve essere massima la predisposizione a capire e lavorare sui propri errori... altrimenti il rischio é quello di essere suonati da tutti in tutte le sessioni rimanendo per di più confinati nei propri limiti. Un mix esplosivo che non ha permesso a Riccardo di lavorare bene e che gli ha pregiudicato entrambe le corse, in particolar modo la prima dove una moneta ha deciso il suo destino il venerdì pomeriggio: sarebbe stato lui, infatti, a prendere il via in gara 1. Il sabato notte diluvia ed io con la mia fidanzata e tutti i meccanici ci concediamo una eccezionale grigliata sotto la tenda, a pochi metri dalle vetture. È una bella sensazione, si parla con filosofia da bar della F1, di MotoGP, di politica e di stupidaggini varie. Insomma si sta assieme facendo gruppo. Tra me e me penso però che la pioggia non sarà d'aiuto a Riccardo perché con il sole previsto l'indomani mattina si partirà certamente con setup dry in una pista ancora bagnata nelle solite zone umide di Imola: Piratella, Acque Minerali, staccata Variante Alta e staccata Tamburello.

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L'ultimo podio dell'anno. E' il momento di festeggiare

 

Insomma i punti peggiori ed infatti la corsa è un disastro. Ricky parte male, non riesce a tenere nemmeno il passo della Mègane RS superproduzione di Toby e dimostra di essere effettivamente in difficoltà con tempi elevatissimi. In qualche modo, a furia di girare, la pista ed il ritmo migliora leggermente e con l'avvicinarsi della metà corsa inizio a vestirmi. Non faccio nemmeno in tempo a mettermi il casco che dal megafono sento pronunciare la parola safetycar. É Riccardo. Ha tirato a muro l'auto al Tamburello. Il pilota si ritira, immagino chissà quali danni e spero che non si sia fatto nulla visto che in cuffia i meccanici non hanno capito nulla della comunicazione pre-ritiro. Mi svesto, seguo il finale di corsa avvincente di Vicky Piria ed Alberto Sabbatini sulla RCZ-R ufficiale, e poi mestamente me ne torno alla tenda con i ragazzi sperando che la vettura sia in ordine per gara due.

Penso quindi che sia il caso di mandare giù il terzo boccone amaro della stagione trasformando l'arrabbiatura in energia da utilizzare in gara 2

La RCZ poteva ancora correre!

Camminando la vedo da distante è già in parco chiuso e man mano che mi avvicino noto che a parte qualche grattata su paraurti, faro e parafango la vettura è perfettamente marciante. Non ha nulla. La cosa mi fa infuriare, arrivo a sperare che l'auto abbia avuto qualche problema tecnico, ed invece poi sotto la tenda verifichiamo che tutti i parametri sono in ordine. Ergo Riccardo ha abbandonato la vettura privando me del mio stint, la squadra di un arrivo e la corsa di una vettura. Chi considera sacre le corse , come chi vi scrive, sa bene quanto sia grave una cosa del genere. Mi infurio, mi passa, mi infurio, mi passa. Del resto Riccardo ha solo 17 anni e per uno non abituato a mangiare pane e corse, come il coetaneo Max Verstappen per intenderci, non è facile affrontare la sfida di una gara così difficile. Penso quindi che sia il caso di mandare giù il terzo boccone amaro della stagione trasformando l'arrabbiatura in energia da utilizzare in gara 2. Nel frattempo Mattia, Moreno e Stefano lavorano duramente sulla RCZ R distrutta da Sabbatini e provvedono al riassesto della mia, che con un po' di pulizia e di nastro americano non si può certamente definire bella come Franzandesign l'ha disegnata ma se non altro perfettamente in grado per scendere in pista alle cinque.

