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Elezioni Milano 2016: la nuova mobilità secondo Sala e Parisi

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Fioccano le proposte dei candidati alla poltrona di sindaco: dal “cartellino giallo” al posto della multa dei dem alle rotonde “alla francese” del centrodestra

Elezioni Milano 2016: la nuova mobilità secondo Sala e Parisi

Tempo di campagna elettorale a Milano, dunque tempo di proposte, idee, soluzioni che chi sarà eletto, dopo il verdetto delle urne e i brindisi di rito, dovrà provare a mantenere. E chissà se saranno state solo parole...

Il dibattito è caldo soprattutto su un tema: la mobilità. Problematica a Milano, la città della tangenziale sempre intasata, dell'Area C, delle ZTL e delle multe, tante multe: 3,5 milioni nel 2015, 9.600 al giorno, per una media di 139 euro cada milanese.

Il tema è dunque molto sensibile e la fazione più agguerrita è quella del PD, che si è presa la briga di convocare la stampa per far spiegare dal segretario Pietro Bussolati, dall'assessore alla Sicurezza Marco Granelli e dall'assessore alla Mobilità e all'Ambiente Pierfrancesco Maran cosa ha in mente l'amministrazione piddina del dopo-Pisapia.

La proposta più eclatante è quella del “cartellino giallo” per le ZTL: in soldoni, chi entra senza permesso la prima volta non verrà multato, ma solo “ammonito”. Come? Via mail dopo essersi iscritti a un nuovo portale che al milanese servirà anche a gestire permessi e multe, che potranno essere pagate «evitando le spese postali». Quando sarà online questo portale? Entro metà del 2017, sempre se ad essere eletto sarà Giuseppe Sala

Sempre in tema di mobilità “hi tech”, i dem promettono anche la app unica con la quale si potrà pagare «Ogni tariffa legata al mondo dell'auto e dei trasporti», soste e Area C comprese. Non solo: la sezione milanese del partito di Renzi annuncia l'arrivo dello “smart parking”: attraverso dei sensori installati negli stalli di sosta si conoscerà in anticipo «il tasso di riempimento della sosta nelle singole vie», evitando così di dover girare a vuoto in cerca di parcheggio. E poi via libera alla “Milano Card”, un abbonamento unico «sul modello della Oyster Card (di Londra, ndr)» che servirà anche l'hinterland e il cui obiettivo è «riuscire ad integrare nel sistema anche le ferrovie e i sistemi di sharing». 

Anche il fronte del centrodestra che promuove la candidatura a sindaco di Stefano Parisi ha le sue idee in merito. Immancabile nel programma elettorale la app, che però nel caso del candidato di centrodestra servirà a «segnalare buche, segnaletica orizzontale o verticale difettosa e altri problemi relativi alla mobilità in tempo reale», mentre andando più sul concreto si propone l'«estensione della copertura dei collegamenti ATM in orario notturno», il servizio BikeMI atttivo 24 ore su 24, il completamento della M4 e il posizionamento di barriere fonoassorbenti per tutta la rete ferroviaria che attraversa Milano. 

Pensati per chi si sposta in auto sono il «sistema integrato di segnalazione delle migliori vie di accesso a Milano in modo intelligente segnalando la via di accesso meno congestionata (tunnel Gattamelata, Corvetto, via Fermi) e di tutti i posti disponibili dei parcheggi sotterranei privati e convenzionati» e la «sostituzione ove possibile degli incroci regolati da semafori con rotonde alla francese e dei semafori che regolano attraversamenti pedonali con meccanismi di rallentamento del flusso veicolare». 

  • Marcomarcos, Milano (MI)

    Qui non ci vuole lo slogan della nuova mobilità, più o meno sempre lo stesso.
    Ma nuova mentalità, sempre più difficile. Vedi l'articolo Autovelox di Milano, la multa era ingiusta: vince il ricorso, ma non arrivano le scuse. E la risposta arriva da sè.
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