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La rete e l’Aftermarket auto pronti ad accelerare in Fase2: intervista al presidente AsConAuto Fabrizio Guidi [video]

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Come sono andate le prime due settimane di riapertura concessionari e quei due mesi “morti” dove l’autoriparazione è rimasta a lavorare per i veicoli di servizio in emergenza? Il mondo della rivendita e riparazione auto in Italia si riscopre unito, per fronteggiare il post-Covid. Contrattura dei ricavi e pesi sanitari non fermano la nascita di nuovi servizi per gli automobilisti

Durante la prima “fase” della pandemia 2020 l’autoriparazione italiana è rimasta operativa, non allo sbando ma comunque senza precisi supporti per supportare invece lei, con il suo lavoro, tutti quei mezzi che hanno continuato a muoversi nel regime di emergenza. Il cosiddetto “confinamento”.

Dal 4 maggio tutti al lavoro, o quasi. Hanno riaperto anche le concessionarie con la vasta filiera automotive tricolore, riscoprendo gli operatori uniti come non mai. Numeri e sensazioni dal mondo di concessionari e fornitura ricambi alla rete sul territorio, li abbiamo discussi in una chiacchierata con Fabrizio Guidi, il presidente di AsConAuto. Riportata integralmente nel video, l’intervista con Guidi tocca i punti fondamentali del settore in questo momento di Fase2. La ripartenza, voluta e con speranza ma anche senza tutte le dovute certezze. È strano ma vero, dato un calo drammatico del lavoro ma anche la forza coesa dimostrata, dalle piccole e grandi aziende italiane che operano sul campo automotive.

Crisi inedita riposta univoca

“La sensazione generale tra i nostri associati è quella della preoccupazione per un bilancio ora in netto calo – spiega Guidi – le vendite scese da quota 175mila a circa 3/4mila. Un’assenza di attività questa del 2020 che è diversa dalla crisi passata nel 2007, dove potevamo gestirla in qualche modo”.

Ora è peggio, insomma, ma gradualmente riparte tutto, nei servizi che prima erano solo tecnici e non commerciali. Con quali cadute in termini di volume? “Il dato nel periodo vede cali variabili, forti a marzo. Del 50% per fatturato vendite, ma su base quadrimestre si stima un -10/11%. I service calano invece tra -30% e -40% nei ricavi trimestrali. I nostri consorzi mantengono il servizio comunque. Dopo il calo iniziale, con operatività ridotta al 30% e una sola settimana chiusura, ora riparte tutto con una copertura che al momento è circa il 70% rispetto a prima”.

In che modo e per cosa gli associati AsConAuto, rivenditori e officine, hanno sentito il peso della nuova Fase, oltre che per l’aspetto economico? “Il primo problema è stata la messa in sicurezza del personale e dei clienti”.

La presenza dei dispositivi che mancano ancora oggi per tutti, o comunque hanno oneri. “Alcuni partner tecnici erano impreparati e ora si sente voglia di più autarchie. Tenersi proprie forniture locali sempre pronte e non appaltare. I piccoli hanno meno difficoltà, per il numero limitato di materiale che serve loro, ma poi i grandi che si organizzano bene sono meglio pronti a ripartire in sicurezza”.

In questa filiera fatta di aziende e di uomini, italiani, come si sono fatte sentire invece la Case, dando materiali in aiuto? “Noi abbiamo cercato di fare all’interno mentre le Case hanno assunto atteggiamenti diversi. Qualcuna attiva e attenta anche per la propria rete, altre no. È anche vero che la maggior parte del mondo estero ha avuto meno problemi che l’Italia, specie all’inizio”.

Nessun problema invece per la regolare fornitura dei ricambi auto, sinora. La prospettiva auspicata da Guidi è quella di “Rimboccarsi le maniche e cambiare metodo di lavoro. Gestione di riunioni online, tra rete locale, consorzio, ma anche verso le Case”. Fare tutto a distanza se non serve la presenza fisica, secondo un metodo che poi rimane indipendentemente dalla fase di emergenza.

Quale regione o provincia ha lavorato in emergenza essendo più colpita? “Bergamo e altri luoghi Lombardia sono colpiti di più, certamente. Però hanno risposto bene lavorando con il supporto dei consorzi e della fornitura ricambi. Su base nazionale l’atteggiamento è rimasto uniforme”.