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Ponzio in Gara 1 danneggia la RCZ e abbandona l'auto in pista anche avrebbe potuto ancora correre

 

Mangiamo, guardiamo la F1 nella hospitality Peugeot e trovo il tempo anche per schiacciare un pisolino nel camion: sembra impossibile ma una delle cose più stressanti del CITE non sono le corse ma il tempo infinito che divide gara 1 da gara 2. Quando mi risveglio capisco che sono davvero carico, ho voglia di guidare per l'ultima volta la mia RCZ Cup. E voglio farlo davvero al meglio. Salgo in auto, mi godo ogni momento, dal risucchio in quel guscio Sparco sulle prime sempre troppo stretto fino alla procedura di avviamento che prevede l'uso in sequenza di tre tasti: generale, attuatore del cambio ed avviamento. Wrooom, Lascio la tenda, con i soliti sussulti della frizione racing e mi dirigo in pitlane. Mi sento davvero bene, ho messo da parte tutto e penso solo a fare il massimo nel mio stint. Quello che verrà dopo da Riccardo, a questo punto, non conta più. Ho due passaggi box consentiti dalla direzione corsa e così ne approfitto per valutare la condizione della pista dopo una veloce scaldata alle gomme. Cerco di capire la condizione dell'uscita Piratella, perché quasi solo io la faccio in quel modo e non sono certo che il passaggio delle auto l'abbia effettivamente asciugata. Poi cerco di ripassare mentalmente i consigli di Milos andando a cercare una linea migliore all'ingresso delle Acque ed in Variante Alta.

 

L'errore di #Masterpilot alla Piratella

L'ultima corsa dell'anno: voglio dare tutto

Sono a posto. Mi schiero. Sono undicesimo, sul lato interno, quello che preferisco. Ho belle sensazioni, mi sento abbastanza al sicuro perché a fianco ho la Clio di Minach e davanti la RCZ R di Sabbatini e la BMW di Fumagalli. Tutte persone di cui mi fido e con cui è un onore avere a che fare. Mattia mi stringe la mano e per la prima volta anche Moreno, capo macchina della RCZ R entra dalla porta destra e mi dice di godermela. Mi rendo conto che è davvero l'ultimo giorno di scuola e devo lasciarmi andare. Si parte e dopo un giro di formazione molto lento entriamo sul rettifilo del via. 

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Durante l'ultima gara di Imola Perucca ha voluto ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicini durante la stagione con due enormi cuori sulle portiere

 

Avevo già visto anche nelle altre corse della giornata che il verde veniva dato molto tardi nelle partenze lanciate e la nostra non è da meno. Penso che la cosa sia positiva e cerco di infilarmi ai limiti del regolamento a fianco della gemella potenziata per sfruttare al meglio il via. Arriva finalmente il verde, parto anche bene ma le altre vetture hanno più motore della mia Cup è mi ritrovo un po' in difficoltà. Lascio dunque sfilare la Clio pensando sia un buon riferimento ed in effetti lo è visto che alziamo subito il ritmo. Andiamo molto forte, ma alla Piratella accade qualcosa che non avevo calcolato: entro come al solito lanciando il cuore oltre l'ostacolo ma l'erba fuori, nonostante avessi controllato nei giri di ricognizione, è bagnata quel tanto che basta scomporre la mia RCZ Cup...

 

Il gioco si fa duro, giochiamo, non ho alternativa. La zetina a 140 km/h in discesa, mezza sull'asfalto e mezza sull'erba bagnata - che poi diventa ghiaia... - non è il massimo e devo fare l'impossibile per tenerla dentro. Non ho pensato un solo istante, però, che mi sarebbe potuto succedere qualcosa: sembrerà impossibile ma mentre smulinellavo sul volante mi sembrava di essere in sella alla mia mountain bike lanciato a sessanta all'ora in una discesa nel bosco. Condizione che adoro e che mi fa sentire vivo come poche cose al mondo. Come sulla bici l'unico modo per non schiantarsi é quello di lasciare velocità e così ho fatto alleggerendo solo poco il gas. Ne esco bene, tanto che alla fine del giro perdo solo una cinquantina di metri dalla Clio. Il peggio è passato e mi rilancio al suo inseguimento.

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L'ultima gara dell'anno si è conclusa nel migliore dei modi, con tante emozioni e divertimento in gara

 

Giro leggermente più veloce della Super2000 tricolore e sento di avere in canna il sorpasso, proprio come a Misano. Penso che sarebbe bello finire la stagione come l'ho iniziata, con un sorpasso a quella Clio, anche per tutti i significati intrinsechi della cosa: giro dopo giro penso che Minach sarebbe stato contento di una bella lotta a coltello tra me e lui è al ventesimo minuto dopo una lunga rincorsa finalmente riesco a raggiungere ed attaccare Notarnicola. Sfrutto bene la scia, sembra andare tutto per il verso giusto, mi apro sulla leggera piega a sinistra che dopo i box portano al Tamburello e tiro una bella staccata. Lo passo. Sono davanti. Penso che sia fatta ed invece qualcosa nella staccata non va, forse nello spostare il piede sul freno o tenuto una leggera pressione anche sul gas: sta di fatto che arrivo leggermente lungo e mi ritrovo a saltare come una cavalletta sul cordolo interno.

