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Porsche 918 Spyder, ecco come nasce il mito [video]

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Il video, rilasciato da Porsche, ci svela come nasce la 918 Spyder, supercar ibrida della casa tedesca

Porsche 918 Spyder, ecco come nasce il mito [video]
 
 

 

La Porsche 918 Spyder è la prima supercar ibrida made in Germany. L'auto è spinta da tre motori: due elettrici da 156 e 129 CV, montati rispettivamente sui due assali, e un propulsore termico da 608 CV, per una potenza complessiva di 887 CV.

Operai altamente specializzati

La sportiva prende vita nello stabilimento 2 di Stoccarda-Zuffenhausen, un'area di circa 4000 metri quadrati, dove un centinaio di operai, altamente specializzati, provvedono all'assemblaggio lungo le 18 stazioni di montaggio.

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Un operaio specializzato installa alcuni componenti sul telaio della Porsche 918 Spyder

 

Ad ottenere gli ambiti posti, donne e uomini di 14 diverse nazionalità, con età compresa fra 21 e 56 anni e un'esperienza lavorativa compresa tra i 6 e i 40 anni. Per il montaggio della 918 Spyder, Porsche ha voluto affidarsi a manodopera proveniente dai vari settori della produzione di vetture sportive. Alcuni di loro erano anche impiegati nella produzione di vetture da corsa o prototipi.

 

L'azienda tieni a precisare che l'ambiente di lavoro è luminoso e accogliente: dominano il grigio del pavimento con il bianco delle pareti e soffitti. A differenza di quanto si potrebbe pensare, riferendosi a una catena di montaggio, il lavoro si svolge in assenza di rumori assordanti, perché è convinzione dei responsabili del Marchio che il silenzio aumenti la concentrazione dei tecnici sul posto di lavoro e riduca il rischio di errori.

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Tutto inizia dalla monoscocca

L'assemblaggio dell'auto inizia con la monoscocca in fibra di carbonio, fornita da un'azienda esterna, la Mubea Carbo Tech GmbH di Salisburgo (Austria), sulla quale vengono montati tutti i componenti. Il telaio è posto su dei carrelli sollevatori (appositamente sviluppati ndr) che consentono di ruotare, inclinare, alzare e abbassare il guscio della monoscocca, così da agevolare il posizionamento di tutti gli organi, compresi accessori molto ingombranti e pesanti come la batteria ad alta tensione da 140 kg.

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Una Porsche 918 Spyder quasi ultimata

 

Il modulo “unità elettrica e cambio”, precedentemente uniti tra di loro, vengono installati sul telaio. La giunzione avviene per mezzo di sei viti.

 

Quindi tutto è ovviamente curato a livello maniacale come ci si aspetta per una vettura di alto livello. Basti pensare che per rivestire le alette parasole dell'interno vettura, sono necessari oltre 200 punti croce e 40 minuti di lavoro.

 

Una volta installati tutti i componenti, l'auto finita, è guidata quasi silenziosamente nell’ascensore, in modalità elettrica, per essere portata nell’area di prova, due piani più sotto.

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