Diesel Euro 5, il Piemonte cancella il blocco. La Lombardia no: ecco cosa cambia dal 1° ottobre

Diesel Euro 5, il Piemonte cancella il blocco. La Lombardia no: ecco cosa cambia dal 1° ottobre
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Dal 1° ottobre 2026 un diesel Euro 5 potrà continuare a circolare a Torino, mentre sarà soggetto a nuove limitazioni entrando a Milano, Monza, Bergamo o Brescia. Il Piemonte ha scelto misure alternative contro lo smog, ma nelle altre Regioni del Bacino Padano il blocco resta
13 luglio 2026

Stessa automobile, regole completamente diverse a pochi chilometri di distanza. Dal 1° ottobre 2026 il Piemonte non introdurrà il previsto blocco strutturale delle auto diesel Euro 5, mentre in Lombardia le limitazioni restano confermate nelle quattro principali aree urbane della Regione. La decisione piemontese interessa circa 307.000 veicoli Euro 5 e segna una netta differenza rispetto alle strategie adottate da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Attenzione, però: non si tratta di un’esenzione riservata esclusivamente alle auto alimentate con HVO. Il Piemonte ha cancellato il blocco per tutti i diesel Euro 5, sostituendolo con un pacchetto di interventi considerati equivalenti dal punto di vista della riduzione delle emissioni.

Diesel Euro 5: la situazione dal 1° ottobre 2026

In sintesi:

• Piemonte: il nuovo blocco strutturale è stato cancellato;

• Lombardia: lo stop resta a Milano, Monza, Bergamo e Brescia;

• Veneto: limitazioni stagionali nei principali centri urbani interessati;

• Emilia-Romagna: blocco previsto in una platea più ampia di Comuni.

Orari, territori ed eventuali alternative come MoVe-In cambiano però da una Regione all’altra.

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Il Piemonte salva oltre 300.000 diesel Euro 5

Il Piemonte avrebbe dovuto introdurre il divieto nell’area metropolitana di Torino e nel Comune di Novara, i due territori regionali coinvolti dalle nuove disposizioni sui centri urbani con più di 100.000 abitanti. La Regione ha però aggiornato il proprio Piano per la qualità dell’aria, sostituendo il fermo dei veicoli con una serie di misure compensative.

Dal 1° ottobre, quindi, chi possiede un’automobile diesel Euro 5 potrà continuare a circolare in Piemonte senza essere obbligato a cambiare vettura, aderire a MoVe-In o utilizzare necessariamente un carburante specifico. Rimarranno naturalmente valide le limitazioni già previste per i mezzi più vecchi e potranno essere adottate misure temporanee in caso di elevato inquinamento atmosferico.

HVO, incentivi fino a 100 euro: ma non sarà obbligatorio

Una delle misure più discusse riguarda l’HVO, il carburante diesel rinnovabile prodotto a partire da materie prime di origine biologica. Il Piemonte ha annunciato un fondo da 14 milioni di euro destinato a incentivare il suo utilizzo sui veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6, oltre che sui mezzi del trasporto pubblico. Il programma dovrebbe partire durante l’inverno 2026 e prevedere contributi annuali indicativamente compresi tra 50 e 100 euro, erogati attraverso carte carburante dedicate.

L’uso dell’HVO, tuttavia, non sarà una condizione per continuare a circolare. Anche i proprietari che utilizzeranno gasolio tradizionale non saranno soggetti al nuovo blocco strutturale degli Euro 5. Gli incentivi al biocarburante fanno parte di un pacchetto più ampio che comprende interventi sul riscaldamento degli edifici, trasporto pubblico, mobilità condivisa, forestazione urbana, velostazioni e sistemi intelligenti per la gestione del traffico.

Lombardia: dove scatterà il blocco degli Euro 5

In Lombardia la situazione è diversa. Dal 1° ottobre 2026 le autovetture diesel Euro 5 saranno soggette a limitazioni nelle aree urbane di:

• Milano;

• Monza;

• Bergamo;

• Brescia.

