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Ci sono multe che conosciamo a memoria. Velocità, alcol, cellulare alla guida: sappiamo quanto costano e sappiamo come evitarle. Poi c'è quella che ha ricevuto un automobilista fermato in Spagna, una cifra che nessun autovelox potrà mai eguagliare. 72.832 euro. Il massimo previsto dalla legge spagnola. E il motivo non ha nulla a che vedere con il modo in cui guidava.
Siamo nell'aprile del 2022, sull'autostrada A4 all'altezza del chilometro 374, nei pressi di San Antonio, comune di El Carpio, in provincia di Cordova. La Guardia Civil ha allestito un normale posto di controllo, di quelli che si incrociano ogni giorno lungo le arterie principali. Una vettura viene fatta accostare, si passa all'ispezione. Fin qui, ordinaria amministrazione.
Poi gli agenti aprono il bagagliaio, sollevano il tappetino e arrivano al vano della ruota di scorta. Dentro non c'è un ruotino. Ci sono quindici pacchetti avvolti nel film trasparente, sigillati uno per uno. Il contenuto, contato fino all'ultima banconota, ammonta a 144.665 euro in contanti. Nessuna dichiarazione, nessun documento, nessuna spiegazione.
Il denaro viene immediatamente trasferito al Sepblac, l'organismo esecutivo spagnolo che si occupa della prevenzione del riciclaggio di capitali e delle infrazioni valutarie. Da lì parte il procedimento sanzionatorio, con una contestazione per infrazione grave.
La norma spagnola è chiara e sorprende chi la scopre solo adesso: chi si muove all'interno del territorio nazionale con somme in contanti pari o superiori a 100.000 euro ha l'obbligo di dichiararle preventivamente. Non serve varcare una frontiera, basta spostarsi da una provincia all'altra con la valigetta piena.
La Dirección General del Tesoro ha quindi applicato la sanzione: 72.832 euro, esattamente il 50% della somma sequestrata, che coincide con il tetto massimo consentito dalla legge, accompagnata da un'ammonizione privata. Metà del denaro, evaporata con un timbro.
L'automobilista non ci sta e impugna il provvedimento davanti alla sezione contenzioso amministrativa del Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid. La linea difensiva punta tutto sulla proporzionalità: la violazione, sostiene, non giustificava l'applicazione del grado massimo della sanzione.
I giudici la vedono in modo opposto, e le motivazioni sono spietate. Primo elemento: il denaro non era semplicemente riposto in auto, era frazionato, sigillato e occultato in un punto che nessun occhio distratto avrebbe mai raggiunto. Una modalità che, secondo il tribunale, dimostra una volontà precisa di sottrarsi al controllo di polizia.
Secondo elemento, ancora più pesante: il conducente non ha prodotto alcun documento capace di certificare l'origine lecita di quei fondi, né ha dimostrato di svolgere un'attività economica compatibile con una simile disponibilità finanziaria.
Conclusione: aggravanti confermate, ricorso respinto, massimo della sanzione ratificato. In più, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali entro un limite di 3.000 euro. Bilancio finale dell'operazione: oltre 75.000 euro bruciati per un viaggio in autostrada.
La domanda viene spontanea a chiunque abbia mai trasportato una somma importante in auto, magari per l'acquisto di un'auto usata o per una compravendita tra privati. La regola italiana è diversa da quella spagnola su un punto decisivo: nel nostro Paese non esiste un obbligo di dichiarazione per il contante trasportato all'interno dei confini nazionali.
L'obbligo scatta invece quando si attraversa la frontiera. Chi entra o esce dall'Italia con 10.000 euro o più in contanti, assegni al portatore o titoli equivalenti deve presentare la dichiarazione all'Agenzia delle Dogane. Chi non lo fa rischia il sequestro immediato di una parte della somma e una sanzione calcolata in percentuale sull'importo eccedente la soglia, con percentuali che crescono al crescere della cifra non dichiarata.
Attenzione anche alla soglia sull'uso del contante nei pagamenti tra privati, oggi fissata a 5.000 euro: superarla espone entrambe le parti a sanzioni, indipendentemente da dove avvenga lo scambio.
Morale della favola, il vano della ruota di scorta è nato per ospitare un ruotino, un crick e una chiave. Tutto il resto, come dimostra questa storia, può costare molto più caro di qualsiasi eccesso di velocità.