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Fusione FCA-PSA, Tavares: «Non ci sono ostacoli»

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Carlos Tavares, CEO di PSA, fa il punto sullo stato dell'arte dell'iter per la fusione paritaria con FCA

Fusione FCA-PSA, Tavares: «Non ci sono ostacoli»

Prosegue l'iter burocratico per la fusione paritaria tra FCA e PSA: per rispettare le tempistiche previste per il perfezionamento dell'operazione - dai 12 ai 15 mesi - FCA e PSA hanno già inoltrato 14 delle 24 domande necessarie alle autorità antitrust. A rivelarlo - lo riporta Automotive News - è stato il CEO del gruppo transalpino, Carlos Tavares, che ricoprirà la stessa carica anche nella società frutto della fusione. 

Due nodi potenzialmente complessi da sciogliere per le autorità dell'Antitrust sono quelli legati al mercato europeo dei piccoli veicoli commerciali e di quello delle vetture di segmento A nel Sud dell'Europa. Nel primo, i marchi del gruppo PSA vantano una quota del 25,1%, mentre FCA ne detiene il 10%. Il segmento A, particolarmente popolare nel nostro paese, vede il dominio da parte di due modelli di FCA, la Panda e la 500, mentre PSA vanta tre auto nelle prime 10. La quota di mercato combinata sarebbe del 46% secondo i dati di vendita del 2019.

Numeri importanti, questi, che richiedono valutazioni attente da parte delle autorità antitrust. Tavares, dal canto suo, ha spiegato che al momento non sono ancora arrivati feedback dalle organizzazioni, ma che in ogni caso non vede grossi ostacoli. «Non abbiamo ragione per credere che si possano verificare problemi, anche per quanto riguarda i piccoli veicoli commerciali. In ogni caso, la nostra posizione è molto semplice: siamo disposti a discutere e a modificare qualsiasi cosa». 

Le nozze tra FCA e PSA porteranno alla convivenza di ben 14 marchi, ma, come già chiarito in passato, Tavares non vede difficoltà nella gestione della situazione. «Per come la vediamo noi, avremo a disposizione un fantastico portfolio di brand che coprirà il mercato», ha spiegato Tavares. Con l'avvicinamento della fusione, aggiunge, «decideremo qual è il modo migliore per approcciarci al mercato, coprirlo e ridurre la cannibalizzazione, se dovessero verificarsi fenomeni di questo tipo. Al momento sono entusiasta delle nuove possibilità che avremo e non mi concentro sui compromessi».

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