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Fiat-Chrysler, bene i conti del primo trimestre 2015

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Nella conference con gli azionisti l'amministratore delegato Sergio Marchionne ha anche parlato dei problemi che derivano dalla dipendenza dal capitale del settore auto in una analisi intitolata "Confessioni di un drogato di capitale"

Fiat-Chrysler, bene i conti del primo trimestre 2015

Fiat Chrysler Automobiles ha archiviato con un utile netto di 92 milioni di euro il primo trimestre 2015, con una netta inversione di tendenza rispetto al 2014 in cui lo stesso periodo si era chiuso con una perdita di 173 milioni di euro. Nei primi tre mesi FCA ha realizzato ricavi in aumento del 19% a 26,4 miliardi di euro, con 1,1 milioni di veicoli consegnati a livello globale in calo del 2% sul primo trimestre 2014. 

Bene Jeep, male il mercato sudamericano

Le vendite globali di FCA si sono fermate a quota 1.095.000, contro le 1.113.000 del primo trimestre 2014. La contrazione è dovuta soprattutto al -34% sul mercato sudamericano e al -13% nell'area Asia-Pacifico. Sale soprattutto Jeep, con consegne in aumento dell'11% e vendite in crescita del 22%.

 

Nel primo trimestre 2015, i ricavi sono stati pari a 26,4 miliardi di euro, in crescita di 4,3 miliardi di euro (+19%; +4% a parità di cambi di conversione) rispetto ai 22,1 miliardi di euro dell’analogo periodo del 2014.  Confermati target per l'anno in corso: consegne tra 4,8 e 5 milioni di veicoli, ricavi di circa 108 miliardi di euro, adjusted ebit tra 4,1 e 4,5 miliardi, utile netto tra 1 e 1,2 miliardi e indebitamento netto industriale compreso tra 7,5 e 8 miliardi di euro. 

Apple e Google possibili interlocutori

Nella conference call con gli analisti Sergio Marchionne ha presentato la sua analisi spiritosamente intitolata "Confessioni di un drogato di capitale": 26 slide per illustrare la dipendenza da capitale del settore auto. Sotto la lente di Marchionne soprattutto i costi di sviluppo, che «stanno consumando valore a un tasso molto più rapido rispetto ad altri settori».

 

A margine l'amministratore delegato di FCA ha parlato anche di Apple e Google, con cui «si potrebbe parlare». Marchionne ha individuato i due colossi americani come possibili interlocutori per ridurre gli elevati costi nell'industria automotive se l'industria non rispondesse all'appello lanciato da Fca per tagliare i costi. 

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