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Seat TGI: metano per Arona, Ibiza e Leon

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Il marchio spagnolo punta forte sul gas naturale: tanti vantaggi, non solo per l’ambiente ma anche per il portafogli

La magica sigla TGI (Turbo Gas Injection), patrimonio dell’intero Gruppo, arricchisce tre modelli strategici di Seat e consente al marchio spagnolo di porsi come uno dei player di maggior importanza nel campo della transizione verso una mobilità alternativa ai sistemi tradizionali.

Se da un lato ci sono evidenti ragioni di ordine ambientale (il gas naturale compresso assicura infatti emissioni di CO2 ridotte di circa il 25% rispetto all’equivalente a benzina), a rafforzare tale scelta ci sono anche motivazioni squisitamente di portafoglio: vantaggi fiscali (grazie all’omologazione “monovalente” a metano, stante la ridotta capacità del serbatoio della benzina, la gamma TGI beneficia di trattamenti privilegiati sulla tassa di proprietà, con esenzione parziale o totale del bollo), possibilità di circolazione nelle aree ZTL e costi al km minori fino al 50% su benzina e del 30% sul diesel. 

La principale innovazione della gamma Seat TGI riguarda l’introduzione di un terzo serbatoio per il metano: in questo modo, per Ibiza e Arona, l’autonomia a gas raggiunge ora i 360 km (ciclo WLTP), che diventano ben 440 per la Leon. 

Ibiza TGI e Arona TGI, sviluppate sulla piattaforma MQB-A0, dispongono di serbatoi in acciaio ad alta resistenza, mentre Leon 1.5 TGI EVO, a sua volta basata sulla MQB-A, monta un serbatoio in acciaio ad alta resistenza (più piccolo, davanti all’asse posteriore) e due nuovi serbatoi di grandi dimensioni dietro l’asse posteriore, in composito in fibra di carbonio, per una significativa riduzione del peso e un’ottimizzazione della sua distribuzione.

I tre modelli TGI, assemblati nello stabilimento di Martorell lungo la stessa linea di produzione delle altre vetture Seat, sono ovviamente adattati per l’uso del metano come carburante primario, ad iniziare dall’ugello di riempimento accanto al bocchettone per il rifornimento della benzina: ci sono poi sensori di pressione del gas, un regolatore di pressione elettronico a due stadi che controlla la distribuzione del gas al motore, componenti specifici per il funzionamento a metano e a benzina ed elementi adattati alle caratteristiche della combustione del metano, dai pistoni rinforzati alle fasce elastiche ottimizzate, cuscinetti, materiali guida valvole e sedi valvole rinforzati, alberi a camme adattati, valvole di scarico nitrurate, sonda lambda e convertitore catalitico ottimizzati per la conversione del metano.

L’arrivo delle versioni TGI dai concessionari è abbinato ad una robusta campagna di invito all’acquisto decisa dalla filiale nazionale: sono previsti sconti su tutta la gamma, con il listino iniziale di Ibiza TGI che scende da 16.530 euro a 15.400, mentre per Arona ne “bastano” 17.900 (rispetto ai 18.800 iniziali), e per Leon Tgi lo sconto supera addirittura i 3.000 euro (21.250 euro per la cinque porte Hatchback da 21.250, dai 22.000 per la station wagon); ancora più interessante la formula del finanziamento, che con un minimo anticipo, ad esempio permette di avere Ibiza in allestimento FR con rata di soli 129 euro al mese.

Arona TGI

Intanto, un primato l’ha già conquistato, visto che si tratta del primo SUV a proporre la tecnologia a metano: grazie ai tre serbatoi per una capacità totale di 13,8 kg, assicura fino a 360 km di autonomia a gas, cui si aggiungono gli altri 150 garantiti dai 9 litri di benzina. 

Disponibile in tutte le versioni (Reference, Style, Xcellence e FR), Arona TGI monta un motore tre cilindri 1.0 TGI a 12 valvole da 90 CV e 160 Nm di coppia, abbinato ad un cambio manuale a sei rapporti. 

