Mercato auto europeo, giugno 2026 accelera: immatricolazioni a +13,1%. Italia ultima per le elettriche

Mercato auto europeo, giugno 2026 accelera: immatricolazioni a +13,1%. Italia ultima per le elettriche
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Il mercato auto europeo chiude giugno 2026 con 1.407.332 immatricolazioni, in crescita del 13,1% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel primo semestre il mercato sale del 6,1%, ma resta ancora sotto i livelli pre-Covid. L'Italia cresce, ma rimane fanalino di coda in Europa per la quota di auto elettriche BEV, ferma al 10,2% a giugno
23 luglio 2026

Il mercato automobilistico europeo accelera nel mese di giugno 2026 e conferma un trend positivo nella prima metà dell'anno. Secondo i dati relativi ai 31 Paesi dell'area europea, le immatricolazioni di nuove autovetture hanno raggiunto quota 1.407.332 unità, con un aumento del 13,1% rispetto alle 1.243.824 vetture registrate nel giugno 2025. Il risultato porta il bilancio dei primi sei mesi dell'anno a 7.232.066 immatricolazioni, il 6,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La ripresa, però, non ha ancora riportato il settore ai livelli precedenti alla pandemia: rispetto al primo semestre del 2019, infatti, manca ancora il 14,2% dei volumi.

La crescita di giugno coinvolge tutti i cinque Major Market. A guidare la classifica è la Germania, che registra un incremento del 15,7% con 296.378 nuove immatricolazioni. Seguono Francia e Regno Unito, entrambi a +11,4%, mentre l'Italia cresce del 10,6% e la Spagna del 7,8%. Guardando al cumulato gennaio-giugno, è però l'Italia a segnare la crescita più consistente tra i cinque grandi mercati, con un +9,5%, davanti al Regno Unito (+9,2%), alla Spagna (+6,2%), alla Germania (+5,8%) e alla Francia (+1,8%). Sul fronte dei volumi, l'Italia scende al quarto posto nel solo mese di giugno, mantenendo però la terza posizione nella graduatoria del primo semestre.

Auto elettriche, l'Italia resta distante dall'Europa

Il principale elemento di differenza riguarda la diffusione delle auto elettriche. A giugno la quota complessiva delle vetture ricaricabili (ECV) in Italia raggiunge il 20,9%, con le BEV al 10,2% e le PHEV al 10,1%. Un dato che lascia il nostro Paese all'ultimo posto tra i principali mercati europei. Nel complesso dell'Europa, invece, le ECV rappresentano il 36% delle immatricolazioni di giugno, con le BEV al 25,6%. Escludendo l'Italia, la quota delle elettriche pure sale al 27,4%. Nel primo semestre il divario resta evidente: in Italia le BEV si fermano all'8,5%, mentre la media degli altri mercati europei raggiunge il 24,3%. Il Regno Unito è al 25%, la Germania al 24,8%, la Francia al 28,2% e la Spagna al 9,8%.

Il tema della transizione energetica torna quindi al centro del dibattito. La Commissione europea ha presentato l'Electrification Action Plan, con l'obiettivo di raddoppiare entro il 2040 il peso dell'elettrificazione nei consumi dell'Unione, portandolo dal 23% al 46%. Tra le priorità indicate figurano anche strumenti fiscali e agevolazioni per ridurre il maggiore costo iniziale delle tecnologie elettriche, dalle vetture a zero emissioni alle batterie e alle infrastrutture. Secondo UNRAE, la flessibilità prevista dal Semestre europeo potrebbe offrire all'Italia uno spazio fiscale complessivo nell'ordine di 14 miliardi di euro, da utilizzare anche per sostenere la decarbonizzazione. Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE, indica in particolare una riforma della fiscalità delle auto aziendali come una delle leve più efficaci per accelerare il rinnovo del parco circolante e aumentare rapidamente la presenza di vetture elettriche nel mercato dell'usato. L'esempio citato è quello del Belgio, dove la revisione fiscale del 2021 avrebbe portato la quota di elettriche nelle flotte aziendali dall'8,8% al 54,2% nel 2025.

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