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Se l’auto in Italia non riparte (come pare) servono: infrastrutture (200K a colonnina) incentivi anche per usato e fiscalità

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I temi che emergono sono quelli avanzati da UNRAE e Federauto. Per il settore auto in Italia gli Ecobonus non bastano e di soldi lo Stato (che ha messo 50 ma preso 70 di IVA, per ora) ne dovrà stanziare altri se non vogliamo arretrare ancora

Se l’auto in Italia non riparte (come pare) servono: infrastrutture (200K a colonnina) incentivi anche per usato e fiscalità

In questi giorni di ADD2020, non da Verona come in passato ma soprattutto online, emergono i temi più battuti da chi difende l’auto in Italia. E quando diciamo auto in Italia oggi sappiamo che, purtroppo, non è più grande produzione sotto “mamma Fiat” ma comunque un settore vasto e pesante in termini economici. Un settore che per voce di Federauto e UNRAE chiede aiuto al governo. Infrastrutturazione, riforma della fiscalità e incentivi anche all’usato. Sono questi tre gli elementi che Case e dealer auspicano, o meglio chiedono al governo.

Ma non bastano gli Ecobonus 2020 estesi, domanderebbe qualcuno? No, c'è spazio per altro se i 50 milioni di euro stanziati dal Governo per agosto sono "andati" in 5 giorni solo, per l’acquisto da parte di privati di 14mila auto in più rispetto allo scorso anno. C'è spazio dato l’incasso di circa 70 milioni di euro di Iva per lo Stato. Intanto i 100 milioni di settembre sono esauriti anch'essi, in 12 giorni.

Michele Crisci, presidente dell’associazione delle case automobilistiche estere, ricorda come per le infrastrutture utili all’elettrificazione siamo ancora in ritardo, nel Bel Paese: “Sfida che richiede un piano almeno quinquennale di investimento e un piano decennale di incentivi”. Un processo costoso però, avere tanti punti di ricarica per auto elettrificate che, a oggi, non tutti vogliono. La singola installazione di una colonnina fast-charge costa circa 200mila euro.

Federauto ricorda che si deve riuscire a svecchiare il parco circolante, con soluzioni vicine alla capacità di spesa dei possessori di vecchie auto (Euro 0-1-2-3) ma anche alle partite Iva e alle aziende, su cui gravano costi alti. Dalle associazioni si chiede al governo italiano anche una riforma della fiscalità per l’auto. Prima o dopo il lancio di nuovi incentivi statali per acquisto di mezzi usati (Euro6).

Staremo a vedere, se le intenzioni o le casse in quel di Roma daranno spazio a queste richieste. Gli incentivi su auto usate, soprattutto, potrebbero smuovere non poco il circolante e di conseguenza anche il resto, dai rivenditori satuiri ai Service alle assicurazioni, con la filiera del ricambio che segue a ruota il trend.

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