Scania sfida l'ultimo tabù dei camion elettrici: il lungo raggio diventa realtà

Scania sfida l'ultimo tabù dei camion elettrici: il lungo raggio diventa realtà
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Batterie dietro la cabina, frontale IVD e ricarica MCS: il costruttore svedese porta l'autonomia fino a 720 km e rende l'elettrico compatibile con i semirimorchi europei standard
17 settembre 2026

Per anni il ragionamento è stato sempre lo stesso: il camion elettrico funziona in città, regge la distribuzione regionale, ma quando si parla di trasporto a lungo raggio il discorso si chiude in fretta. Troppo pochi chilometri, troppo peso delle batterie, soste di ricarica incompatibili con i tempi della logistica europea. Scania ha deciso di smontare questo schema, e lo fa con una soluzione che punta dritta al cuore del problema: un'autonomia che può arrivare fino a 720 chilometri.

Il nodo che nessuno aveva ancora sciolto davvero

Chi gestisce una flotta non si chiede se l'elettrico sia "il futuro". Si chiede cose molto più concrete: il mezzo copre la tratta? Porta il carico previsto? Si ricarica in tempi che non mandano all'aria la tabella di marcia? Sono tre domande legate tra loro, perché aggiungere batterie significa togliere portata utile, e ogni sosta in più è tempo sottratto alla produttività.

La proposta di Scania parte proprio da qui. Invece di inseguire un singolo record, il costruttore svedese mette insieme capacità delle batterie, ricarica MCS e una configurazione del veicolo pensata per l'uso reale. Il risultato è un trattore elettrico che prova a parlare la lingua degli autotrasportatori, non quella delle brochure.

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Scania elettrico di profilo
Scania elettrico di profilo Scania

Batterie dietro la cabina: la mossa chiave

L'idea più interessante riguarda la posizione degli accumulatori. Oltre ai pacchi montati sul telaio e sotto la cabina, Scania introduce batterie posizionate dietro la cabina. In una configurazione tipica trovano spazio due pacchi MP20, che aggiungono circa 356 kWh di capacità installata.

Il vantaggio non è soltanto quantitativo. Sfruttare quello spazio consente di aumentare l'energia a bordo senza dipendere esclusivamente dal telaio, lasciando all'operatore più margine per trovare il giusto equilibrio tra autonomia e carico utile. Una flessibilità che, nel mondo del trasporto merci, vale spesso più di qualsiasi dato di targa.

Lars Gustafsson, Senior Vice President e responsabile Solutions Management di Scania, lo sintetizza così: il punto non è semplicemente spostare le batterie in un'altra zona del veicolo, ma rendere possibile l'elettrificazione di percorsi che finora sono stati tra i più difficili da convertire, ragionando fin dall'inizio su autonomia, portata e ricarica come un unico sistema.

Scania elettrico posteriore
Scania elettrico posteriore Scania

Il frontale IVD e la questione dei 16,5 metri

C'è però un limite pratico da superare. Aggiungere batterie dietro la cabina allunga il mezzo, e in Europa la lunghezza dei complessi veicolari è materia delicata. Qui entra in gioco il frontale sporgente IVD (Increased Vehicle Dimension) di Scania.

Grazie a questa soluzione, il layout con batterie dietro la cabina permette di realizzare un complesso 6x2*4 con semirimorchio europeo standard mantenendo la massima autonomia, anche quando la lunghezza totale supera i 16,5 metri. Tradotto: niente rimorchi speciali, compatibilità con le attrezzature già in uso e capacità di manovra preservata, un dettaglio che chi guida nei piazzali di carico conosce benissimo.

Scania elettrico
Scania elettrico Scania

Anche l'aerodinamica fa la sua parte

Il nuovo frontale non serve solo a guadagnare spazio. Su un camion elettrico la resistenza aerodinamica pesa in proporzione molto più che su un diesel, perché il sistema di propulsione è già estremamente efficiente e ogni perdita diventa più evidente. Abbinato al nuovo muso, il veicolo può ridurre i consumi energetici fino al 3%, a seconda dell'allestimento e delle condizioni d'impiego. Sembra poco, ma su centinaia di migliaia di chilometri all'anno si trasforma in autonomia recuperata e costi più bassi.

Megawatt charging: la sosta diventa una pausa

L'ultimo tassello è la ricarica MCS (Megawatt Charging System), lo standard pensato espressamente per i mezzi pesanti. Con potenze nell'ordine del megawatt, le soste si accorciano e possono coincidere sempre più con le pause obbligatorie previste per gli autisti. È qui che l'autonomia elevata e la ricarica rapida si incontrano, trasformando il camion elettrico da scommessa a strumento di lavoro pianificabile.

Scania elettrico
Scania elettrico Scania

Perché questa soluzione conta

Gustafsson lo ricorda: i camion elettrici fanno già parte del sistema dei trasporti, ma il lungo raggio impone esigenze completamente diverse. La risposta di Scania non si basa su una singola innovazione spettacolare, ma sull'integrazione di elementi che, presi uno alla volta, non basterebbero. Batterie aggiuntive, frontale allungato, efficienza aerodinamica e ricarica ad alta potenza lavorano insieme per affrontare la sfida più dura della decarbonizzazione del trasporto merci.

Naturalmente i 720 chilometri restano un valore massimo, legato a configurazione e condizioni operative. Ma il segnale è chiaro: il confine tra ciò che l'elettrico può fare e ciò che il trasporto pesante europeo richiede si sta assottigliando rapidamente.

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