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Negli Stati Uniti il motore V8 rappresenta molto più di una semplice opzione tecnica: è parte integrante della cultura automobilistica nazionale. Per questo motivo la possibile reintroduzione dell’HEMI V8 sulla Grand Cherokee sta generando grande attenzione tra clienti e dealer americani. Dopo la progressiva uscita di scena del 5.7 litri dalla gamma 2023-2024, sostituito dal V6 Pentastar e dalle nuove unità sei cilindri turbo Hurricane, il SUV di segmento E aveva perso una delle sue configurazioni più iconiche in termini di potenza e capacità di traino. Ora però qualcosa potrebbe cambiare.
Durante una recente intervista rilasciata alla stampa statunitense, un responsabile tecnico del programma Grand Cherokee ha risposto con un eloquente “stay tuned” alla domanda sul ritorno del V8. Una frase breve ma sufficiente a riaccendere l’entusiasmo nel mercato americano, dove la domanda per SUV di grandi dimensioni con motorizzazioni generose resta solida.
Negli USA, infatti, la Grand Cherokee con motore 5.7 HEMI garantiva prestazioni brillanti e una capacità di traino superiore alle 7.000 libbre, elemento cruciale per chi utilizza il SUV per rimorchi, barche o camper. L’eliminazione del V8 aveva segnato un cambio di rotta verso l’efficienza e la riduzione delle emissioni, ma aveva anche lasciato scoperta una fascia di clientela fedele alla tradizione. Il possibile ritorno del V8risponderebbe proprio a questa esigenza, rafforzando il posizionamento del modello nel competitivo mercato nordamericano dei SUV full size.
Il contesto industriale aiuta a comprendere meglio la situazione. Il gruppo Stellantis ha recentemente dimostrato di non voler abbandonare completamente i motori V8 nel mercato statunitense. Al contrario, la domanda continua per versioni ad alte prestazioni di pickup e SUV suggerisce che esista ancora spazio commerciale per queste motorizzazioni, soprattutto negli Stati Uniti, dove normative e preferenze dei clienti sono differenti rispetto all’Europa.
In questo scenario, un ritorno dell’HEMI sulla Grand Cherokee avrebbe una logica precisa: consolidare la presenza nel segmento premium americano, offrendo un’alternativa a modelli concorrenti dotati di motori V8 o powertrain ad alte prestazioni. Non si tratterebbe solo di nostalgia, ma di una scelta strategica mirata a rafforzare marginalità e identità del brand in uno dei mercati più redditizi al mondo. Per ora non ci sono date ufficiali né dettagli tecnici confermati, ma il messaggio è chiaro: negli Stati Uniti il V8 non è affatto morto. E la Grand Cherokee potrebbe presto tornare a ruggire come un tempo.