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La Suzuki e-Vitara 2026 è la prima vettura elettrica nella lunga storia della casa di Hamamatsu, e già solo questa frase basterebbe per accendere la curiosità degli appassionati. Ma c'è un dettaglio che cambia le carte in tavola: per il loro debutto a batteria, i giapponesi non hanno scelto un crossover urbano qualunque. Hanno deciso di sfidare il fuoristrada con una BEV. Una mossa coraggiosa, quasi controcorrente, che ribalta lo stereotipo dell'auto elettrica relegata al solo asfalto cittadino.
Il banco di prova ideale? Le montagne di Sestriere, dove neve, umidità e salite ripide non perdonano. Spoiler: la trazione integrale ha sorpreso, e parecchio.
Sotto la pelle, la e-Vitara condivide il proprio DNA con la Toyota Urban Cruiser, è inutile girarci intorno. La piattaforma è la HEARTECT-e, sviluppata partendo da una base Toyota e poi rivista in profondità dai tecnici Suzuki. La produzione è interamente affidata agli stabilimenti Maruti in India, mentre lo stile boxy, le linee tese e l'altezza da terra di 18 centimetri richiamano deliberatamente il glorioso Suzukino e tutta la tradizione 4x4 della casa giapponese.
L'idea è chiara, i clienti storici Suzuki non devono sentirsi spaesati. Chi finora ha guidato una Vitara a benzina o diesel deve poter passare all'elettrico senza rinunciare a nulla, magari guadagnando qualcosa.
La versione provata è la dual motor con due unità elettriche, una per asse, per un totale dichiarato di 184 cavalli, i 174 anteriori e i 60 posteriori non si sommano matematicamente, è l'inverter a gestire la potenza. La coppia massima tocca i 307 Nm, disponibili istantaneamente come da copione elettrico.
Il pacco batterie è una litio ferro fosfato LFP da 61 kWh, scelta intelligente sia per costi sia per longevità. Esiste anche la versione a sola trazione anteriore, con lo stesso pacco batterie ma a un prezzo inferiore di circa 2.000 euro. L'autonomia dichiarata oscilla tra i 400 e i 500 chilometri a seconda della configurazione, mentre la ricarica può avvenire sia in corrente continua sia tranquillamente in garage, dettaglio su cui Suzuki insiste molto perché il target di riferimento è chi vive in zone montane o di campagna con possibilità di ricarica domestica.
Qui arriva la parte interessante. Suzuki non promette il vero hardcore off-road, quello resta dominio del Jimny e di pochi altri specialisti. La e-Vitara propone una soluzione diversa: la carta in più che permette di affrontare con tranquillità neve, fango, ghiaccio e percorsi montani senza pretendere di scalare il Rubicon Trail.
E qui i tecnici di Hamamatsu hanno fatto centro. Il motore posteriore da circa 60 cavalli trasforma la dinamica in offroad: la trazione c'è, è efficace, e in modalità Trail il sistema bilancia in modo intelligente la coppia tra i due assi. Sui percorsi sterrati e sulle salite umide la macchina avanza con una sicurezza che non ti aspetti da una BEV compatta da 4,27 metri.
L'abitacolo è generoso, merito soprattutto del passo di 2,70 metri, valore importante per il segmento. I sedili posteriori sono scorrevoli e divisi 40/20/40, soluzione che permette di giocare con lo spazio a seconda delle esigenze: più gambe dietro o più bagagliaio davanti, scegli tu.
Il neo? Manca il frunk, ovvero il vano portaoggetti anteriore sotto il cofano. Un'occasione persa che pesa nel quotidiano, perché un'elettrica ha bisogno di un posto pulito e dedicato dove riporre il cavo di ricarica AC, soprattutto quando torna a casa bagnato di pioggia o sporco di neve. Suzuki non è la sola ad aver fatto questo errore, ma resta una scelta progettuale discutibile nel 2026.
Il salto di qualità rispetto alle Suzuki tradizionali si nota soprattutto dentro l'abitacolo. Il design è orizzontale, pulito, dominato dal doppio display digitale a sbalzo che integra strumentazione e infotainment. Il software, derivato dall'universo Toyota, supporta aggiornamenti OTA via etere, Apple CarPlay e Android Auto. Non manca la ricarica wireless per lo smartphone, doppia presa USB posteriore e un tunnel centrale ben organizzato con il selettore della rigenerazione.
I materiali della parte alta sono ancora un po' "croccantini" tipici del marchio, ma il livello generale è cresciuto in modo netto.
La versione 4x4 top di gamma parte da 38.900 euro, l'allestimento Cool, sempre 4x4, scende a 36.900 euro, mentre le varianti a sola trazione anteriore costano circa 2.000 euro in meno a parità di equipaggiamento.
L'arma segreta? La garanzia fino a 10 anni offerta da Suzuki, un valore che dice molto sulla fiducia che la casa giapponese ripone nel proprio prodotto, soprattutto per quanto riguarda la batteria, da sempre il punto critico nelle preoccupazioni di chi si affaccia all'elettrico.
La Suzuki e-Vitara non nasce per emozionare. Non è un'auto da effetto wow, non strappa l'asfalto in accelerazione e non ha la dinamica di guida di una premium europea. Ma non era questo l'obiettivo. È un'evoluzione coerente del concetto Vitara, pensata per chi vive in collina, in montagna o in campagna e ha bisogno di un mezzo robusto, comodo, ben trazionato e ricaricabile in garage.
Se fate pochi chilometri al giorno, avete una wallbox domestica e cercate una compatta elettrica con vere ambizioni 4x4, la e-Vitara entra di diritto nella vostra lista. Le altre? Possono solo guardare quando si apre la sterrata.
Suzuki
C.so Fratelli Kennedy, 12
Robassomero
(TO) - Italia
800 452 625
https://auto.suzuki.it/index.aspx
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