Non è certo un jet in rampa di decollo (0-100 km/h in 13,2 secondi) e la velocità massima supera di un soffio la soglia dei 170 orari: ma le carte buone di Arona sono altre, ad iniziare dall’elevato livello di sicurezza con molti sistemi di assistenza alla guida (Front Assist con riconoscimento dei pedoni, Hill Hold Control, fari full LED, rilevatore di stanchezza, sensori e luci pioggia e sistema di frenata multipla (Multi Collision Brake), cui possono essere aggiunti il Rear Cross Traffic Alert, lo Blind Spot Detector e il sistema di assistenza Park Assist, utile per il parcheggio parallelo in retromarcia, sia per quello a 90 gradi.

Notevole, come per ogni modello Seat, è poi il livello sul versante della connettività e della tecnologia: Arona è dotata di apertura e avviamento Keyless, telecamera posteriore, touchscreen a colori da 8” e caricabatterie wireless per cellulari con amplificatore del segnale GSM. Il sistema infotainment Full Link consente di essere sempre connesso e di sincronizzare telefono e vettura tramite Apple CarPlay o Android Auto, oltre a comprendere tutte le app più recenti come Shazam e Alexa, l’assistente vocale di Amazon.

Ibiza TGI

Identica nella dotazione dei serbatoi alla Arona, Ibiza ne condivide anche il propulsore e l’autonomia: tra le dotazioni di serie spiccano sistema di assistenza alla frenata Front Assist per la guida in città, Cruise Control, rilevatore di stanchezza, sistema di connettività Full Link, sistema di apertura e avviamento senza chiave Keyless, fari full LED e sistema di navigazione con touchscreen a colori da 8”, che permette la possibilità di sfruttare tecnologie all’avanguardia come Alexa e Shazam.

Su strada, Ibiza a metano perde davvero poco della brillantezza e del piacere di guida che la caratterizzano: un po’ vuota solo in basso (ma non c’è da stupirsene), una volta in tiro conferma le abituali doti dinamiche, ad iniziare dalla reattività nella risposta al volante, assecondata anche da un cambio efficiente e rapido negli innesti, dalla corsa gradevolmente corta e insensibile agli strapazzi. 

Leon 1.5 TGI EVO

Il modello più versatile della gamma TGI (disponibile nelle versioni Xcellence e FR oltre alla Style, in versione cinque porte o station wagon ST) eroga ora 130 CV assicurati dal nuovo motore 1.5 TGI EVO rispetto ai precedenti 110 ed è possibile scegliere tra cambio manuale a sei rapporti e l’automatico DSG con doppia frizione a sette rapporti. 

Il terzo serbatoio per il metano in acciaio ad alta resistenza, oltre ai due in composito di fibra di carbonio posti il pianale del bagagliaio porta la capacità totale a 17,3 kg, sufficienti ad assicurare alla Leon TGI un’autonomia importante, fino a 440 km (ciclo WLTP) in modalità a metano, cui vanno aggiunti i circa 140 della benzina.

Il propulsore 1.5 TGI EVO (che manda in soffitta il precedente 1.4 TGI da 110 CV) è un quattro cilindri con quattro valvole per cilindro da 1.498 cc, con tecnologia turbo a geometria variabile e il ciclo Miller per la combustione: come detto, eroga 130 CV tra 5.000 e 6.000 giri/min, a fronte di una coppia di 200 Nm tra 1.400 e 4.000 giri/min; la velocità massima è di 206 km/h, con benefici soprattutto in accelerazione, con 0-100 km/h toccati in 9,9 secondi, quasi uno in meno rispetto alle versioni precedenti. 

Anche Leon TGI vanta una lunga serie di tecnologie e dotazioni di sicurezza: Adaptive Cruise control (ACC), sistema di assistenza alla frenata di emergenza Front Assist con riconoscimento dei pedoni, Traffic Jam Assist, sistema Lane Assist per evitare lo spostamento nella corsia sbagliata, assistente per le luci abbaglianti e rilevatore di stanchezza; può inoltre contare su telecamera posteriore, caricabatterie wireless per cellulari con amplificatore del segnale GSM, sistema infotainment Full Link per collegare i telefoni tramite Android Auto o Apple CarPlay e app come Alexa e Shazam, mentre il sistema di navigazione Plus consente di connettere i dispositivi dei passeggeri al sistema infotainment tramite WLAN.
 

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