gruppo PSA

PSA & Friends celebra l’heritage dei tre marchi francesi

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Citroen, DS e Peugeot si ritrovano in Toscana pensando al 2017 dopo aver dimostrato come il DNA originario permanga nel tempo

Spesso aziende e grandi gruppi trovano modi molto originali per festeggiare le ricorrenze, o il fine anno. I francesi del gruppo PSA ci danno invece spunti d'impronta classica, attraverso la loro blasonata e lunghissima storia, tra gli splendidi paesaggi toscani, per comprendere quanto siano vive oggi le idee applicate sulle mitiche vetture DS, 2CV, 205 e 104 del secolo scorso. Non parliamo di aria fritta, perché proprio nei pressi di San Giminiano si trova la Galerie Peugeot, a Sinalunga invece il Centro Documentazione Storica Citroen DS, entrambi visitabili e consigliati. Soprattutto con PSA & Friends abbiamo potuto guidare in diverse sessioni sia le storiche citate, sia le attuali C3, 208 GTi e DS5. La sostanza è che il passato non si cancella, per fortuna di chi lo abbia e interessante come quello PSA; lo si può, o meglio deve, anche reinterpretare costantemente.

Dei singoli modelli potrete leggere dettaglio a parte nella sezione Prove di Automoto.it, vi anticipiamo solo che al volante ci hanno colpito maggiormente: la reattività di una ID19B del 1966, il comfort assoluto di una DS23ie Pallas del 1973, la cattiveria della 205 GTi Guttmann 1989; oltre che la longeva simpatia generale, anche meccanica ed ergonomica, di una 2CV Custom del 1979. L’auto moderna del grande “groupe” che meglio incarna il proprio passato? 208 GTi a parer nostro. Quello che riportiamo in sintesi da PSA & Friends 2016 è però un gradito richiamo alla storia pensando alle vetture di oggi, che non tutti i costruttori fanno, partendo dagli inizi con la volontà di valorizzarla: cosa tanto ovvia quanto gradita e nemmeno semplice. Eugenio Franzetti, al suo ultimo evento da capo della comunicazione del gruppo, ha ricordato come lui stesso abbia scoperto che “i marchi sono un po’ come le persone, evolvono da un DNA originario”. Un DNA che ha vissuto già oltre 200 anni per Peugeot e quasi 100 con Citroen.

Uomini visionari

Troppi giovani di oggi non conoscono le interessanti vicende di queste aziende importanti e ingegnose che hanno segnato il mondo automobilistico positivamente. In Italia non abbiamo il Museé de L’Aventure Peugeot di Sochaux o Il Conservatoire Citroën di Parigi, ma dalle parti della provincia di Siena, chi ama o voglia anche solo conoscere meglio Citroen, DS e Peugeot, ha di che saziarsi trovando chicche rarissime dal lontano passato il cui scopo è dimostrare come le ingegnosità tecniche, industriali, stilistiche e talvolta artistiche francesi, siano ancora oggi parte del DNA PSA. Forse meno di quanto vorrebbero gli over50, ma le opinioni quando s’invecchia tendono spesso a favorire aprioristicamente quanto richiami la gioventù. Se appassionati anche teenager, leggendo libri e documenti come quelli presenti in Toscana, ci si potrebbe facilmente far coinvolgere e scoprire, come spesso accade per le vetture d’epoca, quanta poesia, fatica e felice intuizione si celano dietro un successo o anche insuccesso dell’industria automobilistica di un tempo, quella realmente a misura d’uomo. Tra le vetture esposte non solo rarità artigianali, sportive o al tempo lussuose che difficilmente si vedono altrove in Italia, ma anche qualche singolar soluzione, pratica e poco signorile, come vista sulla 604 Tour de France.