Che manovra!

Cosa che mi fa tornare in mente gara 1 con la Kia Venga della BRC, dove in dopo una azione di sorpasso all'esterno mi sono ritrovato senza una gomma proprio per colpa di quei rallentatori... L'atterraggio è violento ma so bene che la mia Peugeot su queste cose è molto robusta della coreana gommata stradale. Un bel controsterzo, gas spalancato, mi rimetto in linea mantenendo la posizione acquisita. Non è però finita. Come il buon Milos mi ha spiegato diverse volte la cosa più difficile per un pilota è quella di non fare errori dopo che ne hai commesso uno la curva precedente. Ed infatti l'errore al Tamburello arriva. Per difendermi dal contro attacco di Notarnicola stacco tardi alla Villeneuve ed entro a velocità warp. Mi sembra però che tutto vada per il meglio ma nella piega verso destra la posteriore sinistra mi molla, fortunatamente in modo molto progressivo, e lancia il posteriore della mia RCZ verso l'esterno. Penso subito ad una toccata di Notarnicola o ad una foratura, ma sono solo momenti. Prima di ragionare su qualsiasi problema della vettura devo pensare a come venire fuori dai guai.

Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno dato una mano e sopportato: persone che prendono posto anche nel maxi cuore che ha campeggiato sulla fiancata della vettura per tutto il weekend

 

Anche ora, come ad inizio gara alla Piratella, non penso per un solo istante alla possibilità di stampare la macchina sul muro. È già successo quest'anno che parta in questo modo, una anche al Mugello, e ce l'ho sempre fatta a riprenderla. Questa volta, a differenza delle altre, non c'è però asfalto sotto le ruote...ma ghiaia. Inizio la manovra di controsterzo, passo sul cordolo, ho una coordinazione perfetta col gas. Sono in quarta, marcia un po' alta, ma fortunatamente il mio mille sei turbo ha coppia a sufficienza per spingere fuori il muso e dopo una lunga divagazione sulla sabbia, con lo sterzo a pacco e la giottina a bandiera, riesco ad uscire mantenendo anche sufficiente velocità per una nuova lotta.

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Con il weekend di Imola si è chiusa la stagione. Appuntamento al 2015?

Ci revediamo il prossimo anno?

Decido di tenermi al centro ma capisco subito che è la posizione peggiore per farmi fare a fette. La Clio ha più slancio ed il Cinquone di Mario Ferraris troppi cavalli per tentare stupidamente di contenere l'attacco. Cerco quindi di limitare i danni, facendomi  passare all'esterno da Notarnicola ed all'interno dal bellissimo cinquino "overclockato", cercando di preparare al meglio un nuovo sorpasso sul dritto. Esco a bomba dalla Piratella, mi incollo nuovamente alla Clio ma quando è ormai ora dell'attacco Notarnicola entra ai box relegando una nuova battaglia, forse, al prossimo anno. Il giro successivo tocca anche a me. Devo cedere la Peugeot a Ponzio, aspettando che la porti a fine corsa. Cosa che questa volta riesce a fare regolarmente.

 

È podio, siamo primi di classe. È l'ultima grande soddisfazione di una stagione eccezionale, in cui voglio davvero ringraziare tutti quelli che mi hanno dato una mano e sopportato: persone che prendono posto anche nel maxi cuore che ha campeggiato sulla fiancata della vettura per tutto il weekend. Un ringraziamento speciale va anche alla RCZ: non so se il prossimo anno ci rivedremo da compagni di avventura o da avversari. Quel che è certo è che sei una grande macchina e sarai sempre nel mio cuore. Tuo #Masterpilot.

 

L'incredibile manovra di Perucca sulla Peugeot RCZ in Gara 2 a Imola

 

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