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Centosei chilogrammi. È da qui che conviene partire per capire cosa ha in mente Leapmotor, perché è il peso del motore elettrico che il costruttore cinese ha messo al centro del suo Tech Day 2026, andato in scena a Huzhou, nello Zhejiang. Un componente che eroga 206 kW, cioè 280 CV, e che pesa quanto un passeggero robusto. Attorno a quel numero ruota una strategia che, nel giro di dodici mesi, promette di cambiare il volto della gamma.
Fino a ieri Leapmotor si riconosceva facilmente: elettriche da una parte, range extender dall'altra. Il nuovo sistema MM-i cancella la distinzione, perché è costruito per lavorare in serie e in parallelo a seconda di cosa serve. Nella prima modalità il termico resta un generatore e le ruote le muove solo l'elettrico. Nella seconda entra in gioco anche lui e la vettura diventa una plug-in a tutti gli effetti.
Il vantaggio non è tecnico, è industriale. Una sola architettura copre dal segmento A al segmento D, dalle citycar alle berline medie, senza dover sviluppare un powertrain diverso per ogni progetto. E arriva con due numeri che pesano sul conto economico di chi compra: 40% di massa in meno rispetto alle soluzioni attuali e consumi giù del 20%. Le prime vetture con MM-i sono attese nel 2027.
La seconda novità si chiama World Model ed è il nuovo sistema di guida assistita. L'idea, spiegata dal responsabile della linea prodotti elettronici Zhou Hongtao, è passare dalla classificazione alla previsione: non limitarsi a riconoscere cosa c'è intorno all'auto, ma anticipare come si evolverà la scena, avvicinandosi al modo in cui ragiona chi sta al volante.
Il colpo di teatro però è commerciale. Il sistema girerà su vetture che costano meno di 100.000 yuan, circa 13 mila euro, a patto che montino il LiDAR. E le 350.000 auto già equipaggiate con radar ottico lo riceveranno gratis via aggiornamento OTA dal primo trimestre del 2027, con utilizzo senza costi per tutta la vita della vettura. In un momento in cui mezzo settore prova a trasformare gli ADAS in abbonamento mensile, il fondatore Zhu Jiangming ha scelto la direzione opposta.
Poi c'è la piattaforma Leap 5.0, e qui il ragionamento diventa quasi architettonico. Portando i propulsori al posteriore, l'abitacolo guadagna il 19% di spazio rispetto a una vettura a motore anteriore. Nuovi ammortizzatori verticali liberano un 37,5% di larghezza nella zona anteriore, mentre tetto rialzato e pianale abbassato di 70 mm fanno crescere l'altezza interna del 63,7%.
Tradotto: auto compatte fuori e sorprendentemente abitabili dentro, che è esattamente la ricetta che serve nelle città europee. I primi modelli su questa base non hanno ancora un nome, potrebbero arrivare nel 2027 e, secondo quanto emerso, debuttare sotto un marchio inedito. Completa il quadro la terza generazione delle batterie CTC, con le celle integrate nella struttura e l'addio alla batteria ausiliaria a 12 Volt, componente che sopravvive ancora su quasi tutte le elettriche in circolazione.
Il contesto rende tutto più interessante. Leapmotor arriva in Europa attraverso la joint venture con Stellantis, che ne cura distribuzione e rete. Se l'MM-i manterrà le promesse, il gruppo si ritroverebbe tra le mani un sistema plug-in leggero, scalabile e a basso costo proprio mentre le ibride ricaricabili stanno vivendo una seconda giovinezza nei listini del Vecchio Continente.
La domanda vera, quindi, non è se la tecnologia funzionerà in Cina. È quanto tempo passerà prima di vederla sotto il cofano di un'auto venduta in Italia.
Leapmotor
Taurusavenue 1
2132LS Hoofddorp
(--) - Paesi Bassi
global@leapmotor.com
https://www.leapmotor.com/it_it
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