Italia che riparte

Come siamo messi, rispetto all’estero? Guidi non ha dubbi “La componentistica italiana è ancora premium, lo hanno ricordato certi costruttori allarmati dal rischio blocco forniture da parte nostra. Soprattutto il settore si è scoperto più coeso oggi che nel passato”.

Tutti chiusi e in difficoltà, all’inizio, come tutti insieme ora per ripartire. Giustamente, per il valore del settore in tutti i sensi, ribadisce Guidi, perché si parla di un settore che conta circa 220mila dipendenti, persa il 13% PIL non solo per i 1400 concessionari auto, ma per la molta gente della filiera intera.

“Ora si necessita di una spinta unitaria, convergente. Meno demagogia e liberare il mercato, non demonizzare certi motori. Usare i dati dalla sanità e dell’analisi aria di questi mesi per capire che inquinamento non vuole dire solo auto e diesel”.

Tra le misure attese da tutti gli incentivi al privato, per un cambio auto verso modelli meni inquinante. “Sono vari i parchi auto disponibili, secondo le capacità di spesa diverse. Molte motorizzazioni sopra Euro4 sono già di quelle ok per inquinare meno rispetto al vecchio circolante nazionale”.

Insomma la rete lavora con cautele ma anche energia propria, attendendo gli strumenti che il governo metterà in campo per dare una spinta necessaria. La defiscalizzazione come in Europa per certi veicoli aziendali.

Nuovi tagliandi

Come cambieranno le manutenzioni dell’auto? Cura dell’igiene per il virus, ma non solo. Ci sono novità per gli addetti ma anche per gli automobilisti in arrivo. Via le paure “Non si dovrà spendere di più ora” conferma Guidi.

Certo procedure concordate, tempi diversi per clienti e investimento della rete, sulla sanificazione, ma il cliente va sempre incentivato. “Un problema resta il gestire la saturazione delle officine. Con le prenotazioni online ora si gestisce e si organizza il lavoro, la presenza dei tecnici secondo i casi necessari e poi l’attività sui clienti. Si prende e si ritira l’auto quando serve”.

E’ uno sforzo di adattamento alla situazione, quello che hanno fatto da subito e stanno facendo i vari service dell’auto. “Non tutti hanno gli stessi spazi, adeguati. Qualcuno lavora su turni e tempi nuovi. Un modo di lavorare da imparare”.

SANIFICARE L’AUTO. Il tema della sanificazione è sulla bocca di tutti, ma non è solo il fai da te che risolve. Strumenti professionali e certificazione di auto “sanificata” diventeranno un must, nelle officine. “La rete si è attrezzata e già ora si consiglia durante un certo periodo di fare la sanificazione, magari con ozono. È un servizio che deve poi rimanere”. Fatto con macchinari seri a vettura ferma, non solo dal privato con un panno umido. Vedremo cosa riserveranno nel caso le norme.

Oltre la sanificazione cambia anche il modo di portare l’auto in manutenzione. “La nostra rete già dispone nuovi servizi di presa e riconsegna dell’auto. Nasceranno gruppi che fanno il servizio su base locale e poi nazionale, offerto per gli associati che operano dalle proprie sedi”.

Interlocutori validi

Insomma, la filiera dell’Aftermarket che non si è fermata, rimanendo in prima marcia a bassi giri, mentre altri stavano ai box. Potrebbe ingranare subito anche la terza e magari una quarta, se il mercato dei trasporti genera la domanda, senza badare come molti all’aspetto vacanze. “Il lavoro quando c’è si prende - ricorda Guidi – e lo faremo anche ad agosto se necessario”.

Come vede il futuro soprattutto per la rete italiana, se le case cambieranno politica? Si curerà di più l’Aftermarket o al contrario qualcuno spingerà più sul nuovo? “Vedo una rete che resta sempre protagonista, comunque. Non può delegare a nessuno il proprio compito (manutenzione dei veicoli circolanti, ndr) e il rischio è che la difficoltà permanga, senza nuovi strumenti”.

Ma si resta propositivi. “Spero che questa presa di consapevolezza da parte di tutti porti nuove regole. Per dare all’automobilista la possibilità di scegliere, di avere offerta varia e vasta, scelte ecologiche e di tutela salute. Scegliere qualità anche nella riparazione dell’auto, che avrà tempi più mirati. Nella fascia premium ci saranno le concessionarie, ma il settore anche dei piccoli dimostra e merita di avere interlocutori adeguati presso il Governo".

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