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Lamborghini e Ducati, viaggio verso la 1000km del Paul Ricard [Video]

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Alla scoperta delle eccellenze a motore italiane in un viaggio verso il circuito di Le Castellet per assistere al Blancpain GT e al Lamborghini Super Trofeo

Il Blancpain GT è di sicuro uno dei campionati più entusiasmanti per format di gara e vetture presenti. Nei circuiti più belli del mondo, infatti, si sfidano una miriade di case che portano in pista le supercar che siamo abituati a vedere spesso in strada, estremizzate all’inverosimile per renderle delle belve da pista capaci di reggere 1000 km di corsa senza affanno. 1000 km come quelli che sono stati percorsi al Paul Ricard, durante il quarto appuntamento stagionale.

Una gara svoltasi in un contesto fantastico a cui è stato un piacere assistere immersi nella pit lane, dopo tanta strada percorsa per arrivare a Le Castellet.

E parte del bello sta qui, perché proprio il viaggio rappresenta gran parte dell’esperienza. Quasi gli stessi chilometri di gara percorsi a bordo delle eccellenze motoristiche italiane, Lamborghini Huracan, Ducati Multistrada e Supersport S. Il meglio del due e quattro ruote che tutto il mondo ci invidia ci ha accompagnato in questo meraviglioso percorso, confermandosi per gli ottimi prodotti che ci aspettavamo. Ma andiamo con ordine.

Non sono un praticante delle ruote lisce, la mia estrazione è basso locata; fango, ghiaia, polvere e boschi. Per me è questo il motociclismo a cui sono abituato e vi posso dire che ritrovarsi a fare i conti con motori da ben oltre 100 cv possa essere alquanto intimidatorio, soprattutto se è la prima volta e davanti si hanno ore di viaggio.

Una volta in sella, però, tutti i pensieri sembrano scomparire magicamente, la sensazione non è familiare certo, ma comunque amichevole. Non si percepisce niente che rimandi al pericolo, anzi, messa la marcia e percorsi i primi metri, si è subito catturati dalla bellezza che il mondo delle due ruote offre.

La Multistrada Pikes Peak è una sport turismo da 1200 cc e 160 CV, quattro volte vincitrice dell’omonima corsa in salita americana, quindi non c’è da scherzare con lei; ma se sarete gentili e vi farete aiutare dalla marea di elettronica presente, riuscirete ad apprezzare il suo lato sportivo e le sue performance anche se fino a ieri avete guidato una bicicletta. Sincera, pronta e docile, grazie alla fasatura variabile delle valvole di aspirazione e scarico l’erogazione è sempre lineare e senza strappi, ottima per chi ha abbastanza manico da portarla al limite.

Chi invece vuole godersi i lunghi tragitti deve solo selezionare touring, tra le mappature e godersi un mezzo capace di macinare chilometri nel pieno comfort e nella totale sicurezza, data dall’abs, in versione cornering, che regola l’intervento in base all’angolo di piega e al cruise control, che vi fa riposare i polsi nei tratti autostradali. L’unico dubbio dopo, strade di montagna, traffico, città e autostrada che ci ha assalito è stato: cosa si potrebbe volere di più?

E la risposta, se siete come me, la potete trovare nella compagna di viaggio a quattro ruote. La Lamborghini Huracan. Parcheggiata a spalle larghe nell’olimpo delle supercar, questo toro da 2400 pezzi all’anno è sicuramente uno dei più grandi successi della storia di Sant’Agata. Design mozzafiato e prestazioni da capogiro, incorniciate da un sound celestiale che, a ogni occasione, vi fa venire voglia di portare il contagiri nella zona calda. Tanto aggressiva quanto civilizzata; è questa la parte più interessante dell’auto, l’anima da Dr. Jekyll e Mr. Hyde che la rende disinvolta sia nel traffico della città, con la modalità strada del sistema ‘anima’, sia in pista quando si passa a corsa, e l’auto diventa veramente un toro scatenato capace di provocare reazioni di piacere puro in ogni aspetto. Uno strumento perfettamente accordato per suonare un adagio o una cavalcata, che non ci ha mai fatto rimpiangere qualcosa di più comodo. Insomma l’auto perfetta per farsi centinaia di chilometri fino al circuito per poi dare agli amici una lezione in pista, oltre che una di stile.

Ah, quasi dimenticavamo, siamo venuti per vedere la corsa. Sapete chi si è parcheggiata sotto il podio in prima posizione accanto a Audi R8 e Ferrari 488? Niente meno che la Bentley che siete soliti usare per le vostre vacanze a St. Tropez.  

Alberto Pellegrinetti

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