Ricarica in 3 minuti e 41 secondi: la Cina alza ancora l'asticella e la sfida delle batterie entra in una nuova fase

Ricarica in 3 minuti e 41 secondi: la Cina alza ancora l'asticella e la sfida delle batterie entra in una nuova fase
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FAW e Hongqi annunciano una cella capace di toccare un picco di 12C, con il 97% di autonomia recuperato in poco più di otto minuti. Dopo BYD e Geely, il fronte della ricarica lampo si allarga.
29 luglio 2026

Il tempo di una sosta al bar, e poco altro. È questo il metro con cui in Cina si sta ridisegnando il concetto di rifornimento elettrico, e l'ultimo capitolo porta la firma di FAW Group, che insieme a Lishen Battery ha completato i test di performance su una nuova batteria a ricarica ultrarapida destinata al marchio premium Hongqi. I numeri diffusi dal gruppo di Changchun raccontano di una cella capace di passare dal 10 al 70% dello stato di carica in 3 minuti e 41 secondi, e di arrivare fino al 97% in 8 minuti e 3 secondi, il tutto misurato a una temperatura ambiente di 25 gradi.

Batteria a ricarica ultraveloce di Hongqi
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Il picco a 12C e il muro che si sposta

Il dato tecnico che dà la misura del salto riguarda il regime di carica, che tocca un picco di 12C. Tradotto: la batteria accetta una corrente pari a dodici volte la propria capacità nominale, una soglia che fino a poco tempo fa rappresentava un limite fisico difficile da avvicinare. Secondo FAW il risultato nasce da un anodo ad alta efficienza progettato specificamente per gestire flussi di ioni molto intensi, affiancato da un elettrolita sviluppato internamente con bassa energia di desolvatazione, pensato per abbassare la barriera che gli ioni di litio devono superare durante la migrazione.

A completare il quadro intervengono due lavorazioni sul materiale: un rivestimento in carbonio composito e una modifica per drogaggio nella massa dell'elettrodo. La combinazione ha permesso di ridurre la resistenza interna del 15% rispetto a celle dello stesso sistema chimico, migliorando l'efficienza di trasferimento della carica e la prontezza di risposta nei primi istanti della sessione.

Il vero nemico si chiama calore

Spingere tanta energia in così poco tempo significa produrre calore, e proprio qui si gioca buona parte della partita. Il pacco adotta un sistema di raffreddamento a liquido a temperatura uniforme, gestito da una logica intelligente che mantiene la differenza termica tra le diverse aree della batteria entro 3 gradi durante la ricarica veloce. Un margine stretto, che serve a evitare che alcune celle lavorino in condizioni peggiori delle altre e invecchino prima.

Sul fronte della gestione elettronica, la strategia adottata è definita adattiva e basata su confini di sicurezza. In pratica il sistema monitora in tempo reale la velocità di aumento della temperatura delle celle e modula di conseguenza la curva di potenza, senza applicare tagli predefiniti. Una verifica continua a circuito chiuso su tensione e capacità completa il controllo, con l'obiettivo di scongiurare fenomeni di sovraccarica o sovratensione.

Gestione della temperature
Gestione della temperature FAW Hongqi

Una corsa che coinvolge ormai l'intero listino cinese

L'annuncio di FAW arriva in una stagione già densa di novità sullo stesso terreno. Il primo movimento porta la firma di BYD, che con la Blade Battery 2.0 ha portato la tecnologia oltre la fase dimostrativa e l'ha già inserita su diversi modelli di serie. Geely ha risposto con la propria soluzione Energee Golden Brick, per ora limitata a una singola vettura, la Lynk & Co 10.

Il quadro che ne esce è quello di una competizione che non riguarda più soltanto la capacità delle batterie o l'autonomia dichiarata, ma la velocità con cui quell'energia può essere reintegrata. Un cambio di prospettiva interessante, perché sposta il baricentro dell'esperienza d'uso dalla dimensione del pacco a quella della sosta. Resta ora da capire quanto rapidamente queste soluzioni supereranno la fase di laboratorio e su quali modelli Hongqi debutteranno per prime, insieme alla domanda che accompagna sempre questo tipo di annunci: quali infrastrutture di ricarica saranno in grado di erogare potenze simili, e con quale diffusione.

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