giornalismo d'epoca

Quando lo Scoop faceva male

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Fotografare il prototipo della DS portò scompiglio tra giornalisti e Citroen negli anni ‘50

Quando lo Scoop faceva male

Oggi è norma vedere frequentemente nuovi scoop o pseudo tali, inerenti futuri modelli di auto in arrivo sui mercati. Contenuti più o meno originali, immagini “rubate” e rendering che si diffondono con il sostanziale benestare dei vari costruttori auto, anticipando forme e dettagli di vetture che sono concettualizzate e sviluppate in vari anni di lavoro, prima di giungere alla versione definitiva. Un tempo non era così, specialmente per il caso che vi raccontiamo di una vettura francese molto particolare e di lunga gestazione: la DS al debutto nel 1955, dopo aver sviluppato idee risalenti addirittura al 1938, per la cosiddetta VGD Citroen. Innanzitutto qui si parlava di scoop per davvero, non visione più o meno permessa e solo brevemente anticipata come accade oggi. Gli operatori francesi de l’auto-journal, un bimestrale nato nel 1950 che vedeva tra i soci fondatori un futuro politico francese e un certo Jean-Marie Balestre, presidente “di ferro” FIA dal 1985 al 1993, hanno fatto nella primavera del 1952 quello che sarebbe stato nel 2013 in Italia anche più che mostrare un muletto della Stelvio correre e mettersi di traverso lungo un percorso dedicato; per fare un paragone che nemmeno rende pienamente l’idea. Al tempo la frequenza dei nuovi modelli era inferiore, si parlava poi della futura berlina di classe Citroen, qualcosa di unico, innovativo e amato ancor oggi in tutto il mondo. Nuova auto tenuta gelosamente nascosta che, con quei servizi, divenne certezza per il grande pubblico dando poi seguito non solo a modelli DS ispirati a quel prototipo, in produzione sino al 1975, ma addirittura dal 2014 ad un vero e proprio marchio automobilistico.

Maison du secret

La premessa da fare è che Citroen sino al 1957 non aveva un ufficio stampa, curando i rapporti con il giornalismo tramite i propri direttori di reparto. La tendenza di pensiero interna all’azienda era che, pur convinti di realizzare auto tra le migliori tecnicamente, avere persone che facessero trapelare informazioni e soprattutto creassero attese per nuovi modelli, avrebbe semplicemente fatto calare le vendite di quelli in produzione. Attese che quindi venivano spesso smentite, tramite comunicati aziendali alla rete di vendita, come quello del 22 ottobre ’54 (anticipa di un anno il debutto della DS) o con dichiarazioni pubbliche durante le interviste, come avvenuto negando pochi giorni prima del lancio della 2CV che sarebbe uscita una nuova auto Citroen.

Comunicazione Citroen di fine '54 che nega l'uscita di nuovi modelli per la Casa
Comunicazione Citroen di fine '54 che nega l'uscita di nuovi modelli per la Casa

Foto all’ippopotamo e rissa

Il prototipo D, soprannominato ippopotamo per le sue linee poco aggraziate, girava presso il circuito di La Ferté-Vidame quando venne furbescamente fotografato per apparire poi sul numero di aprile 1952 de l’auto-journal, insieme a disegni rivelatisi per gran parte errati inerenti la carrozzeria. Il fatto non piacque alla dirigenza Citroen, che teneva alle vendite della vecchia Traction a fine carriera e fu per i lettori francesi solo un antipasto. A breve i giornalisti ma soprattutto i fotografi, si appostarono nuovamente nelle zone dell’area di prova privata (tutt’oggi in uso e riservatissima, ndr) facendo di meglio. Con una vera operazione di pedinamento al figlio dell’ingegner Lefebvre, che spostava il prototipo della VGD (vettura a grande diffusione) per nasconderlo in un’abitazione poco distante dalla pista, fu ripresa la vettura mentre percorreva una tratta non privata, esterna al circuito. In quell’occasione non mancò la violenta colluttazione tra operatori media e collaudatori, ma in ogni caso nel numero di giugno le immagini arrivarono ugualmente sulle pagine de l’auto-journal.

Il numero di aprile 1952 de l'auto-journal
Il numero di aprile 1952 de l'auto-journal

Strascichi giudiziari

Un prototipo camuffato e qualità delle immagini non certo elevata, si abbinarono a dettagli tecnici sugli studi motoristici (un sei cilindri boxer) e telaistici (sospensioni pneumatiche) che Citroen teneva segreti al tempo. La risposta del costruttore fu dura, con tanto di denunce per tutela dei propri segreti industriali che portarono a perquisizioni, sia nella redazione sia nelle case dei giornalisti. Il gruppo editoriale non mancò di sfruttare ulteriormente la cosa, mostrando su La semaine du monde provocatorie immagini dei piedi scalzi e privi di segreti nascosti dei propri dipendenti. Per lungo tempo i rapporti con la stampa e l’auto-journal in particolare, non furono certo i migliori per Citroen.

Centro Documentazione Storica

Come abbiamo avuto modo di raccontarvi recentemente, i francesi di Citroen tengono molto al loro lungo passato, valorizzandolo con il Conservatoire di Parigi. L’Italia ha però anch’essa una culla dei ricordi PSA in Toscana, precisamente in provincia di Siena, dove a Sinalunga presso il Centro Documentazione Storica Citroen DS, potreste scoprire aneddoti della storia Double Chevron come questo, leggendo tra i molti materiali originali archiviati.

 

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