L'inferno del GRA: caldo, code e blocchi degli ecologisti

L'inferno del GRA: caldo, code e blocchi degli ecologisti
Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
Gli attivisti hanno preso di mira il Grande Raccordo Anulare, fermando la circolazione e scatenando la reazione degli automobilisti
  • Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
22 giugno 2022

L'intento è nobile, anzi nobilissimo, ma lo strumento utilizzato per suscitare l'attenzione non pare così efficace nel raggiungere lo scopo, anzi.

Da qualche giorno, con improvvisi blitz che li portano ad occupare la sede stradale e bloccare la circolazione, gli attivisti del collettivo “Ultima Generazione“ cercano di scuotere il Governo da quella che, a loro parere, è l'inerzia assoluta nei riguardi dei problemi legati ai cambiamenti climatici in corso.

Eccoli quindi a fermare le auto dei tanti pendolari che ogni giorno (ed ormai con un livello di traffico che ha raggiunto e forse superato i livelli pre-pandemia) utilizzando le tre corsie del Grande Raccordo Anulare di Roma per raggiungere il posto di lavoro.

La tecnica è semplice e collaudata: una decina di attivisti, approfittando anche dei rallentamenti causati proprio dall'ingorgo veicolare, si mettono seduti a terra, srotolando uno striscione contro l'inquinamento e cercando la solidarietà di chi resta bloccato in auto.         

"Ci scusiamo con i cittadini per il disagio temporaneo e sappiamo quanto sia importante andare al lavoro; siamo tutti figli e alcuni di noi anche genitori. È proprio per i figli che lo facciamo, i vostri ed i nostri": questo il messaggio lanciato agli automobilisti.

Bastano pochi pochi minuti per mandare il traffico in tilt, ottenendo però reazioni contrarie a quelle sperate: “Andate a lavorare!“ è il commento più gentile, e qualcuno scende dall'auto per sollevare di peso i ragazzi e liberare la carreggiata.

Per fortuna, non ci sono reazioni violente ed in una manciata di minuti la situazione torna normale, ovvero con le macchine ancora incolonnate, stavolta però non per un blocco, ma per la normale congestione quotidiana delle ore di punta.

Ora, fermo restando che il problema sollevato è concreto e reale, ci domandiamo se non sia possibile uno sforzo creativo da parte di chi protesta per trovare modi di manifestare che attirino loro le simpatie e non le critiche feroci degli automobilisti, evitando soprattutto di dividere due categorie, come automobilsiti ed ecologisti, che dovrebbero in quanto umani comunque essere tutti interessati alla salvaguardia del Pianeta.

(photo ©Ansa)

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