Il divieto sarà valido dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi infrasettimanali, nella fascia oraria compresa tra le 7:30 e le 19:30. A differenza delle limitazioni stagionali adottate in altre Regioni, il provvedimento lombardo è previsto durante tutto l’anno. Per Milano bisogna comunque ricordare che Area B impone già restrizioni a numerose auto diesel Euro 5. Per alcuni automobilisti, quindi, il 1° ottobre 2026 non rappresenterà il primo vero divieto di ingresso nel capoluogo.

MoVe-In resta un’alternativa, ma con un limite di chilometri

I proprietari di un diesel Euro 5 che non intendono sostituire l’auto potranno valutare l’adesione a MoVe-In. Il sistema consente di superare il tradizionale divieto basato su giorni e orari, assegnando al veicolo una soglia massima di chilometri percorribili ogni anno. La distanza viene calcolata attraverso una scatola nera installata sull’auto.

MoVe-In non permette però di circolare senza limiti. Una volta esaurito il chilometraggio concesso, il veicolo torna a essere soggetto alle restrizioni. Il sistema, inoltre, non garantisce automaticamente l’accesso alle ZTL o alle aree comunali regolate da disposizioni autonome.

Veneto: stop stagionale agli Euro 5

Anche in Veneto il blocco dei diesel Euro 5 resta previsto dal 1° ottobre 2026 nei Comuni e negli agglomerati urbani interessati dalle norme regionali. La limitazione ordinaria avrà carattere stagionale e sarà applicata dal 1° ottobre al 30 aprile, dal lunedì al venerdì, tra le 8:30 e le 18:30.

Il territorio effettivamente coinvolto dipenderà anche dalle ordinanze adottate dai singoli Comuni. In Veneto è disponibile MoVe-In, ma il sistema non consente di circolare durante le domeniche ecologiche o nei giorni in cui vengono attivate misure emergenziali per il superamento dei livelli di PM10.

Emilia-Romagna: il blocco coinvolge più Comuni

L’Emilia-Romagna prevede un’applicazione territorialmente più estesa. Dal 1° ottobre 2026 lo stop ai diesel fino a Euro 5 compreso dovrebbe interessare:

• i Comuni con più di 30.000 abitanti;

• l’agglomerato urbano di Bologna;

• alcuni Comuni che hanno aderito volontariamente alle misure regionali.

Il divieto ordinario sarà valido dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 marzo. In alcune zone gli Euro 5 sono già coinvolti nelle domeniche ecologiche e nei provvedimenti emergenziali attivati durante i periodi di maggiore inquinamento.

Perché Piemonte e Lombardia hanno scelto strade opposte

La normativa nazionale consente alle Regioni di evitare il blocco automatico degli Euro 5 introducendo misure alternative capaci di ottenere una riduzione equivalente delle emissioni. Il Piemonte ha deciso di utilizzare questa possibilità, costruendo un piano che non passa dal fermo diretto delle automobili.

La Lombardia, almeno per il momento, mantiene invece il blocco nei quattro principali centri urbani. Veneto ed Emilia-Romagna proseguono sulla stessa linea, anche se con territori, calendari e orari differenti. Il risultato è un quadro frammentato: un’automobile che può circolare liberamente in Piemonte potrebbe essere soggetta a limitazioni poche decine di chilometri più in là.

Prima di partire bisognerà controllare anche le regole comunali

La situazione potrebbe ancora cambiare prima del 1° ottobre 2026. Le Regioni possono aggiornare i propri piani, mentre i Comuni possono adottare ordinanze più restrittive rispetto alla disciplina regionale. Chi possiede un diesel Euro 5 dovrà quindi verificare non soltanto le regole della propria Regione, ma anche quelle della città di destinazione. La differenza più evidente, per ora, resta quella tra Piemonte e Lombardia: da una parte il blocco è stato cancellato, dall’altra è ancora pronto a entrare in vigore.

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