Eredità Agnelli: pronta la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann. Cosa succede ora e perché non è automatica una sua uscita da Stellantis o Ferrari

Eredità Agnelli: pronta la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann. Cosa succede ora e perché non è automatica una sua uscita da Stellantis o Ferrari
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Il rinvio a giudizio di John Elkann per l’eredità Agnelli apre un fronte giudiziario delicato, ma senza automatismi sulla governance di Stellantis e Ferrari: ecco cosa prevedono davvero le regole e cosa può succedere ora.
9 gennaio 2026

La Procura di Torino ha predisposto la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di John Elkann, presidente di Stellantis e chairman di Ferrari, e del commercialista Gianluca Ferrero nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sulla controversa eredità di Gianni Agnelli. 

La decisione segue un ordine del Gip Antonio Borretta che, lo scorso dicembre, aveva respinto in parte la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura su alcuni capi d’accusa, disponendo la cosiddetta imputazione coatta. 

Le contestazioni fiscali e l’origine dell’indagine

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il provvedimento riguarda due capi d’accusa di dichiarazione infedele per il periodo successivo alla morte di Marella Caracciolo Agnelli, vedova di Gianni Agnelli. Le accuse sono legate alla gestione delle dichiarazioni dei redditi degli anni 2019 e 2020, ritenute non completamente veritiere per un presunto intento di evasione fiscale. 

La Procura aveva inizialmente proposto l’archiviazione, ma il Gip ha accolto solo in parte la richiesta, imponendo invece ai magistrati di formulare l’accusa. La posizione di Elkann e Ferrero ora dovrà essere esaminata in un’udienza preliminare. 
 

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Il contesto giudiziario e la messa alla prova

Parallelamente a questo sviluppo processuale, si attende l’udienza fissata per 11 febbraio, dedicata alla proposta di messa alla prova per Elkann: un istituto che può estinguere il reato attraverso l’esecuzione di lavori socialmente utili, previo versamento di somme concordate con l’Agenzia delle Entrate. Elkann ha già versato circa 183 milioni di euro per chiudere il contenzioso principale legato all’eredità, ma quel processo riguarda un filone separato dall’accusa di dichiarazione infedele ora riaperto. 

La messa alla prova, che aveva raccolto l’accordo tra difesa e Procura, era considerata dai legali atto favorevole per evitare il processo principale; tuttavia, l’imputazione coatta – e dunque la possibile apertura di un processo per queste nuove contestazioni – rende il quadro giudiziario più complesso

Le implicazioni per Stellantis e Ferrari

La notizia ha provocato immediata attenzione nei palazzi della finanza e dell’industria, soprattutto per il ruolo istituzionale di Elkann alla guida di due colossi come Stellantis e Ferrari. Oggi non esistono normative italiane che impongano dimissioni automatiche da presidenza di società quotate in caso di richiesta di rinvio a giudizio, né alcuna disposizione che imponga l’uscita da incarichi industriali o societari in fase così preliminare del processo.

In particolare – e contrariamente ad alcune ricostruzioni che erano circolate nelle ultime ore – non è la normativa della SEC americana (U.S. Securities and Exchange Commission) a determinare il requisito delle dimissioni di un presidente in caso di rinvio a giudizio. La SEC non prevede un obbligo di questo tipo solo perché una persona è sotto accusa: ciò che conta, piuttosto, sono eventuali violazioni delle regole di disclosure finanziaria, trasparenza corporate o manipolazione del mercato

Cosa cambia a questo punto

La fase che si apre ora è quella dell’udienza preliminare, in cui il giudice dovrà valutare le prove raccolte e decidere se rinviare a giudizio formalmente Elkann e Ferrero. Anche in caso di rinvio, non è prevista alcuna decadenza automatica dai ruoli societari: eventuali decisioni di dimissione, se mai dovessero essere prese, saranno frutto di scelte personali o di decisioni dei consigli di amministrazione, fondate su considerazioni di governance piuttosto che su obblighi di legge.

Inoltre, la vicenda giudiziaria principale legata alla successione di Marella Caracciolo prosegue ancora per altri fronti, tra cui la parte civile e i contenziosi sulla validità di accordi ereditari, che restano in parallelo all’iter penale in corso. 

Il quadro politico e finanziario

L’attenzione internazionale alla vicenda è alta: Elkann è tra i profili più influenti nel mondo dell’automotive globale, e qualsiasi evoluzione giudiziaria potrebbe avere ripercussioni mediatiche e di immagine per i gruppi che presiede, così come riflessi sui mercati finanziari. Tuttavia, al momento non risultano procedure legali — né in Italia né negli Stati Uniti — che impongano un passo indietro immediato dalla guida di società quotate per effetto di una richiesta di rinvio a giudizio.

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