Singolarità Citroen

Si parla a oggi di un “collezionato” Citroen pari a 500 mila vetture storiche sparse nel mondo, per circa centomila appassionati. Cifre record anche se non precise, poiché il marchio che ha quasi cento anni non usa una politica rigida in quest’ambito, anzi, lascia spazio ai molti gruppi o club sorti spontaneamente. Soprattutto per la mitica 2CV, auto che ha fatto nascere il primo club a lei dedicato in Olanda (2CV.Club) negli anni Cinquanta, poco dopo il primo Citroen Car Club britannico. In Italia è attivo RIASC, Registro Italiano Auto Storiche Citroën. Presenze a fiere internazionali in maniera gradualmente più diretta e un nuovo portale online dedicato al reperimento delle informazioni più utili, alla fonte, per le proprie auto storiche (CitroënOrigins.it) sono le maggiori attività Citroen per l’heritage attuale. Proprio sul sito, per ognuno dei cinquanta modelli presenti non mancano contenuti multimediali che facciano persino udire la voce dei motori di un tempo. Per chi ami la 2CV e la lettura non manca un libro fresco di stampa “101 storie sulla 2CV che non ti hanno mai raccontato“. Se la passione suscitata dalle auto Double Chevron ha tanta sete d’informazioni e aneddoti unici, occorre però muoversi per raggiungere a Malpensa parco-museo Volandia con sezione dedicata a Flaminio Bertoni, “padre” di numerosi modelli Citroen e, meglio ancora, il Centro Documentazione Storica Citroen di Sinalunga, dove siamo stati rimanendo quasi a bocca aperta. Luogo in cui si può capire, toccando carte e strumenti riservati dell’epoca, cosa sia lo slogan “be different”, come e perché la Type A del 1919 sia stata la prima auto in Europa a essere industrializzata in serie, la Traction Avant prima nella trazione sull’asse anteriore (1934) e il Type H furgone capace di spopolare dal 1947 al 1981. Un fil rouge che passa per 2CV, auto che dal 1948 con due milioni di unità ha rappresentato il sogno accessibile di motorizzazione non solo in Francia, Mehari, con carrozzeria in ABS già nel 1968, CX, aerodinamica in alta gamma, Berlingo, primo multispazio e Picasso, prima monovolume compatta. Tutti veicoli che segnano la storia in qualche modo, fino alla nuova C3 figlia della C4 Cactus.

Prestigio DS

Il marchio DS è nuovo, poiché in strada dal 2015, ma le due lettere del suo nome sono quelle che richiamano una storia eccezionale cominciata nel 1955 col debutto della prima DS 19, proseguita nel 1964 con la prestigiosa DS Pallas e di cui non si possono descrivere a pieno i contenuti se non si ha la possibilità di provarla. Se facciate una visita al centro Documentazione Storica di Sinalunga, vedrete esposta una DS 19 Prestige. Soffermatevi su alcuni dettagli, finiture e magari anche contenuti senza osservarli ma leggendoli elencati: non sembra una vettura del 1958, dal tanto che era “avanti”. Pensata per scriverci e telefonare se seduti dietro, stando comodi e mai scossi dal fondo stradale. Guidare una DS voleva dire guidare qualcosa di speciale, per la tecnica di gestione della frenata, della frizione, delle sospensioni e dello sterzo, incredibilmente assistiti da un sistema idropneumatico del tutto “analogico” diremmo oggi e meccanico, ma incredibilmente intelligente ed efficiente. Qualcosa di cui invaghirsi se si ami la tecnica, sposato a forme artistiche e interni di altissimo livello per l’epoca. Oggi sulla moderna 5, innovativa per i tre punti luce e la conformazione aeronautica dell’abitacolo, DS propone Commande Speciale, un po’ come al tempo faceva Chapron per le DS Cabriolet (La Croisette) o carrozzate su richiesta, come era sugli stupendi cataloghi dove modelle abbinavano portiere DS multicolore ai propri vestiti. Oggi si può avere una DS 5 su misura o quasi, per gli interni totalmente personalizzabili anche nei materiali (tre tipi di pelle). Chi ami le DS storiche e le derivate invece, può trovare spunti interessanti grazie al club iDéeSse, sodalizio italiano che riunisce oltre mille vetture, il cui nome deriva dalla fusione di “Idée” (ID) e Déesse (DS).

Sportività Peugeot

La gamma sportiva attuale di Peugeot, con la 208 GTi soprattutto, riprende a pieno lo spirito iniziale del marchio. Come ricorda Carlo Leoni, responsabile della comunicazione Peugeot ma prossimo a occuparsi dell’intero gruppo PSA, le corse di Peugeot cominciano già nel 1894 con la Tipo 3, senza soste, arrivando nel 1916 all’Indy 500 negli USA, con la L45. È però da fine anni Trenta che questa sportività entra in strada, con la 402 B Légère capace di “dare la paga” nel misto persino a grosse GT e dopo la guerra con 203 DARL’MAT Le Mans. Quello che è il filone delle piccole e cattive francesi invece, il più noto ai giovani, nasce con la 104 ZS Rallye del 1974. Vittore assolute e di classe, Trofei dedicati e la gamma GTi sulle strade comuni soprattutto grazie alla 205 nata nel 1984 (iridata 1985 e 1986, con la Turbo 16): quasi 295mila al mondo messe in strada. Il Club Storico Peugeot è quello che riunisce ufficialmente tutti i più piccoli gruppi associati localmente degli amanti possessori del marchio, facilitati dallo stesso nel reperire ricambi, che l’azienda cerca dove possibile di mantenere disponili o realizzabili secondo gli schemi del tempo.

 

Interessanti forse più oggi che allora, le storiche PSA danno ancora ispirazione alle proprie eredi
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