Goodyear taglia fino a 600 posti: cosa sta succedendo nel settore pneumatici

Goodyear taglia fino a 600 posti: cosa sta succedendo nel settore pneumatici
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Il colosso americano Goodyear annuncia un nuovo piano di ristrutturazione in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) con centinaia di esuberi. Tra riduzione dei costi, concorrenza globale e trasformazione del mercato automotive, il settore degli pneumatici attraversa una fase critica che coinvolge anche altri big come Continental e Michelin
23 marzo 2026

Il produttore statunitense di pneumatici ha avviato un piano di ristrutturazione che porterà al taglio di centinaia di posti di lavoro nella regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). Il piano annunciato da Goodyear prevede una riduzione netta di circa 400 posti di lavoro, ma con un impatto complessivo che arriva fino a circa 600 posizioni eliminate, compensate solo in parte dalla creazione di circa 200 nuovi ruoli.

La riorganizzazione riguarda principalmente le funzioni commerciali e di supporto e si inserisce in un più ampio percorso di trasformazione aziendale volto a semplificare la struttura interna e migliorare l’efficienza operativa. L’obiettivo dichiarato è rendere l’azienda più agile e competitiva in un contesto di mercato sempre più complesso, anche se il prezzo da pagare resta elevato in termini occupazionali.

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Le ragioni della crisi: costi, concorrenza e domanda in calo

Da un lato, l’aumento dei costi ha inciso pesantemente sui margini. Dall’altro, la crescente concorrenza internazionale, soprattutto da parte dei produttori asiatici a basso costo, sta erodendo quote di mercato in Europa. A questo si aggiunge un rallentamento della domanda nel settore automotive, già messo alla prova dalla transizione verso l’elettrico e dai cambiamenti nelle abitudini di mobilità.

La situazione di Goodyear non è l’unica. Negli ultimi anni, anche altri grandi player del comparto pneumatici e della componentistica hanno annunciato piani di ridimensionamento. Gruppi come Continental, Michelin e altri fornitori automotive stanno affrontando sfide simili, tra ristrutturazioni, chiusure di stabilimenti e migliaia di esuberi. Il settore sta vivendo una trasformazione profonda, spinta da fattori globali: elettrificazione, digitalizzazione, nuovi equilibri geopolitici e una competizione sempre più aggressiva.

Un percorso già avviato: chiusure e interventi pubblici

Negli ultimi anni Goodyear ha già annunciato la chiusura di stabilimenti, come quello di Fulda in Germania, con impatti significativi sull’occupazione locale. La crisi ha richiesto anche interventi pubblici: l’Unione Europea è intervenuta con fondi per sostenere centinaia di lavoratori colpiti dai licenziamenti, finanziando programmi di riqualificazione e reinserimento professionale.

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